Cisl, una pista per le bombe

01/08/2002


 
GIOVEDÌ, 01 AGOSTO 2002
 
Pagina 20 – Cronaca
 
Milano, già nel mirino anche gli autori degli attentati Fiat: sono 5 giovani e il padre di uno dei loro
 
Cisl, una pista per le bombe
 
Strano furto alla Cgil: rubate le liste dei tesserati
 
 
 
 
PIERO COLAPRICO

MILANO – Una specie di «bomba di famiglia», così gli uomini dell´antiterrorismo leggono i due attentati di Milano. Perché le indagini sul Fronte rivoluzionario per il comunismo – che ha rivendicato gli attentati alla Fiat e alla Cisl – vanno avanti da oltre un anno, si sono rafforzate con pedinamenti e intercettazioni e hanno individuato un gruppo del «teppismo politicamente orientato». I sospettati sono cinque giovani, tre i 25 e i 30 anni, e il papà di uno di questi, un cinquantacinquenne, espulso qualche anno fa da Rifondazione comunista. Vivono tutti nell´hinterland milanese e ci lavorano: sono «semiclandestini» proprio come si legge nei volantini del Fronte.
Questo è il gruppo all´attenzione degli uomini del colonnello Pasquale Muggeo. Ma – forse perché considerato fra i meno pericolosi, forse per altre ragioni investigative – le relazioni di servizio hanno qualche buco temporale. In ogni caso le analisi restano concordi, anche alla luce della rivendicazione dell´altro ieri quando al quotidiano il Giorno e nella redazione di Radiopopolare arriva per posta celere un documento di 11 pagine, molto approfondito nel quale si indica la prospettiva della «propaganda armata» in alternativa alla lotta armata degli anni Settanta. E anche un volantino, una specie di sintesi, che si conclude con le parole dedicate a Carlo Giuliani e ai no-global. Mentre il corposo documento sarebbe stato scritto – questo sostengono gli investigatori – da una mano diversa, forse da un «vecchio» ex terrorista in contatto con gli indagati, i milanesi del Frc – meno dotati – avrebbero aggiunto il loro «riassunto».
Gli investigatori ritengono la loro azione una probabile risposta alla «chiamata alle armi» del Fta, il gruppo veneto che ha colpito ad Aviano. Come dire, pur nell´improvvisazione dei bidoni-bomba milanesi: «Ci siamo». Una «fretta» di agire che ha portato, forse, a qualche errore: nell´assalto del luglio 2001 all´agenzia di lavoro interinale Select, l´Frc milanese aveva abbandonato il piede di porco con le impronte, e ora sulle possibili tracce lasciate lunedì scorso sta lavorando anche il Ris di Parma. Non si sa ancora – il particolare viene ritenuto trascurabile – che attinenza possa avere con il gruppo un uomo vestito di nero inquadrato da una telecamera, vicina alla sede Fiat, mentre camminava nella periferia con un borsone in mano: vacanziero o bombarolo?
Ma la Milano che tre giorni fa s´era allarmata per le due bombe incendiarie ieri si è ritrovava a dover «interpretare» anche un furto; un blitz «molto particolare», per usare le parole del procuratore aggiunto Ferdinando Pomarici. Nella zona di Porta Romana, i ladri sono entrati in un ufficio della Cgil e sono sparite quattro basi di computer con gli elenchi degli delegati e degli iscritti della funzione pubblica, e cioè, tra gli altri, degli agenti della polizia penitenziaria, dei vigili urbani, dipendenti delle sedi dei ministeri al Nord. «Ci auguriamo che siano stati semplici ladri», dicono alla Cgil, che nel comunicato parla di «un atto di evidente intimidazione politica». Il prefetto Bruno Ferrante, che ieri mattina aveva riunito i responsabili delle indagini, per oggi ha invitato anche i responsabili sindacali di Cgil, Cisl e Uil.