Cisl: «Sui contratti subito il confronto con gli imprenditori»

18/07/2005
    domenica 17 luglio 2005

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      LA PROPOSTA DEL SEGRETARIO CONFEDERALE BARETTA

        Cisl: «Sui contratti
        subito il confronto
        con gli imprenditori»

          di Felicia Masocco

            INSISTE la Cisl, la riforma del modello contrattuale va fatta quanto prima. «E visto che siamo in periodo preelettorale e che è difficile pensare che un tavolo governativo possa produrre effetti, perché non aprire subito un confronto diretto con le controparti naturali, con Confindustria, con Confcommercio»? Pierpaolo Baretta, segretario confederale, non crede che questa proposta «possa essere tacciata di intralciare o ostacolare le vertenze aperte. Penso al contrario che le favorisca». «Mi preoccupa – dice – che il contratto dei metalmeccanici vada a finire a settembre, non mi piace». Quanto al confronto tra le confederazioni che Guglielmo Epifani si è detto disponibile a riprendere da subito, potrebbe avviarsi a breve, al ritorno dei leader sindacali da Chicago dove andranno la prossima settimana ospiti dei sindacati statunitensi.

              Nell’attesa il confronto continua a distanza. Pierpaolo Baretta condivide il discorso sulle «priorità» fatto dal segretario della Cgil. È prioritario misurarsi con i problemi del paese, con la crisi e tentare di dare risposte ai bisogni essenziali posti dai lavoratori. Ma se Epifani afferma che alla luce di questo la revisione della contrattazione non è urgente, Baretta arriva a conclusioni diverse. «Proprio perché partiamo da questa priorità politica dico che c’è bisogno di uno strumento efficiente per raggiungere gli obiettivi. Il contratto è per il sindacato uno degli strumenti essenziali per poter svolgere il proprio ruolo e realizzare il massimo delle tutele. Ma questo modello non risponde più agli obiettivi». Il sistema attuale, spiega, non assolve più la funzione di realizzare «il circuito positivo tra accumulazione e redistribuzione». E «ridistribuisce molto meno di quanto non facciano gli aumenti di merito corrisposti dalle imprese». La Cisl non teme che affrontando la questione «si crei un vuoto di regole, semmai si costruiscono». Devono essere regole che «consentano di riequilibrare i due livelli contrattuali, dando più spazio al secondo livello, ai delegati, alla gente in fabbrica». «Come fai a difenderti se non hai il potere reale dentro i posti di lavoro, se tutto viene scaricato sul contratto nazionale»? chiede Baretta. Anche le tutele «non si ricostruiscono se non ripartendo da dove ti sfuggono, dai luoghi di lavoro». Quindi «va bene mantenere il contratto nazionale, ma bisogna correre in periferia e rispondere alle domande che hai lì». Quanto al rischio per il sindacato di non essere «compreso» se decidesse di correre su questa strada, Pierpaolo Baretta sostiene che è «la stasi a non essere compresa». «I i contratti pubblici si sono fatti con un anno e mezzo di ritardo, puoi dare la colpa al governo, ma tant’è. C’è lo stallo per i metalmeccanici, ci possono essere rigidità di Federmeccanica ma anche qualcosa che non va nell’impianto». «La dialettica è dunque su questo, sull’impianto, perché sulle “tecnicalità” un accordo si trova. Questa è la priorità – conclude il segretario confederale della Cisl -. E che il sindacato torni a contrattare».