“Cisl” Pier Paolo, Raffaele o Giogio? (E.Marro)

08/07/2005

      Lunedì 4 luglio 2005

    Diario sindacale
    di Enrico Marro

      Pier Paolo, Raffaele o Giogio?
      Cisl prepara il dopo Pezzotta

        Savino Pezzotta , Pier Paolo Baretta , Raffaele Bonanni , Giorgio Santini . Sono i quattro protagonisti del quindicesimo congresso della Cisl, che si apre domani all’Eur. Il primo è il segretario generale del sindacato bianco dal 4 dicembre 2000, quando fu eletto quasi all’unanimità dal consiglio generale della Cisl per succedere a Sergio D’Antoni che lo aveva personalmente designato.

          Secondo lo statuto della confederazione può restare al vertice fino ai 65 anni, cioè fino al Natale del 2008. Per lui, quindi, quello che si apre domani sarà l’ultimo congresso da segretario generale. Ma il leader potrebbe lasciare l’incarico anche prima: nel 2006, se dovesse candidarsi alle elezioni politiche (cosa finora smentita dall’interessato), o nel 2007, anno in cui dovrebbe svolgersi la conferenza organizzativa (e qui è stato lo stesso Pezzotta a non escludere un’uscita anticipata). Comunque sia, tutto questo significa che il prossimo segretario sarà scelto dal consiglio generale che verrà eletto in questo congresso. Nel parlamentino della Cisl ci saranno più «partiti»: i pezzottiani doc, la destra e la sinistra, ognuno con sfumature.

            Pier Paolo Baretta, veneziano, 56 anni, nella segreteria Cisl dal 1998, un passato nei metalmeccanici, viene dalla sinistra carnitiana, quella che ai tempi di D’Antoni sosteneva il segretario aggiunto Raffaele Morese . Sotto la gestione di Pezzotta queste differenze si sono annacquate e, soprattutto negli ultimi due anni, nei quali il segretario generale ha preso via via le distanze dal Patto per l’Italia firmato nel 2002, la sinistra si è trovata più vicina al leader.

              Baretta è, finora, l’unico candidato ufficialmente proposto per la successione a Pezzotta. Lo ha fatto il leader dei metalmeccanici, Giorgio Caprioli , con un’uscita che gli è valsa un duro rimprovero da parte dello stesso Pezzotta, che non vuole un congresso dominato dal dibattito sul futuro segretario.

                Raffaele Bonanni, abruzzese, 55 anni, segretario confederale anche lui dal ’98, nasce come un dantoniano doc. Quindi fa parte a pieno titolo del gruppo che portò Pezzotta alla segreteria generale. Non a caso, Bonanni è stato protagonista del primo biennio della politica pezzottiana, quella che ha portato al Patto per l’Italia, alla legge Biagi e alla rottura con la Cgil. Poi, man mano che il leader si è allontanato da quelle scelte, Bonanni si è smarcato da Pezzotta e ha cominciato a lavorare nell’organizzazione per allargare la sua area di consenso, già forte nel Sud, tra gli edili e nel pubblico impiego.

                  Giorgio Santini, veneto, anche lui in segreteria dal ’98, è il più giovane degli aspiranti successori. È l’outsider. Viene dalla sinistra, come Baretta, ma si è speso, anche nei momenti di massima tensione, per recuperare e rilanciare il rapporto con la Cgil. Cosa sulla quale ha finito per ritrovarsi tutta la Cisl, dai metalmeccanici al pubblico impiego. Gode di consensi trasversali anche se insufficienti per farcela da solo. Ma questo vale anche per Bonanni e Baretta, che pure dispongono di maggiori appoggi.