Cisl e Uil vedono accordi separati “Ma la previdenza non si tocca”

11/06/2002


MARTEDÌ, 11 GIUGNO 2002
 
Pagina 28 – Economia
 
IL NEGOZIATO
 
Aperture su lavoro, Fisco e Sud, "no" deciso ad un tavolo sulle pensioni
 
Cisl e Uil vedono accordi separati "Ma la previdenza non si tocca"
 
 
 
Prodi: "Ora serve il dialogo per governare i cambiamenti. Finanze pubbliche da risanare"
 
VITTORIA SIVO

ROMA – La possibilità di accordi separati, vale a dire senza la Cgil, comincia a farsi strada. Dopo il primo giro di incontri fra governo, imprese e sindacati la settimana scorsa sui temi del mercato del lavoro, del Mezzogiorno, del fisco e del sommerso, si è fatta sempre più marcata la spaccatura fra la Cgil da un lato e Cisl e Uil dall´altra, non solo per il rifiuto della Confederazione guidata da Cofferati a partecipare al negoziato sul lavoro, ma anche per la posizione critica che questa a assunto sugli altri tavoli. Più si allarga il solco fra le Confederazioni, più sale il tono delle polemiche.
«L´utilità di posizioni sindacali unitarie è fuori di dubbio, ma temo che si rivelerà non impossibile la conclusione di patti separati», ha detto ieri il segretario confederale della Cisl, Pierpaolo Baretta. «L´importante è che si tratti di accordi positivi, non se siano unitari o separati», gli ha fatto eco Paolo Pirani, segretario confederale della Uil. Ambedue i sindacalisti partecipavano ad un convegno a Venezia organizzato dal giornale telematico «Il diario del lavoro». Per ora trattiamo, «valuteremo poi se ci sono le condizioni per fare un accordo; speriamo di arrivarci prima dell´estate», si è augurato Savino Pezzotta leader della Cisl. L´importanza del negoziato è stata ribadita anche dal segretario della Uil Luigi Angeletti, convinto che il miglior modo per difendere l´art.18 dello Statuto dei lavoratori «è negoziare e trovare un accordo».
Gli appelli al dialogo fra governo e parti sociali si sono moltiplicati in occasioni del convegno tenuto al Cnel, presenti il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il presidente della Commissione Europea Romano Prodi, in memoria di Marco Biagi, l´autore del Libro Bianco sul lavoro assassinato il 19 marzo scorso dalle Brigate Rosse. Le riforme sono indispensabili per aumentare il tasso di occupazione, che vede l´Italia all´ultimo posto, ha detto il ministro del Welfare Roberto Maroni, commentando il nuovo sciopero generale proclamato dalla Cgil come «il primo che viene indetto contro il dialogo». «La disponibilità al cambiamento è condizione essenziale per la crescita» ha detto Prodi, «un cambiamento che sia governato attraverso il dialogo».
Torna a galla il problema pensioni, dopo che il leader di Confindustria D´Amato aveva invitato il governo a riprendere in mano la riforma previdenziale subito dopo l´estate. Prospettiva che ha subito messo in allarme i sindacati: «I diritti acquisiti non si toccano, se il governo cerca risorse per gli ammortizzatori sociali non le cerchi all´interno del welfare», ha puntualizzato Pezzotta. «La riforma delle pensioni l´abbiamo già fatta, non c´è nulla da cambiare, salvo eliminare la decontribuzione», ma se ne discuterà più in là, ha detto Angeletti. Intanto, per questa settimana, la trattativa governo-imprese-sindacati (senza la Cgil) prosegue giovedì sui problemi del mercato del lavoro