Cit, rinviato a lunedì il vertice-banche

14/10/2004



            mercoledì 13 ottobre 2004

            sezione: FINANZA E MERCATI- pag: 36
            Cit, rinviato a lunedì il vertice-banche
            SIMONE FILIPPETTI
            MILANO • Naufraga il tavolo tra le banche e il Governo sul salvataggio di Cit. Nel frattempo il summit assume sempre più contorni politici, dopo che anche i sindaci di alcune città del Meridione si apprestano a essere convocati al capezzale del malato Cit, finito in una grave crisi finanziaria. Ieri pomeriggio era previsto un incontro tra gli istituti di credito, Banca Intesa (che è anche azionista col 5%), Capitalia, Mps e Unicredit, da un parte e Sviluppo Italia dall’altra per fare il punto sulla situazione.
            Ma l’incontro non si è tenuto e il Governo ha riaggiornato il vertice al 18 ottobre. Nulla è trapelato sulle motivazioni del rinvio dell’appuntamento: tra le ipotesi circolate sul mercato vi è anche quella secondo cui il sovrapporsi di voci di mercato e comunicati ufficiali degli ultimi giorni sulle vicende del tour operator abbia alimentato qualche malumore.
            Nel mirino sarebbero finite anche delle dichiarazioni di Cit, risultate poco gradite ad alcuni soggetti coinvolti nella trattativa. Non va dimenticato, però, che lo slittamento è anche funzionale ai nuovi soggetti ammessi a partecipare al tavolo. Nel frattempo, infatti, sono scesi in campo anche i sindaci di città del Sud d’Italia dove Cit ha numerosi villaggi turistici e infrastrutture, chiedendo di essere parte attiva nelle trattative.
            La delegazione guidata da Mario Altieri, primo cittadino di Scanzano Jonico, provincia di Matera, ha incontrato il ministro delle Attività Produttive Antonio Marzano. «È stato un dialogo costruttivo: il ministro ha accolto le nostre proposte e ha capito le conseguenze negative se non si realizzasse l’intervento su Cit», è stato il commento di Altieri. Complessivamente nei centri rappresentati dai rispettivi sindaci lavorano 1.300 dipendenti dell’azienda di Gandolfi (più della metà della forza lavoro totale della compagnia turistica) e la preoccupazione per le possibili ripercussioni occupazionali ha fatto alleare le città nella richiesta di aiuto al Governo, formalizzata tramite una lettera inviata anche al sottosegretario Gianni Letta. Marzano ha ammesso le richieste, così come per quelle dei sindacati che due giorni fa avevano manifestato davanti alla sede del dicastero in via Veneto, e ha riaggiornato a lunedì prossimo il tavolo.
            Che si presenterà, dunque, come un tavolo allargato: oltre a Sviluppo Italia e alle banche vi prenderanno parte pure i sindaci, i rappresentanti dei lavoratori e probabilmente la Cit stessa. A questo punto diverrà cruciale l’esito dell’incontro: con in mano il business plan redatto da Bain e Deloitte, su incarico dell’agenzia pubblica di Massimo Caputi, i vari soggetti saranno chiamati a decidere. Sull’altro versante, poi, Cit sta cercando di reperire le risorse necessarie per proseguire la sua attività: in ballo c’è un aumento di capitale da 38 milioni di euro. Data l’attuale indisponibilità di Gandolfi a partecipare all’operazione, l’azienda sta cercando strade di finanziamento alternative, tra cui, è stato ventilato, anche la possibilità di riallocare un finanziamento del Cipe, per 23 milioni, come partecipazione in equity nell’aumento di capitale.