Cisl: sul lavoro a termine l’ultima parola è del Governo

08/05/2001

Il Sole 24 ORE.com


    Cisl: sul lavoro a termine l’ultima parola è del Governo
    P.L.
    ROMA Cgil sempre contro Confindustria sui contratti a termine. L’organizzazione degli industriali ha appena terminato di dire che con l’invio al ministero del Lavoro dei testi messi a punto è da considerare ormai chiusa la partita, subito il sindacato di Corso d’Italia salta in piedi ad affermare che al contrario la partita è tutta ancora aperta. Ieri lo hanno ripetuto i due massimi esponenti della confederazione, sia Sergio Cofferati che Guglielmo Epifani. Ed è toccato a Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl, ricordare che solo il Governo può dire l’ultima parola.
    Secondo Cofferati, in verità, l’ultima parola spetterebbe al Parlamento e non al Governo, perché è quello che dovrà poi dare il via libera al decreto legislativo. «Fino a quel momento — ne deduce il segretario generale della Cgil — è tutto aperto, checché ne dica la Confindustria». Meno tranchant, ma più duro nella sostanza il suo vice. Guglielmo Epifani infatti ha ricordato che la Cgil ha inviato una lettera a tutte le organizzazioni datoriali invitandole a un incontro sul tema dei contratti a termine e non ha ancora ricevuto una risposta. «Questo vuole dire che non consideriamo chiusa la vicenda».
    Se ne potrebbe dedurre che a giudizio della Cgil è ancora possibile che al Governo arrivi anche un’indicazione diversa da quella che è stata inviata nei giorni scorsi. A parte la Confapi, infatti, anche altre organizzazioni imprenditoriali non si sono ritrovate nella bozza dell’accordo che dodici organizzazioni datoriali e quattro sindacati hanno inviato a Cesare Salvi nei giorni scorsi.
    Forse per questo Epifani parla di un «imbarazzo» di Confindustria «per l’errore compiuto, quello di aver intrapreso una strada che non riconosce i propri interlocutori, non solo il sindacato, ma anche, ed è la prima volta, una parte delle stesse associazioni imprenditoriali. Su dove porti questa strada — chiosa il numero due della Cgil — credo Confindustria debba riflettere».
    Insomma, un piccolo forcing da parte della Cgil, spento sul nascere dai «cugini» della Cisl. «La soluzione — ha detto Pezzotta — è tutta in mano al Governo, per quanto ci riguarda i tempi sono determinati». Ed ha escluso così qualsiasi ipotesi di un ripensamento, che la Uil non ha mai formalmente escluso.
    Martedì 8 Maggio 2001
 
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