Cisl: giusto spostare il prelievo

19/01/2010

La strategia annunciata dal ministro Tremonti con la riforma fiscale a fine legislatura divide i sindacati. Critica la Cgil per «la mancata riduzione delle tasse a breve per lavoratori dipendenti e pensionati», la Cisl plaude per l’intenzione di spostare la pressione fiscale «dalle persone alle cose». Per la Uil «bisogna subito passare dalle parole al fatti». Tutti chiedono un tavolo sul fisco.
Come prevedibile l’intervista del ministro dell’Economia al Sole 24 ore di domenica ha provocato reazioni contrastanti tra i sindacati, evidenziando le divergenze esistenti. «Salari e pensioni nette sono ferme da 15 anni» commenta Agostino Megale (Cgil), ma «il governo non ha alcuna intenzione di ridurre le tasse ai lavoratori, ai pensionati e alle famiglie in difficoltà nel 2010» e «con ogni probabilità neanche negli anni successivi». Megale sottolinea che il potere d’acquisto dei salari è fermo ai livelli di 15 anni fa per la mancata restituzione del fiscal drag, ciascun lavoratore ha lasciato al fisco circa 6.500 euro in più di tasse. In una lettera al premier Guglielmo Epifani sollecita un tavolo per un «profondo intervento di riforma pari a circa 1,5 punti di Pil, da attuarsi in un triennio», per «accrescere il reddito netto disponibile di lavoratori dipendenti e pensionati in media di 100 euro mensili», attraverso l’eliminazione del drenaggio fiscale, la riduzione della prima aliquota dal 23 al 20% e della terza dal 38 al 36%. La copertura arriverebbe dall’imposta sulle grandi ricchezze e l’aliquota al 20°/o sulle transazioni finanziarie.
La proposta Tremonti di spostare il carico del fisco dall’Irpef al consumi incassa, invece, il consenso della Cisl che da tempo ne ha fatto un proprio cavallo di battaglia sollecitando anche un abbassamento delle aliquote medio-basse e un allineamento delle aliquote sulle rendite finanziarie al 20%. Anche il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, chiede un tavolo con il governo per abbattere il peso del fisco su lavoratori dipendenti, pensionati e imprese che investono. Bonanni sollecita, misure fiscali a sostegno della famiglia: «Siamo molto vicini al concetto di quoziente familiare – ha detto ieri ad un convegno su lavoro e donne – ma è più efficace un assegno unico per le famiglie. Non innamoriamoci delle definizioni, serve un sostegno forte alle famiglie».
Anche la Uil chiede un confronto sul fisco: «Per Tremonti parte della riforma si può autofinanziare – sostiene Domenico Proietti (Uil) –se il governo riduce le tasse a lavoratori e pensionati l’economia riparte, aumenta il Pile la riforma si finanzia».