Cit, si dimette l’a.d. Natali

19/05/2004



 
 
 
 
ItaliaOggi Turismo
Numero 119, pag. 13 del 19/5/2004
Autore: di Massimo Galli
 
Cit, si dimette l’a.d. Natali
 
Ancora negativi i conti 2003. Il business plan prevede il pareggio operativo.
Il manager: il mio compito può ritenersi concluso
 
Da ieri Giovanni Natali non è più l’amministratore delegato di Cit. L’avventura del manager nella società è durata poco più di un anno. La decisione, secondo un comunicato ufficiale, è legata a motivi personali. Lo stesso Natali, interpellato in proposito, non ha confermato né smentito il suo ingresso nella società Private equity partners, aggiungendo che sta valutando altre due opportunità riguardanti banche d’affari.

´La famiglia Gandolfi ha dato mandato per vendere la propria quota (intorno al 37%, ndr), io sono stato nominato da un’assemblea in cui Gandolfi contava per oltre il 60%, e il cda decadrà con l’approvazione del bilancio alla prossima assemblea’, spiega Natali. ´Insomma, sono stato nominato da tutt’altro azionariato’.

Inoltre, il manager ritiene di avere portato a termine la propria missione all’interno della società turistica: ´I costi sono diminuiti, si è concluso il piano di ristrutturazione, abbiamo approvato il nuovo business plan, ritengo di avere completato il mio compito’. Tranne il passaggio della Cit al segmento Star di Borsa italiana: un progetto che ha subito un rallentamento. ´È vero’, ammette Natali, ´però ci tengo a sottolineare che l’ammissione è stata confermata da Borsa italiana, il prospetto informativo è stato pubblicato e ora manca soltanto la comunicazione della data d’inizio delle negoziazioni. Abbiamo risposto alla richiesta di chiarimenti da parte di Borsa italiana sulla nostra situazione finanziaria, e ritengo che ci siano tutte le condizioni per il passaggio’.

L’ex amministratore delegato lascia una società che nel 2003 ha registrato un fatturato sceso del 14% (a 415 milioni di euro), e una perdita di circa 40 milioni. Questo nonostante proventi pari a oltre 33 milioni, derivanti dalla cessione di alcune società e rami d’azienda, e una riduzione del costo del lavoro pari a 1,4 milioni. L’indebitamento finanziario netto è sceso da 75 a circa 62 milioni. Il risultato negativo, secondo quanto reso noto dalla società, è stato pesantemente influenzato dagli effetti della recente acquisizione, da Alitalia, della società Italiatour. Su questo punto Natali è esplicito, ma mette le mani avanti: ´Il contratto era stato siglato a novembre 2002, io sono stato nominato il 20 gennaio 2003. L’operazione ha senso dal punto di vista strategico, ma è stata pagata troppo’.

Quanto al futuro di Cit, il cda ha approvato il nuovo piano industriale, che prevede nel 2004 un margine operativo lordo vicino al pareggio (l’anno scorso è stato negativo per oltre 18 milioni) e un giro d’affari in crescita a 470 milioni.

Ma l’avvenire appare tuttora un rebus. Un quesito si impone: la società potrà continuare a camminare con le proprie gambe? Oppure l’unica ancora di salvezza è la vendita? Su questo punto Natali non fornisce indicazioni, ma negli ambienti finanziari legati al settore turistico si fa presente che ci sono buone probabilità che Cit venga acquistata da qualcuno, probabilmente attraverso un’operazione di natura finanziaria che potrebbe coinvolgere altri operatori. (riproduzione riservata)