Cisl-Uil contro l´inflazione del Dpef Cofferati: “Potevano non firmare”

18/07/2002


GIOVEDÌ, 18 LUGLIO 2002
 
Pagina 33 – Economia
 
Polemiche tra i sindacati. Pezzotta: il tasso indicato dal governo non sta in piedi, rinnovo dei contratti a rischio
 
Cisl-Uil contro l´inflazione del Dpef Cofferati: "Potevano non firmare"
 
 
 
Sacconi: "Le parti sociali devono rispettare la politica dei redditi"
 
VITTORIA SIVO

ROMA – A colpi di dichiarazioni polemiche, lanciate a distanza, lo scontro fra la Cgil da un lato e la Cisl e la Uil dall´altro trova ulteriore alimento nel documento di programmazione economica e finanziaria del governo. Secondo Sergio Cofferati il «pessimo» Patto che le altre due Confederazioni hanno firmato con il governo è «strettamente legato» al Dpef; quindi peggio per Pezzotta e Angeletti se ora criticano il Dpef: «Dovevano pensarci prima di firmare il Patto». Una tesi che Cisl e Uil contestano recisamente. «Mentre il direttivo del Ds riconosce che per la Cisl il Dpef e il Patto non sono la stessa cosa – ha obiettato il segretario cislino Pierpaolo Baretta – Cofferati insiste nella strumentalizzazione. Il Patto è positivo ed è un accordo. Il Dpef è un documento del governo non concordato, che valutiamo liberamente nella nostra autonomia». «Evidentemente Cofferati non ha letto il testo dell´accordo» ha detto di rincalzo il segretario generale aggiunto della Uil Adriano Musi, accusando il leader della Cgil di fare della demagogia quando «continua ad insistere che il Dpef sia parte integrante dell´intesa del 5 luglio: non è affatto così, in quell´accordo non c´è nessuna accettazione dei contenuti del Dpef».
Tanto è vero che sia Pezzotta sia Angeletti ritengono irrealistico il tetto di inflazione programmato indicato nel documento del governo. «Abbiamo detto e ripetuto con molta chiarezza che l´1,4% è un tasso di inflazione troppo basso per consentire il rinnovo dei contratti», ha dichiarato il leader della Cisl; «con un tasso di crescita del Prodotto interno lordo previsto dal governo al 2,9%», una inflazione all´1,4% «non sta in piedi». Concetto ribadito da Baretta: «L´ottimismo del governo sull´inflazione programmata è insostenibile».
Ma il sottosegretario al Lavoro Maurizio Sacconi fa presente che il potere d´acquisto dei salari si difende anche con il recupero del divario eventuale fra inflazione programmata e reale.
Contro l´intera politica del governo espressa con il Patto del 5 luglio Sergio Cofferati annuncia una pesante offensiva, a cominciare da un referendum abrogativo se la modifica all´art.18 diventerà legge. Le firme verranno raccolte comunque perché si tratta di una «battaglia politica», «a prescindere» da quando si potrà votare. Cisl è Uil «hanno cambiato idea e hanno commesso un grave errore», la delega sulle pensioni «merita da sola uno sciopero generale».
Quella scatenata dalla Cgil contro il Patto per il lavoro – gli ha replicato il leader della Uil Luigi Angeletti – «è una campagna di vere e proprie bugie».