“Cisl non vuole mediatori”

22/07/2002


 
LUNEDÌ, 22 LUGLIO 2002
 
Pagina 32 – Economia
 
Oggi il vertice tra il centrosinistra e i leader dei sindacati. Il governatore: via le barriere all´accesso
 
"Cisl non vuole mediatori"
 
Pezzotta avverte l´Ulivo. Fazio: nuove tutele sul lavoro
 
 
 
Il sindacalista insiste sul nodo salariale: "Troppo basso il tasso di inflazione programmato dal governo"
 
ELENA POLIDORI

ROMA – Lavoro, un «diritto naturale». E dunque: bisogna «riconcepirlo»; vanno «rielaborate» le tutele; si devono eliminare ostacoli e impedimenti per coloro che puntano ad entrare nel mondo dell´occupazione. All´indomani dell´accordo separato sull´articolo 18, e alla vigilia dell´incontro Ulivo-sindacati, Antonio Fazio analizza i problemi del «diritto al lavoro», la cui attuazione «è necessaria alla relizzazione della persona ed è elemento integrante della sua dignità». Dice allora che questo diritto va ripensato – riconcepito, appunto – «per preservare la sostanza di importanti conquiste». Spiega in dettaglio come: «Vanno rielaborate le tutele, promosso un sistema dei diritti e dei doveri di solidarietà, eliminando gli impedimenti all´eccesso al lavoro, rinnovando l´economia per evitare esclusioni ed emarginazioni, per favorire l´inserimento dei giovani».
Il tema è caldissimo. Proprio ieri il leader della Cisl, Savino Pezzotta, che oggi con Cofferati e Angeletti vedrà le forze dell´Ulivo per discutere di Dpef e patto per l´Italia, fa sapere che la sua organizzazione non ha bisogno «di mediatori o di accompagnatori, né di destra né di sinistra». Scandisce: «L´opposizione faccia il suo mestiere perché fa bene anche al sindacato». E contemporaneamente riapre una questione salariale non proprio secondaria: gli italiani guadagnano poco; il problema è destinato ad accentuarsi con un tasso di inflazione programmata così basso, dell´1,4%.
Lavoro e stipendi: Pezzotta dichiara alle agenzie; Fazio tiene una lectio magistralis, in occasione del conferimento della laurea in legge honoris causa da parte della St. John´s University. Il sindacalista invita Cofferati ad «abbassare i toni». Il governatore della Banca d´Italia ribadisce un antico convincimento secondo cui, ridisegnare i confini del mondo del lavoro «non significa affidarsi esclusivamente alle ragioni del mercato; significa all´opposto avere le capacità di governare le trasformazioni avendo sempre presente l´uomo».
Pezzzotta insiste sulla questione salariale «destinata ad accentuarsi con un tasso di inflazione programmata così basso. Tanto più che non più del 30% dei lavoratori effettua la contrattazione decentrata. Tutto ciò – sottolinea il leader sindacale – mentre si registra un incremento della produttività. Questa è una anomalia che va corretta, al più presto. Altrimenti gli aumenti di produttività continueranno ad andare solo ai profitti o ad elargizioni unilaterali delle aziende ai lavoratori, magari anche in nero. Io pongo il problema del recupero di produttività e quindi di un adeguamento dell´attuale modello contrattuale». La Cisl propone di rafforzare il secondo livello di contrattazione per distribuire quote di produttività realizzata nelle imprese.