Cit: la Procura indaga per corruzzione

03/01/2006
    sabato 31 dicembre 2005

    FINANZA & MERCATI- Pagina 33

      Turismo in crisi – Ipotesi di nuovi reati a Varese

      Cit, la Procura indaga per corruzzione

        S.FI.

        MILANO – Spunta anche l’ipotesi corruzione nella tormentata crisi Cit. E mentre l’ex patron Gianvittorio Gandolfi è pronto a ritornare in sella alla sua creatura, a Varese i magistrati aprono un’indagine.

        Come se non bastasse il bilancio impugnato dalla Consob, la denuncia inviata al Tribunale di Milano, e l’istanza fallimentare presentata da alcuni creditori, un’altra tegola giudiziaria si è abbattuta sulla società sempre più a rischio, ormai da mesi senza più patrimonio netto (in rosso per 46 milioni) e schiacciata da perdite per 97 milioni. La Procura di Varese ha infatti aperto un’indagine ipotizzando i reati di concussione e corruzione: nel mirino del procuratore Maurizio Grigo, che indaga affiancato dalla Guardia di Finanza, proprio sui conti di Cit. In particolare al vaglio degli inquirenti l’utilizzo del denaro dell’azienda: le indagini mirano a stabilire se, in passato, siano state stornate risorse per fare pressioni su personaggi che avrebbero potuto garantire aiuti e protezione per la compagnia. Il fascicolo è stato aperto dopo alcune denunce pervenute da altre procure dove la compagnia ha filiali, ma finora non risulta che alcuna persona sia stata iscritta nel registro degli indagati.

        Il salvataggio della compagnia turistica è sempre più a rischio e, secondo quanto appreso dal Sole 24 Ore, l’ipotesi commissariamento rimane ancora in piedi. Ormai l’unica speranza, dopo l’addio del cavaliere bianco Benito Benedini, è rappresentata dalla cordata Tivigest (Compagnia delle Opere)-Gruppo Soglia che nei giorni scorsi ha presentato un accordo quadro per la cessione e il rilancio del Gruppo.

        Man mano che il tempo passa la situazione appare ingarbugliata e irta di ostacoli: perchè certo alla sopravvivenza del tour operator non bastano i dieci milioni che il Governo (tramite il Cipe) ha versato attingendoli dal fondo salva-imprese. Quei soldi servono a coprire gli arretrati degli stipendi e permettere all’azienda di andare avanti con l’attività ordinaria.

        Il comitato di sorveglianza guidato da Giulio Macrì, che da mesi lavora al salvataggio, intende incontrarsi con la cordata Soglia già nei primi giorni di gennaio e valutare l’offerta: Cit necessita di 70 milioni che dovrebbero essere versati tramite un aumento di capitale. Una cifra che già potrebbe rivelarsi insufficiente perché riferita alla situazione patrimoniale al 2004, ma mentre le trattative proseguono, finora senza successo, nel corso dei mesi la crisi si è acuita. Ormai pare dunque certo che se la liquidità necessaria a evitare l’insolvenza non dovesse arrivare in tempi brevi, l’unica strada sarà quella della procedura concorsuale.

        Ma dietro l’offerta Soglia-Tivigest sta lavorando sottotraccia lo stesso Gandolfi. Nei mesi scorsi, quando ancora era in piedi la trattativa con Benedini, l’accordo con le banche creditrici (Banca Intesa e Unicredit) per l’ok al piano di salvataggio prevedeva anche un passo indietro di Gandolfi (tutt’ora azionista di maggioranza con il 37% tramite la Compagnia delle Vacanze): poco prima di Natale Gandolfi avrebbe incontrato la cordata dei cavalieri bianchi e un gruppo di ex manager di Cit. In quell’occasione sarebbe stato firmato un accordo con Tivigest-Soglia.