Cisl e Uil verso la firma del «patto sul Lavoro»

26/06/2002





(Del 26/6/2002 Sezione: Economia Pag. 11)
PIENI CONSENSI PER PEZZOTTA. ANGELETTI AVVIA LE CONSULTAZIONI FRA QUALCHE MALUMORE
Cisl e Uil verso la firma del «patto sul Lavoro»
Per il Sud il governo propone il cumulo della Tremonti e dei crediti d´imposta

ROMA
Cisl e Uil vanno verso la firma del «patto sociale» col governo, ma prendono tempo, e soprattutto chiedono modifiche (modeste, tutto sommato, che presumibilmente verranno concesse) ai testi predisposti. Mentre la Uil di Angeletti ha iniziato il proprio percorso di consultazione interna – il segretario ieri era a Milano, dove nonostante qualche mugugno ha ricevuto il sostanziale via libera dei quadri sindacali – ieri si è conclusa la due giorni di Consiglio generale della Cisl. Con un sostanziale via libera alla linea del segretario Savino Pezzotta, che pure potrà firmare l´intesa separata solo a patto di inserire una serie di emendamenti, e dopo aver risentito il parere del massimo organismo dirigente. Il documento messo a punto da Pezzotta e dai suoi, dopo due giorni di serrata discussione, ha ricevuto un amplissimo consenso: sui 250 aventi diritto, soltanto un voto contrario e dieci astensioni. Va detto, per la verità che le astensioni sono di «peso»: si va dal segretario dei metalmeccanici della Fim, Giorgio Caprioli, al leader dei bancari Eligio Boni, passando per la segretaria della Cisl milanese, Maria Grazia Fabrizio. Nessuno realisticamente dubitava di questo esito, tenendo conto che molti tra i dirigenti cislini che avevano manifestato perplessità o dissenso sono stati «compattati» sulla linea di Pezzotta per più ragioni. A parte l´attacco da parte della Cgil, che ha scatenato inevitabilmente un «senso di appartenenza», per alcuni le modifiche ai testi governativi che verranno sollecitate rendono meno doloroso l´intervento sull´art.18. Infine, ha pesato anche l´obiettiva inevitabilità della firma, che rende illusoria anche un´opposizione «di testimonianza». Solo oggi, in una conferenza stampa, Savino Pezzotta illustrerà le conclusioni del Consiglio Generale. A quanto si apprende, però, il documento stabilisce alcune condizioni per la firma dell´accordo separato. La prima è che alla fine dei tre anni di «sperimentazione» della modifica dell’articolo 18 per le microimprese la materia non sia affidata a governo e Parlamento ma al confronto tra le parti sociali, con l’obiettivo di arrivare a un avviso comune. Poi, si chiedono certezze sulle dimensioni delle risorse stanziate per l´aumento dell’indennità di disoccupazione e sul «non stravolgimento» delle condizioni contrattuali. Infine, si chiede che il governo presenti immediatamente un emendamento sul «trasferimento di ramo di impresa», impegnandosi a rispettare i vincoli attualmente esistenti. Anche in casa Uil qualche malumore c´è. Ma Luigi Angeletti, intervistato dal «Sole 24 Ore» fa capire chiaramente che il dado è tratto, e che per la firma mancano solo le formalità. Ieri Angeletti nell´incontro con i delegati milanesi ha raccolto consensi soprattutto quando ha criticato il governo e ha spiegato di dover continuare a trattare perché «non ci si può fidare». E i regionali Uil di Lazio e Piemonte hanno chiesto rispettivamente che la deroga sull´articolo 18 valga soltanto per il Mezzogiorno, e che vi sia la certezza che al termine della sperimentazione venga ripristinata la situazione attuale. Il ministro del Welfare Roberto Maroni è sempre (giustamente) ottimista sull´esito del confronto, anche se sembra prendere atto che servirà qualche giorno in più rispetto al 2 luglio ipotizzato, e dichiara che lo stanziamento di 700 milioni di e per l´indennità di disoccupazione potrebbe anche aumentare. Maroni ironizza sull´isolamento in cui si trova la Cgil, affermando che «Cofferati è stato abbandonato perfino dal suo partito», e ribadisce l´allarme e la preoccupazione per le minacce subite in questi giorni, che ritiene legato «a una personalizzazione dell´attacco nei miei confronti da parte di una certa sinistra, da parte della Cgil». Infine, il consigliere di Confindustria Guidalberto Guidi afferma che la proposta del governo sul lavoro è «accettabile» e, allo stesso tempo, è «l’ultima linea al di sotto della quale riterremmo di aver lavorato per nulla». Intanto, la Cgil continua a preparare gli scioperi regionali, a cominciare dal Piemonte. E ieri si è tenuto l´incontro del tavolo negoziale sul Mezzogiorno (oggi toccherà al Fisco e al sommerso): come riferisce Confindustria, l´Esecutivo ha assicurato la possibilità di cumulare la Tremonti bis sugli utili reinvestiti e il credito di imposta. E intanto tocca la boa dei due anni l´attività della consiliatura del Cnel, l´organo consultivo costituzionale dove sono presenti rappresentanti delle parti sociali, presieduto da Pietro Larizza. In questi 24 mesi il Cnel ha espresso 26 pronunce su temi economici e sociali (quasi sempre all´unanimità), predisposto 12 rapporti, 94 convegni organizzati direttamente e 130 ospitati. Un bilancio fatto, spiega Larizza, «di poca pubblicità e di una produzione notevolissima». Una sede di mediazione tra le parti sociali che ha funzionato: con l´eccezione dell´articolo 18, dove dopo un estenuante dibattito, i 121 consiglieri si sono dovuti arrendere registrando «le diverse posizioni» in campo.

Roberto Giovannini