Cit chiede aiuto al Governo

17/05/2005
    martedì 17 maggio 2005

    FINANZA E MERCATI – Pagina 38

    Macrì punta a 10 milioni Ancora alla ricerca di cavaliere bianco
    Cit chiede aiuto al Governo

    S. Fi.

      MILANO • Il salvataggio di Cit si muove su un doppio binario. Mentre proseguono le trattative per l’ingresso di Benito Benedini, la compagnia turistica bussa anche alle porte di Palazzo Chigi per un aiuto di 10 milioni di euro.

      Mentre, secondo indiscrezioni di mercato raccolte, una somma ancora più elevata, 85 milioni, sarebbe quella richiesta alle banche per rimettere in piedi il tour operator.

      I medesimi rumors riferiscono che Giulio Macrì, il presidente del comitato di sorveglianza, l’organo nominato dalle banche creditrici che ha preso pieni poteri sulla società, ha chiesto a Palazzo Chigi di ottenere la somma, di 10 milioni a valere sulla ristrutturazione facendo leva sul fondo istituito dal decreto Competitività. A metà gennaio Cit aveva ricevuto 14 milioni, come prestito ponte, dagli istituti di credito esposti per proseguire nell’attività ordinaria. Ma quelle risorse sono già finite e ora servono 85 milioni, sempre sotto forma di bridge financing, per il rilancio dell’attività. Tale somma dovrebbe essere erogata dagli istituti di credito dietro la garanzia dello Stato. Nel frattempo alle stesse banche verrà a breve illustrata la versione definitiva del piano di rilancio, predisposto dai consulenti di Bain e Livolsi& Partners, compresi, a quanto si apprende, gli obblighi di dare avere tra Cit e le banche.

      Da circa tre settimane il titolo della compagnia controllata da Gianvittorio Gandolfi è sospeso in Borsa in attesa che si chiudano le trattative per l’ingresso di un cavaliere bianco, indispensabile perché Cit continui a vivere. Dopo mesi di crisi e immobilismo è spuntato il nome dell’imprenditore lombardo, ex presidente dell’Assolombarda. Il progetto di salvataggio prevede che Benedini rilevi il 49% della Compagnia delle Vacanze, la holding che detiene il pacchetto di maggioranza ( 38%) di Cit.

      Una volta che si sia trovato l’accordo tra Benedini e Cit e tra questa e il Governo e le banche, è previsto che Gandolfi e i suoi amministratori e sindaci lascino ogni ruolo nell’azienda e nelle controllate. A quel punto potrà entrare in gioco, dopo che dalla scorsa estate è stata chiamata in causa, Sviluppo Italia: il piano, secondo quanto si apprende da alcune fonti, prevede che possa essere costituita una nuova società risanata a cui parteciperanno la Cit dei nuovi azionisti, le banche e l’agenzia di Massimo Caputi.

      Nel frattempo sale di nuovo la tensione tra i dipendenti che dopo la boccata d’ossigeno del prestito ponte hanno denunciato il mancato pagamento, da quattro mesi, degli stipendi: la settimana scorsa è stata occupata per protesta la sede di Cit in via Nazionale a Roma.
      « Dopo mesi di tavoli e trattative — ricorda Andrea Cavola, segretario del Sult — la crisi di Cit non è stata ancora risolta » e domani ci sarà uno sciopero di tutti i dipendenti per chiedere uno sblocco della situazione. E mentre si lavora per far uscire Cit dalla crisi, la controllata Italiatour chiama in causa Alitalia. La joint venture del tour operator con la compagnia di bandiera, azionista al 20% di Italiatour, prevedeva una serie di clausole che secondo Cit non sarebbero state rispettate dalla compagnia della Magliana e per le quali Italiatour chiede un rimborso di circa 6 milioni all’Alitalia. Una somma che darebbe fiato alla controllata, anch’essa in cattive acque visto che l’assemblea convocata per fine mese potrebbe dichiarare lo stato d’insolvenza.