Cisl, uno su quattro contro i partiti

16/09/2003



      Martedí 16 Settembre 2003

      ITALIA-LAVORO


      Indagine a Milano - il 24% degli iscritti non si riconosce negli schieramenti
      Cisl, uno su quattro contro i partiti


      MILANO – Destra, sinistra, centro. Dentro la Cisl di Milano c’è tutto l’arco costituzionale ma anche tanti iscritti, uno su quattro, che della politica fanno a meno, che non si riconoscono in nessuno schieramento. Quello dei delusi dalla politica è il partito più grande tra i 120mila iscritti della Cisl milanese. Nell’indagine presentata ieri all’assemblea organizzativa, si misurano gli umori del sindacato milanese guidato da Maria Grazia Fabrizio, in confrontoa quattro anni fa, data dell’ultima indagine. I movimenti più importanti sono agli estremi.
      Gli iscritti che si schierano a destra, con Alleanza nazionale, sono il 6,2% del campione, contro il 3,8% del ’99. E la sinistra, che nell’analisi va dai Ds a Rifondazione, ha guadagnato peso (dal 14,9 al 16,8%). In discesa, invece, il centrosinistra, che coincide soprattutto con la Margherita (dal 17,2 al 13,3%), mentre salgono il centro e il centrodestra, che nel complesso rappresetano il 17,4% degli iscritti. L’aumento più consistente è per i senza partito mentre più di un quinto non risponde alla domanda.
      Il tesserato Cisl tipo ha 48 anni ed è un impiegato, diplomato, sposato con due figli e in quattro casi su dieci usa Internet. Con gli anni gli impiegati e gli operai, le due classi storiche del sindacato, hanno perso peso a vantaggo di tecnici, quadri e collaboratori. E sono cresciuti gli iscritti che lavorano in aziende con meno di 15 dipendenti (22,9%). Due terzi sono favorevoli all’unità sindacale: il dato è sceso rispetto al ’99, segno di un momento di dialogo difficile. Milano rimane comunque un mondo a parte rispetto alle tensioni nazionali, dove il dialogo tra le tre organizzazioni e la collaborazione con le associazioni imprenditoriali sono costanti. Lo sa bene il segretario cittadino della Cisl, Maria Grazia Fabrizio, che vuole un altro passo avanti su questa strada. «All’assemblea – spiega – proporrò una nuova piattaforma per Milano, da scrivere insieme a Cgil e Uil. Non vogliamo dividere anche qui ciò che è complicato tenere insieme a Roma. Le piattaforme locali ci sembrano un buon modo per intervenire.
      Il problema è che per affrontare molti problemi, come quello della mobilità, il Comune di Milano non è un interlocutore sufficiente: ci vorrebbe la città metropolitana».

      A.BA.