Cisl e Uil volevano proseguire ma Epifani ha dato lo stop

13/01/2004


MARTEDÌ 13 GENNAIO 2004

 
 
Pagina 5 – Economia
 
 
Così è naufragata la proposta iniziale del governo di continuare il confronto fino a fine gennaio
Cisl e Uil volevano proseguire ma Epifani ha dato lo stop
          ROMA – Un accordo separato sulle pensioni è impensabile, anche perché la titolarità della riforma è del governo e i sindacati non devono firmare alcunché, ma l´unità sindacale ieri si è incrinata non poco. A Cisl e Uil che erano intenzionate a proseguire il confronto sulle pensioni, come aveva proposto il ministro Maroni, la Cgil ha detto no. Così, ad un certo punto dell´incontro, i sindacati sono stati costretti a chiedere una pausa per valutare la proposta, pausa che si è prolungata per circa un´ora e un quarto con alcuni momenti di tensione.
          «Di che cosa volete ancora parlare con il governo, se prima non ci dice che cosa intende fare?», ha chiesto Epifani a Pezzotta e Angeletti. La preoccupazione di Epifani era quella di un´ulteriore melina del governo per addormentare la partita fino al momento del varo della delega. Pezzotta e Angeletti, invece, erano favorevoli al prolungamento del confronto: non è un mistero che la strategia di Cisl e Uil sia quella di arrivare a un annacquamento della delega previdenziale ed eventualmente a un suo slittamento a dopo le elezioni europee. La Cgil, invece, giustifica il suo no alla luce della debolezza e della divisione del governo al suo interno: «Non tocca a noi risolvere i problemi della maggioranza». Nel corso dell´incontro, Epifani, Pezzotta e Angeletti (c´erano anche Piccinini, Baretta e Musi) hanno espresso poi valutazioni diverse sulle aperture del governo: più ottimistiche – soprattutto sull´aumento delle aliquote contributive dei lavoratori autonomi – da parte di Cisl e Uil, meno della Cgil.
          Alla fine, anche attraverso duri scambi di opinioni e toni accesi, Cisl e Uil hanno accettato di dire no al governo «per amore di unità», sottolinea Pierpaolo Baretta. Ma non hanno seguito la Cgil su un´altra decisione: non partecipare all´incontro di avvio del confronto per la riforma del Welfare, in programma oggi. Pezzotta era furente: «Ma come? Siamo stati noi a chiederlo. E siamo stati noi a volere che fosse un tavolo separato rispetto a quello delle pensioni». La Cgil non ci sta: «Il governo non ha accantonato la delega previdenziale, non ci dà le risposte sulle modifiche che intende fare, ma apre un nuovo tavolo, che a questo punto è quantomeno sospetto e rischioso», ribatte Epifani. Il quale ha manifestato il timore di richieste di «scambi» tra Welfare e previdenza da parte del governo. La frattura si allargherà? Difficile dirlo. La Cgil ora attende le risposte del governo sulla delega previdenziale: a quel punto, «saremo in condizione di decidere se il quadro permette l´apertura di un confronto più ampio o iniziative di mobilitazione e di lotta».
          (r.d.g.)