Cisl: “Un nuovo patto”. Cgil frena

13/06/2001

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Cisl: "Un nuovo patto". Cgil frena
Il congresso fischia D’Antoni, Ciampi rilancia la concertazione
Pezzotta a Berlusconi, D’Amato e Cofferati: saremo autonomi, non toccare pensioni e Welfare

VITTORIA SIVO


roma – Verso il governo Berlusconi «niente sconti né pregiudizi»; verso la Confindustria di Antonio D’Amato un’apertura sulla flessibilità del lavoro e un secco «no» a modificare lo Statuto dei lavoratori; verso la Cgil di Sergio Cofferati un significativo elemento di sintonia (niente verifica sui conti del welfare se prima non decolla la previdenza integrativa), accompagnato però da una ferma presa di distanze su quasi tutto il resto. Savino Pezzotta apre il XIV Congresso nazionale della Cisl tenendosi ben ancorato ai temi sindacali e rilanciando un nuovo patto sociale, sul quale però incassa subito un altolà: "non ci sono le condizioni avverte Walter Cerfeda, vice di Cofferati perché né il Governo né gli imprenditori si mostrano disponibili".
La scelta di girare alla larga dal campo politico si conferma azzeccatissima anche alla luce dell’accoglienza a suon di fischi che i 1.300 delegati, a congresso appena iniziato, riservano a tutti i politici presenti in sala, da Pierluigi Castagnetti ad Arturo Parisi e a Rocco Buttiglione. Più fischiato che applaudito perfino Sergio D’Antoni, segno che il popolo cislino non ha affatto gradito il suo passaggio diretto alla politica. Mentre la platea saluta con applausi calorosi gli exleader Pierre Carniti e Franco Marini e l’exsegretario aggiunto Raffaele Morese. Con questo addio particolarmente ruvido a D’Antoni, comincia nella Cisl l’era di Pezzotta, bergamasco, exoperaio tessile. Il tema del congresso è «Abitare il futuro» (slogan da fiera del mobile, commenterà perfidamente qualcuno), fra le proposte lanciate dal segretario generale la più nuova è di contrattare in via sperimentale «tutte le flessibilità del lavoro», in entrata e in uscita (ma senza toccare l’art.18 dello Statuto) per un periodo definito nel tempo e in zone in ritardo di sviluppo.
Pezzotta vuole anche un rilancio della concertazione per stringere un nuovo patto sociale che aggiorni quello del ‘93, propone di rafforzare ed estendere a tutti il secondo livello contrattuale, mantenendo però il contratto nazionale, chiede di «rivedere profondamente» la riforma dei cicli scolastici e dell’Università, mette in guardia la Cgil dal confondere il proprio ruolo con quello dell’opposizione. Il tentativo sembra già fallito.
Il messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi contiene un richiamo ad un «forte senso di responsabilità» affinchè «la strada del dialogo e del confronto» favorisca la composizione dei diversi interessi» e l’avanzamento del Paese. Il governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio invita il sindacato a puntare ad «una nuova politica dei redditi» e ad uno Stato sociale razionalizzato e ristrutturato. Primi commenti esterni alla relazione di Pezzotta: positivo quello di Confindustria, salvo qualche critica sul tema pensioni, e della Uil.