Cisl: il 50% dei casi di mobbing è nella p.a.

16/04/2004



 
 
 
 
ItaliaOggi Economia e Politica
Numero 091, pag. 5 del 16/4/2004
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Mobbing, 50% casi è nella p.a.
 
I dati Cisl presentati nel corso di un convegno.
 
Almeno il 50% dei casi accertati di mobbing riguardano dipendenti pubblici. Il dato è della Cisl, che sul tema ha organizzato ieri a Palermo un convegno. Il fenomeno colpisce ´più spesso i quadri’, ha sottolineato Roberto De Santis, segretario nazionale dell’Apq Cisl, il sindacato cislino per le alte professionalità: ´Su 100 casi denunciati ben il 64% riguardano quadri’, afferma. E una metà dei mobbizzati sono donne perchè, secondo Anna Maria Parente, coordinatrice nazionale delle donne Cisl, ´non di rado le vessazioni si mescolano, s’intersecano e a tratti si confondono con molestie più o meno velate’. La Cisl, anticipa Parente, si appresta a lanciare una ´campagna nel paese perchè il parlamento vari rapidamente due leggi da troppo tempo sono in gestazione: quelle contro il mobbing e contro le molestie sessuali. A tutte le pubbliche amministrazioni chiediamo di costituire entro giugno i comitati paritetici sul mobbing previsti dai contratti di lavoro dell’ultima tornata. Se quel termine passerà invano faremo partire le procedure per la denuncia di comportamento antisindacale’, ha detto Mimmo Milazzo, segretario della Fps siciliana, l’organizzazione Cisl del pubblico impiego. Per fronteggiare ´quella che spesso cova sotto la cenere e che rischia di diventare una vera emergenza chiediamo di inserire nella legge sul fenomeno che ci auguriamo l’Assemblea regionale siciliana vari rapidamente, la figura del mediatore antimobbing’, ha proposto il segretario della Cisl Sicilia, Paolo Mezzio. Si tratterebbe di un tecnico, ´per esempio uno psicologo’, col compito di ´ritessere le fila della relazione tra vessante e vessato’. Un’esperienza fatta di recente a Perugia. Ma per la Cisl occorre pure prevedere una ´sede istituzionale di conciliazione’: un luogo autorevole e neutro per un ulteriore tentativo di composizione della querelle. ´Il tribunale insomma deve essere l’extrema ratio’, sottolinea il sindacato.
 
 
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