Cit: parte l’iter per la cessione

28/03/2007
    mercoledì 28 marzo 2007

    Pagina 20 – Economia e imprese

    Turismo – Entro il 16 aprile le manifestazioni di interesse

      Sul mercato il gruppo Cit
      Parte l’iter per la cessione

        Vincenzo Chierchia

        MILANO

        Riparte la gara per il gruppo turistico Cit in amministrazione straordinaria, dopo il via libera del ministero dello Sviluppo economico (si veda Il Sole-24 Ore del 27 febbraio); un primo tentativo di cessione venne avviato a metà 2006 ma poi fu bloccato per il cambio di Governo.

        Come conferma il commissario, Antonio Nuzzo, domani sarà pubblicato su alcuni quotidiani l’avviso per invitare alla manifestazione di interesse per le attività della Cit che, come deciso dal ministero, viene collocata sul mercato praticamente in blocco, evitando l’ipotesi "spezzatino" paventata nei mesi scorsi.

        Il termine per la qualificazione preliminare dei soggetti formalmente interessati alla Cit è stato fissato per il 16 aprile. Dal giorno successivo partiranno le fasi di valutazione di massima e poi di prequalificazione, propedeutiche per arrivare al confronto finale tra le offerte e i piani industriali, secondo la legge Marzano. «Contiamo – assicura Nuzzo – di chiudere l’intera operazione di cessione prima di agosto».

        Difficile dare ora una stima del valore complessivo di una operazione che dovrebbe segnare la chiusura sostanziale della vicenda del crack dello storico gruppo turistico italiano, che compie 80 anni. In base a valutazioni di larga massima effettuate da operatori di mercato, l’operazione potrebbe aggirarsi intorno ai 200 milioni di euro.

        Nei prossimi giorni, e fino al 16 aprile, al commissario straordinario Nuzzo, arriveranno le prime manifestazioni di interesse, che saranno valutate preliminarmente dalla società Envent, che è advisor in questa prima fase. Saranno valutati i profili di attività dei soggetti interessati, le motivazioni all’operazione. «Un elemento cruciale della gara – sottolinea Nuzzo – sarà poi costituito dal piano industriale e dagli impegni sulla continuazione dell’attività aziendale e in favore della difesa dei livelli occupazionali, secondo quanto prescritto dalla legge». la garanzia dovrebbe quindi valere almeno due anni.

        Ma cosa ci sarà nell’offerta Cit? Il patrimonio, libero da vincoli, è costituito da vari asset, il ricavato della vendita finirà nell’attivo a disposizione dei creditori. La ricognizione dello stato passivo è ancora in corso presso il Tribunale di Milano. In questi giorni si è iscritto anche il ministero dello Sviluppo economico per un totale di 10 milioni di euro, relativi al netto dell’erogazione di una prima tranche di aiuti per 75 milioni, deliberata dal Governo nel 2004 ma poi revocati dall’Unione europea. Complessivamente lo stato passivo dovrebbe aggirarsi oltre i 600 milioni di euro.

        Tra gli asset di Cit vi sono sette strutture, tra hotel e villaggi attualmente in attività, la proprietà dell’isola di Sacca Sessola nella laguna di Venezia e i relativi progetti di sviluppo (la valutazione di massima si aggira sui 90 milioni, nei giorni scorsi è stato chiuso il contenzioso con gli ex soci libanesi) l’attività di tour operating (che però è ferma per il crack Italiatour) e una rete di 12 agenzie di viaggio.

        I dipendenti sono complessivamente 400 (sbloccati 4 milioni per gli stipenti)

        Hotel e villaggi hanno in totale oltre 3.500 posti letto e si trovano in Piemonte (2), Trentino (1), Basilicata (2), Calabria (1) e Puglia (1). Non rientrano nel bando gli hotel di Varese e di Scandicci (Firenze) che saranno collocati sul mercato in maniera indipendente. «Sono fuori dal core business turistico Cit» commenta Nuzzo.

        Infine, i contratti di programma. Il Cipe ha recentemente revocato o messo nel freezer molte operazioni Cit. Il complesso delle risorse pubbliche oggi disponibili, a fronte però dell’avvio degli investimenti, è pari a circa 88 milioni per tre progetti: Sibari (Cosenza), Calatabiano (Catania) e Carovigno (Brindisi). Per gli altri (Pietrelcina-Benevento, Scanzano Jonico-Matera) il Cipe ha iniziato a revocare le delibere ed è nato un contenzioso con le società di scopo. Cesana (Torino) non risulta aver ricevuto l’ok del Cipe.

          LE TAPPE DELLA CRISI

          -Nel 1998 Le Ferrovie privatizzano Cit, acquisita dal gruppo Gandolfi con l’aiuto del Mediocredito lombardo. nel 1999 i primi progetti per i poli integrati al Sud
          -Il 2001 vede l’ingresso del gruppo Accor nell’azionariato.
          -Nel 2002 Cit quotata in Borsa
          -Nel 2003 primi segnali di crisi.
          -Ad agosto 2004 viene schiesto l’intervento del Governo. l via vari tavoli istituzionali.
          -A fine 2004 Sviluppo Italia studia l’ingresso in Cit
          -Maggio 2005 vede la richiesta di aiuti di Stato e l’ingresso di nuovi partner.
          -Dicembre 2005 il Cipe conferma i contratti di 194,6 milioni. Stanziati 75 milioni di aiuti pubblici.
          -La crisi si aggrava e a marzo 2006 scatta l’amministrazione straordinaria. le Procure di Milano e Varese avviano indagini