Cit: il commissario blocca l’asta per vendere l’isola

08/05/2007

    martedì 8 maggio 2007

    Prima Pagina (segue a pagina 10) – Venezia

    Sacca Sessola, il commissario
    blocca l’asta per vendere l’isola

      Era stata disposta dal tribunale. Ventisei compagnie in corsa per l’isola e i beni Cit

        Alberto Zorzi

          VENEZIA – L’isola di Sacca Sessola non potrà essere messa all’asta. Dopo la notizia dei giorni scorsi del sequestro disposto dal giudice veneziano Rita Rigoni e dell’imminente avvio della procedura di messa all’asta, a precisarlo è Antonio Nuzzo, commissario straordinario della Compagnia italiana del turismo ( Cit), ex colosso statale del turismo, oggi fallita e sotto inchiesta. « La Progetto Venezia Srl – ha detto l’avvocato Nuzzo, riferendosi alla società creata ad hoc dalla Cit per gestire l’albergo di lusso costruito sull’isola – è stata ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria e quindi ogni azione esecutiva intrapresa da singoli creditori sui suoi beni perderà ogni effetto. La vendita di detti beni avverrà nell’ambito della procedura di amministrazione straordinaria del gruppo Cit » .

          SOTTO SEQUESTRO – Ad aprire il caso era stata la decisione del giudice Rigoni di porre sotto sequestro l’isola, dove sorge – finito da anni – un maxialbergo da 350 camere, un centro congressi da 600 posti, piscine, campi da tennis e golf. La richiesta era arrivata dall’avvocato Valeria Fabbrani, che difendeva gli interessi di sei dipendenti della Progetto Venezia non pagati per mesi, tanto da accumulare un credito verso la società di circa 250 mila euro. Tra marzo e novembre 2005 i sei dipendenti avevano ottenuto complessivamente ben 13 decreti ingiuntivi da giudici del tribunale del lavoro nei confronti della società, ma non avevano mai visto un euro. La procedura dell’asta non era ancora stata avviata con un atto formale, ma il giudice aveva già nominato un perito per valutare l’isola che un tempo ospitava l’ospedale Pneumologico. Ma è arrivato immediato lo stop del commissario, visto che la legge dice che non è possibile mettere all’asta i beni di proprietà di una società in amministrazione straordinaria. Progetto Venezia lo è da pochissimi giorni, ovvero dal 12 aprile scorso, quando è stato pubblicato un decreto del ministero dello Sviluppo economico.

            IN LIZZA – Chi vorrà comprarsi l’isola potrà insomma farlo solo acquistando tutto il pacchetto Cit, fatto non solo di aree immobiliari, ma anche di società di gestione, sviluppo, intermediazione e tour operator. Dopo che qualche mese fa si era anche ipotizzato lo « spezzatino » , dividendo il gruppo in diverse aree, l’ultima decisione dell’amministrazione straordinaria è questa. A manifestare interesse per l’acquisto sono state ben 26 società: Italia Turismo, Aurum Gestioni, JP Morgan Chase Bank, Club Méditerranée, Sofin Im, DG Investimenti, LM Real Estate, Marriott Hotels International, Norman 95 ( in cordata con Gladstone, EuroTravel e Cesi), Acqua Marcia Turismo, Emc, Aareal Bank, Orogroup, Consorzio G- Aktor e Soglia Hotel Group, P& D, Patron ( Europe) Servicing, Lagare, Real E s t a t e C i s , I t a l g e s t I m m o b i l i a r e , Fi n c o s , Graniglia& Partners ( con Morgan Hotel Group e Roseland Property Company), Bluvacanze, Visetur, Elfa Investimenti, I Grandi Viaggi e Bear Stearns. Di queste però solo 8 avevano concorso per l’intero impero Cit, mentre le altre puntavano a pezzettini del gruppo. Sarà da vedere chi ora deciderà di restare in gara.