Cisl, ranghi uniti sul confronto in 2 fasi

26/02/2002





Pezzotta ricompatta l’esecutivo confederale: prima la trattativa sulle deleghe, poi il �no� all’articolo 18 e l’eventuale sciopero generale
Cisl, ranghi uniti sul confronto in 2 fasi
�Tratteremo con i ministri: ci sono troppi argomenti che sono interessanti per noi�
ROMA – La Cisl non si spaventa per le bordate che vengono dalla Cgil. Anzi, Savino Pezzotta � riuscito a recuperare l’unit� interna e l’esecutivo di ieri sera ha approvato senza defezioni le sue ultime scelte, prima tra le altre quella di andare alla trattativa con gli imprenditori per verificare le possibili modifiche alla delega per la riforma del mercato del lavoro. Il segretario generale � riuscito a recuperare l’unit� interna della confederazione perch� ha abbinato alla decisione di trattare quella, altrettanto ferma, di non cedere sulla difesa dell’articolo 18, dichiarando fin da adesso che la Cisl, se il Governo non torner� indietro sul tema dei licenziamenti, arriver� fino allo sciopero generale. � stato questo accenno forte allo sciopero generale ad assicurare il risultato, perch� le strutture politicamente pi� avanzate, sia tra le categorie che tra i sindacati territoriali, avevano fino alla settimana passata molte incertezze, le stesse che sta avendo adesso qualcuno dentro la Uil. Si temeva di non reggere la frattura dentro i posti di lavoro, il confronto duro con i delegati della Cgil, su un tema, quello della difesa dell’articolo 18, al quale tutti nella confederazione tengono molto. Per uscire da questo angolo � bastato al segretario generale insistere sia sulla sua figura di antifascista e democratico, ma soprattutto sulla prospettiva dello sciopero generale, se inevitabile. � stata come una liberazione. �Noi – ha detto Giorgio Caprioli, segretario dei meccanici – non potremmo accettare alcun cedimento sul fronte dei licenziamenti, ma vogliamo andare a trattare con i nostri interlocutori, � nostro dovere, ci sono troppi temi che ci interessano da vicino�. Franco Richeldi, segretario della Cisl dell’Emilia Romagna, � altrettanto fermo. �Nelle nostre terre – ricorda – il confronto con gli uomini della Cgil � sempre difficile, perch� noi siamo sempre in minoranza, ma la posizione assunta dalla Cisl � pienamente condivisa da tutti perch� molto comprensibile. Sappiamo che dobbiamo trattare con imprenditori e con Governo, tenendoci da parte l’arma dello sciopero generale�. Franco Cerrito, il segretario della Cisl della Campania, non ha mai avuto dubbi sulla capacit� della Cisl di trovare una posizione unitaria. �Nelle difficolt� – afferma – la nostra confederazione ha sempre questa capacit� di ritrovarsi. Stavolta � stato ancora pi� facile perch� abbiamo assunto una posizione chiara e soprattutto sindacale, per nulla politica, come invece ha fatto Cofferati. Siamo pronti agli scioperi, ma sindacali, non dimostrativi, fatti "a prescindere". Del resto, la lotta delle settimane passate ha dato risultati importanti, la delega � stata sospesa, perch� adesso tirarci indietro�? Un esempio chiaro viene da Gianni Baratta, il segretario del sindacato del commercio. �Proprio in questi giorni – dice – abbiamo messo a punto unanimemente la piattaforma rivendicativa per il contratto del turismo. Senza difficolt�, senza problemi. Perch� siamo sempre rimasti con i piedi per terra a parlare di merito sindacale, mai di politica. E cos�, sappiamo di dover trattare per gli ammortizzatori sociali, tema di primo interesse, non dell’articolo 18. Abbiamo un tavolo di trattativa, una procedura avviata, perch� sottrarci�? La domanda che si rivolgono i cislini � sempre la stessa. Carlo Borio, segretario della Cisl della Lombardia, che vede qualche nube all’orizzonte economico afferma che non capirebbe davvero un comportamento diverso da quello scelto da Pezzotta. �Non avremmo avuto alcun problema a proseguire gli scioperi – dice – ma abbiamo un tavolo di trattativa, perch� non prenderne atto�? Anche perch�, come sottolinea Renzo Bellini, segretario del sindacato tessili e chimici, una posizione pregiudizialmente contraria alla trattativa avrebbe l’unico risultato di ricompattare l’esecutivo, che noi invece dobbiamo cercare di disarticolare per far valere le nostre tesi. Quindi ferma opposizione a qualsiasi manomissione dell’articolo 18, ma pronti a trattare su tutto il resto�. Se la Cisl risolve i suoi problemi interni, crescono invece quelli della Uil. Ieri il segretario dei pensionati, Silvano Miniati, � tornato a chiedere una posizione unitaria da costruire sulla base dello stralcio delle indicazioni sull’articolo 18, da ottenere per�, dice, prima di cominciare a trattare. E anche il sindacato del commercio protesta contro Angeletti, chiedendo in particolare che la Direzione convocata per oggi torni a discutere della situazione politica e soprattutto fissi una data per uno sciopero generale.
Massimo Mascini

Marted� 26 Febbraio 2002