Cisl: sono almeno 500 mila i lavoratori a rischio

11/02/2005

    venerdì, 11 febbraio 2005

    Pagina 37 – Economia

    La Cisl presenta la mappa delle crisi industriali, salite a 3200 con un aumento del 39% sull´anno scorso
    Sono almeno 500 mila i lavoratori a rischio

    ROBERTO MANIA

    ROMA – È un´ecatombe industriale quella che emerge dal terzo Rapporto sull´industria della Cisl. «Una situazione di vera emergenza», l´ha definita il leader di Via Po, Savino Pezzotta, che ieri, presentando il dossier, ha coniato una nuova tipologia di lavoratori: quelli "vulnerabili". Sarebbero almeno 500 mila, concentrati nei settori più tradizionali (metalmeccanico e tessile) e nelle regioni a maggiore presenza industriale (Lombardia, Piemonte, Veneto, Campania). Sono lavoratori la cui azienda ha fatto ricorso, negli ultimi tre anni, agli ammortizzatori sociali, a partire dalla cassa integrazione. È, nella sostanza, il nuovo volto della crisi, fatta di incertezza quotidiana e di improvvise, possibili, accelerazioni. Come documenta l´andamento della cassa integrazione (ordinaria e straordinaria) che ha subìto un´impennata nei primi mesi del 2005: + 61,4 per cento. Le imprese che ricorrono alla cassa straordinaria – secondo la Cisl – passano poi alla mobilità. E qui si ritrova un altro fenomeno nuovo e preoccupante, perché oltre il 60 per cento di chi riceve l´indennità di mobilità ha un´età compresa tra i 50 e i 59 anni. «Troppo giovani per la pensione, troppo vecchi per trovare un´altra occupazione», ha commentato il segretario confederale della Cisl Giorgio Santini.

    Le imprese in crisi sono 3.267 con un incremento del 38,8 per cento rispetto al 2004. Alla cifra di 500 mila posti a rischio la Cisl arriva aggiungendo ai 430.940 interessati attualmente dagli ammortizzatori sociali (cig e mobilità) i lavoratori delle piccole e medie imprese che non hanno tutele. Il ricorso agli ammortizzatori sociali è cresciuto del 41,3 per cento. I settori che mostrano segni di crisi più profonda sono quello delle telecomunicazioni dove l´accesso alle integrazioni salariale è aumentato del 48,3 per cento e il metalmeccanico con un +46 per cento. Di fronte a questo quadro Pezzotta ha chiesto una nuova politica economica che destini almeno un miliardo di euro alla competitività.