Cisl: prima mossa all’Esecutivo

18/04/2002





Cisl: prima mossa all’Esecutivo
MILANO – Dopo lo sciopero il dialogo. I sindacati ribadiscono l’assoluta disponibilità a sedersi al tavolo delle trattative, ma «dopo la giornata di sciopero generale che ha visto un’adesione superiore anche alle aspettative, un Governo forte come quello Berlusconi deve prendere una posizione, senza pensare che cambiare opinione sia giudicato un indice di debolezza». Lo ha detto ieri a Milano il segretario della Cisl, Savino Pezzotta, a margine di un convegno sul mercato del lavoro e il Welfare. «I 13 milioni di persone che si sono astenute dal lavoro – ha detto il sindacalista della Cisl – caricano il Governo di responsabilità importanti». Anche per il leader della Cgil, Sergio Cofferati, esistono le condizioni per far cambiare idea al Governo e determinare lo stralcio dell’articolo 18: «In caso contrario – afferma – non ci saranno alternative per una ripresa del confronto». Per i sindacati la questione è capire adesso se il Governo ha intenzione di aprire un confronto serio, «ma per fare ripartire il dialogo – ha detto Pezzotta – bisogna chiarire quali sono le priorità da affrontare. Sul tavolo delle trattative non possono non esserci lo stralcio della delega sull’articolo 18 e altre questioni di previdenza e fisco, oltre al tema del lavoro nel Mezzogiorno. Se si vuole partire dagli ammortizzatori sociali, il sindacato è d’accordo, ma ci vuole chiarezza e il Governo deve anche dire quanti soldi sono disponibili». Il segretario della Cisl ha poi affermato che l’approvazione con il voto di fiducia del decreto sullo scudo fiscale è un cattivo inizio di dialogo. L’idea del referendum come arma per risolvere il braccio di ferro sulle politiche del lavoro non entusiasma Pezzotta che dice di privilegiare il metodo sindacale del confronto e della negoziazione. «Ma per negoziare – ha concluso Pezzotta – non basta sedersi al tavolo: bisogna prima chiarire la metodologia, le forme e i contenuti della concertazione». Disponibilità al confronto con il Governo è stata mostrata anche dal segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, che ha spiegato come a fianco della questione dell’articolo 18 rimangono aperti temi fondamentali come la creazione di un collocamento efficiente e un sistema di Welfare che offra più tutele e maggiori opportunità a chi ha perso il posto di lavoro. Riguardo al tema più dibattuto, Angeletti ha detto che «possiamo solo accettare che il Governo affermi che le modifiche all’articolo 18 non si possono portare avanti se non in accordo con il sindacato. E questa affermazione – ha sottolineato Angeletti – costituisce un grande passo in avanti nell’ottica della ripresa del dialogo». Dopo la giornata di sciopero generale anche per Antonino Regazzi, segretario generale della Uilm, è necessario riprendere il dialogo: «Occorre riavviare il confronto con il Governo a partire dal Libro Bianco. L’esecutivo non può limitarsi ad abbassare i toni ma deve saper cogliere tutte le opportunità possibili».
Lu.V.

Giovedí 18 Aprile 2002