Cit: scontro fra Livolsi e Sviluppo It

10/11/2004


             
             
             
             
            Turismo
            Numero 269, pag. 13
            del 10/11/2004
             SALVATAGGIO.
            Cit, scontro fra Livolsi e Sviluppo It.
             
            Massimo Galli
             
            Sviluppo Italia prende le distanze dal piano di salvataggio della Cit. È il senso di un comunicato, diffuso ieri dall’agenzia guidata da Massimo Caputi, che ha replicato duramente alle dichiarazioni rilasciate in mattinata da Ubaldo Livolsi, advisor del gruppo turistico. Livolsi aveva affermato che il governo sembrerebbe favorevole al progetto di rilancio, che prevede la costituzione di una newco, in cui far confluire tutte le componenti aziendali core del settore turistico-commerciale. Ma, soprattutto, il braccio destro del patron Gianvittorio Gandolfi ha aggiunto che mancherebbe ancora il via libera di Sviluppo Italia all’ingresso nella newco. ´Bisogna vedere’, ha detto Livolsi, ´cosa fa Sviluppo Italia, se entra o no. Caputi non ha ancora sciolto la riserva’.

            La replica del diretto interessato non si è fatta attendere ed è stata affidata a un comunicato. Conciso, ma molto esplicito: ´Si ribadisce che Sviluppo Italia non dispone di strumenti che le consentano in alcun modo di intervenire in ristrutturazioni o salvataggi di aziende in crisi. Di ciò, tutti i soggetti coinvolti nella vicenda sono ben edotti’. Un concetto che Caputi ha ribadito più volte nelle ultime settimane. ´Viceversa’, si legge ancora nella nota, ´Sviluppo Italia può partecipare a nuove iniziative, con partner affidabili, per rilevare attività preesistenti, a salvaguardia di occupazione e produttività’.

            La situazione, dunque, si fa sempre più ingarbugliata. Anche perché, dopo il vertice della scorsa settimana tra Livolsi e Caputi, quest’ultimo non avrebbe gradito la variazione del progetto, che contemplerebbe un impegno finanziario maggiore dell’agenzia, per 8 milioni di euro. Ma a raffreddare gli entusiasmi c’è anche l’atteggiamento delle banche creditrici, che dovrebbero a loro volta far parte della newco convertendo il debito. Secondo Livolsi sarebbero interessate, ´ma ovviamente ognuna con un ruolo diverso, a seconda della misura dell’esposizione’. In realtà, gli istituti avrebbero deciso di prendere tempo per valutare attentamente il da farsi. Il loro ruolo è decisivo, non soltanto in funzione dei crediti, ma anche del fatto che Banca Intesa ha in pegno la quota di maggioranza (circa il 40%) di Gandolfi.