“Cisl” «Subito misure contro la crisi»

06/07/2005
    mercoledì 6 luglio 2005

    Pagina 9 – Economia

      Via al congresso Cisl, fischi a Maroni e applausi a Prodi. "Sì alla riforma dei contratti"

        «Subito misure contro la crisi
        o è meglio andare alle urne»

          Pezzotta attacca il governo e rilancia la concertazione

            ROBERTO MANIA

              ROMA – Savino Pezzotta schiera la Cisl contro il governo Berlusconi. E aggiunge: o questo esecutivo è in grado di affrontare nei prossimi mesi l´emergenza economica, oppure è meglio andare alle elezioni anticipate. In due ore di relazione, al Palazzo dei congressi di Roma, con cui ha aperto la quindicesima assise della confederazione, davanti a quasi mille delegati e a una prima fila di ministri e con tutti gli esponenti dell´opposizione, il leader sindacale non ha concesso praticamente nulla al governo di centrodestra. La delusione per le promesse non mantenute è stata largamente metabolizzata della Cisl che, pure, proprio con Pezzotta all´inizio della legislatura aveva concesso un´importante apertura di credito a Silvio Berlusconi. Così arrivò nel 2002 il Patto per l´Italia, fonte di fratture profonde con la Cgil, ma disatteso dal governo.

              Ora, però, è il momento dei bilanci. E nel farli – dice Pezzotta – «si deve essere chiari e, anche, un poco ruvidi. Dunque – aggiunge – non possiamo che esprimere un giudizio negativo e critico». D´altra parte, il Paese è in recessione.

              Il distacco tra la Cisl e il governo è palpabile nella freddezza con cui viene accolto il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, e, ancor più nei fischi che arrivano quando entra in sala il ministro leghista del Welfare, Roberto Maroni. Mentre a Romano Prodi, uomo di casa agli appuntamenti cislini, la platea concede un applauso lungo anche se non particolarmente caloroso. Coerente con la cultura della Cisl e con l´impostazione che Pezzotta ha scelto di dare alla sua relazione, marcando, con ostentato orgoglio, i tratti distintivi della sua organizzazione che fa dell´"autonomia" il perno della sua identità: «Noi giudichiamo i governi, come i partiti, come le controparti su quel che dicono e quello che fanno, non su quello che pensano o dicono di pensare». Un messaggio anche all´opposizione. Che vale soprattutto quando Pezzotta lancia la proposta di un "patto di legislatura" da perseguire per via di una "concertazione semplificata", con pochi obiettivi. Forse pure quello di «riformare la riforma delle pensioni», aumentando l´età, attraverso il sistema delle quote, sommando età anagrafica e anzianità contributiva.

              In quattro anni la Cisl è cambiata davvero. L´unità sindacale con la Cgil e la Uil sulla quale aveva scommesso tutte le sue carte il predecessore di Pezzotta, Sergio D´Antoni, non è più all´ordine del giorno. E anche su questo, Pezzotta sceglie di essere «un poco ruvido»: «Non abbiamo voluto fare la retorica dell´unità. Sarebbe ipocrisia». E i delegati applaudono quando dice che con la Cgil la Cisl «è veramente diversa».

              Eppure con Guglielmo Epifani (Cgil) e Luigi Angeletti (Uil), Pezzotta vuole trovare l´accordo per la riforma dei contratti. Anche se non vuole «rassegnarsi all´immobilismo». Chiede, allora, di riprendere il confronto e di arrivare ad un accordo entro settembre, ottobre. Altrimenti all´inizio di ottobre la Cisl avvierà una grande consultazione tra gli iscritti e i lavoratori per decidere come andare avanti. Una sfida che Epifani accetta («non ci sono nodi inestricabili») apprezzando, come Angeletti, la relazione. Luca di Montezemolo parla di una relazione «responsabile»; Piero Fassino (Ds), di «analisi lucida»; Romano Prodi di una relazione «forte e condivisibile»; Francesco Rutelli (Margherita) si dice pronto ad accettare la sfida della Cisl. Plaudono anche i centristi Pier Ferdinando Casini e Marco Follini.