“Cisl” Pensa già al successore di Pezzotta

16/06/2005
    giovedì 16 giugno 2005

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    La Cisl pensa
    già al successore
    di Pezzotta

      Congresso Fim: Caprioli lancia Baretta
      I metalmeccanici insieme sul contratto

        di Giampiero Rossi inviato a Carrara

          FUTURO. Il dopo Pezzotta? «È chiaro da tempo l’orientamento della Fim a favore di Pierpaolo Baretta». Il segretario generale della Fim, Giorgio Caprioli, ufficializza nella relazione introduttiva del congresso della sua organizzazione il sostegno dei metalmeccanici Cisl al proprio ex leader per la futura guida della confederazione e apre di fatto la battaglia congressuale. Non solo. All’attuale segretario, che al più tardi lascerà nel 2008, viene chiesto di non modificare lo statuto con l’introduzione del terzo mandato. «Ci pare una scelta contraddittoria con la necessità di un rinnovamento», sottolinea Caprioli, che riconosce a Pezzotta «il merito di avere ricondotto la Cisl sulla strada dell’autonomia», ma che anche lo vorrebbe deciso su alcune scelte organizzative «tanto quanto lo è stato in quelle contrattuali». L’assise congressuale della Fim, insomma, si apre con la formalizzazione della ricandidatura dell’intero gruppo dirigente Cisl, ma anche con il rilancio della candidatura Baretta. E questo perché, sottolinea lo stesso Caprioli, «l’autorevolezza della Fim dentro la confederazione è cresciuta».

            Se sul versante interno i metalmeccanici cislini sollevano qualche problema, la sintonia con il leader torna pressoché completa sul fonte esterno, quello relativo alla vertenza contrattuale e ai rapporti con le altre organizzazioni di categoria. Sul contratto, le risposte le deve fornire Federmeccanica. Ma lungo la strada, tutta in salita, che dovrebbe condurre al rinnovo del biennio economico, anche per le organizzazioni dei lavoratori sembrano profilarsi alcuni nodi da sciogliere. Lo ha confermato il confronto ravvicinato al congresso tra i tre leader di Fim, Fiom e Uilm che ha visto affiorare un possibile terreno di divergenza: la ridiscussione delle regole e dei modelli contrattuali. Si estende così ai metalmeccanici un punto di tensione che Pezzotta ha già sollevato a livello confederale.

              «Le regole si sono trasformate da strumento di sostegno alla contrattazione a ostacolo – dice Caprioli – e vanno riviste, non eliminate. Il continuo rinvio da parte della Cgil del momento in cui questa trattativa può iniziare rischia di far pagare ai lavoratori prezzi altissimi in termini di blocco della contrattazione». Quindi aggiunge: «Concordiamo con le posizioni della Cisl. Dobbiamo sbloccare il negoziato con la massima buona volontà unitaria». Caprioli accenna anche ad alcuni temi sui quali dovrebbe aprirsi il confronto interno ai sindacati metalmeccanici: «Il tema della competitività posto da Federmeccanica non è peregrino, dunque va affrontato con terapie di medio periodo», dice, aggiungendo però che la stessa controparte «deve chiarire a che cosa pensa quando solleva il problema delle flessibilità». In più il leader Fim si dice pronto a «sperimentare come categoria forme di revisione del 23 luglio». L’appuntamento al tavolo con Federmeccanica è per il 21 giugno: viste le premesse non ci si aspetta molto.

                La linea Caprioli trova un sostanziale accordo da parte del segretario generale della Uilm, Antonio Regazzi, ma costringe il leader della Fiom, Gianni Rinaldini, a ricordare a una platea che non ha dimenticato le tensioni e le fratture degli ultimi quattro anni che il lungo e difficile percorso che ha condotto alla piattaforma unitaria per questo appuntamento contrattuale rappresenta «un patto con i lavoratori, sancito da un referendum plebiscitario» e che esistono questioni che non possono essere rimesse in discussione a trattativa aperta.