“Cisl e Uil, sciopererete con noi”

22/07/2002


SABATO, 20 LUGLIO 2002
 
Pagina 29 – Economia
 
Il leader Cgil: se continuerete a prendere le distanze dal governo, non potrete che condividere la nostra protesta
 
"Cisl e Uil, sciopererete con noi"
 
Sfida di Cofferati. Pezzotta: non ho bisogno dei tuoi inviti
 
 
 
Federmeccanica avverte: certo non tollereremo nessun rinnovo di contratto che superi il tetto del 1,4%
 
VITTORIA SIVO

ROMA – Scioperate con noi, dice Cofferati a Cisl e Uil. Grazie, l´invito non ci interessa, replica subito Pezzotta. Così l´ultimo round della polemica sindacale. A Cisl e Uil che «stanno prendendo progressivamente le distanze dallo stesso Patto che hanno sottoscritto» e che «criticano il governo su sanità, contratti e pensioni», Sergio Cofferati ha lanciato ieri una nuova sfida: la Cgil «sarebbe ben lieta» di concordare con le altre due Confederazioni la data dello sciopero generale che da sola ha già deciso per l´autunno. «L´abbiamo già fatto per lo sciopero generale dell´aprile scorso e non ci dispiacerà farlo un´altra», ha detto Cofferati ad un´affollata assemblea di quadri e delegati a Treviso.
Il leader della Cgil sostiene che le critiche di Pezzotta e Angeletti al Dpef rivelano comunque una «differenza di valutazione che è bene non annacquare»; tanto è vero che Cofferati definisce il documento di politica economica e finanziaria del governo «pericoloso e inadeguato». Ma se Cisl e Uil «contineranno a criticare il governo non potranno che condividere anche loro lo sciopero generale».
«Sul Patto, che riteniamo positivo, non abbiamo cambiato idea e faremo di tutto per farlo attuare in ogni sua parte» ha ribattuto il leader della Cisl Savino Pezzotta, confermando che le critiche al Dpef sono cosa diversa. Al riguardo la Cisl valuterà «in autonomia», «pertanto non abbiamo bisogno dei consigli o degli inviti di Cofferati».
Alla vigilia di una stagione di rinnovi dei contratti di lavoro che interesserà oltre 6 milioni e mezzo di addetti, preoccupa gli imprenditori il proposito dei sindacati – espresso a chiare lettere dallo stesso Pezzotta – di rivendicare aumenti salariali superiori al tasso programmato di inflazione dell´1,4% fissato dal governo per il 2003. «L´annuncio dei sindacati di presentare piattaforme rivendicative al di fuori delle regole fissate dal protocollo del ’93 mi sembra una interpretazione singolare della politica dei redditi», commenta il direttore generale della Federmeccanica, Roberto Biglieri. Il contratto per un milione e 200 mila metalmeccanici scade alla fine di quest´anno e il rinnovo riguarda il quadriennio 2003-2006 per la parte normativo e i primi due anni per la parte salariale. Come sempre, finirà per «fare scuola».
A maggior ragione la Federazione degli industriali metalmeccanici vuole mettere in chiaro alcuni punti fermi. «Al di fuori delle regole noi i contratti di lavoro non li rinnoviamo – dice Biglieri – e lo abbiamo già dimostrato con l´ultimo contratto dei metalmeccanici (firmato solo da Fim-Cisl e Uilm, ndr) quando abbiamo respinto le richieste della Fiom-Cgil in quanto esorbitavano dal recupero del potere d´acquisto e pretendevano di remunerare l´aumento dei produttività del settore, aspetto che invece compete ai contratti integrativi».
Si profila dunque un nuovo contratto «separato» per i metalmeccanici (cioè senza la Cgil)? «Consideriamo questa eventualità come un incidente», risponde Biglieri, pertanto «noi il contratto lo vogliamo, ma tenendo ben presente che non si tratta di uno strumento «politico», ma operativo, per gestire al meglio i problemi delle aziende». Rispetto ai «tentativi dei sindacati di ricercare tutti i pretesti per alzare l´asticella e amplificare gli aspetti rivendicativi», il direttore di Fermeccanica replica sottolineando la situazione di «ristagno» del settore metalmeccanico, dal quale non si può prescindere. A Pezzotta, che ritiene che i salari sono stati «compressi», Biglieri risponde che «i salari reali, fra premi, incentivi, straordinari e aumenti di merito, hanno ampiamente superato l´inflazione»