Cit: blitz dei Pm a Scanzano

28/09/2007
    sabato 22 settembre 2007

    Pagina 13 – Attualità

    Il crack delle vacanze

      Cit, blitz dei Pm a Scanzano

        L’insediamento turistico finisce nel mirino di quattro procure

          Visita lampo del magistrato milanese Riccardo Targetti e del consulente tecnico Gian Gaetano Bellavia a Scanzano Jionico (Matera) sede di uno degli insediamenti turistici al centro dell’inchiesta sul crack della Cit (Compagnia ItalianaTurisno). Un vero e proprio blizt che ha colto di sorpresa un po’ tutti: a cominciare dal Commissario straordinario della stessa Cit (attualmente sottoposta ai dettami della legge Marzano) AntonioNuzzo allertato della presenza degli inquirenti dai dipendenti della società, tra cui spiccanoalcuni parenti di uno dei principali indagati nell’inchiesta: l’architetto Arcangelo Taddeo. Gli investigatori sembra che abbiano voluto rendersi conto personalmente della sitazione di uno principali epicentri del sisma finanziario che ha messo in ginocchio il colosso del turismo italiano che proprio in Basilicata vede uno dei progetti più importanti di «Poli turistici integrati» oggetto di contratti di programma per decine e decine di milioni di euro stanziati dal Cipe.
          Nel corso della visita il Pm avrebbe preso contatto sia con il maggiore Veneziano del nucleo regionale della Polizia Tributaria di Potenza (competente sul materano) sia con i colleghi della procura della Repubblica di Matera e, in particolare, con il sostituto procuratore Paola Morelli.

          In una riunione i Pm sarebbero giunti a una pianificazione degli interventi e a una ripartizione delle competenze per territorio. Un groviglio non facile da sciogliere: tra le numerose società del gruppo Cit alcune, infatti, pur avendo la propira sede operativa nella zona, erano costituite a Milano, dove risultano fallite. Con il coinvolgimento della procura materana e di quella di Catanzaro, che sta invece approfondendo alcuni aspetti legati agli insediamenti calabresi della compagnia, dunque, ora sono quattro le sedi giudiziarie che stanno indagando sul crack Cit. Un dissesto originato, lo ricordiamo, dalla cessione dell’azienda avvenuta contestualmente alla privatizzazione delle Ferrovie dello Stato alla fine degli anni 90. La prima procura a indagare erastata quella di varese, città sede della Progetto italiano, società di Gianvittorio Gandolfi, che aveva acquisito la società finita nel baratro dell’insolvenza.