Cisl e Uil: incontro positivo Per la Cgil dialogo difficile

09/05/2002





Cisl e Uil: incontro positivo Per la Cgil dialogo difficile

Massimo Mascini

ROMA – Il Governo porta a casa un sostanziale avallo della riforma fiscale da parte di Cisl e Uil, mentre deve ancora fare i conti con l’opposizione, anche se non frontale, della Cgil. È questo il bilancio del confronto tra il ministro dell’Economia e i segretari di Cgil, Cisl e Uil. Guglielmo Epifani ha ribadito le critiche che già la sua confederazione aveva espresso su questo confronto, ad avviso della Cgil avviato in grave ritardo, dopo che la Camera dei deputati aveva già approvato il disegno di legge, e su linee portanti ritenute non valide. Diverso l’approccio delle altre due sigle sindacali. Savino Pezzotta ha visto in questa riunione la ripresa del confronto tra Governo e forze sociali, che da giorni invocava arrivando fino a minacciare nuovi scioperi generali, e tanto gli è stato sufficiente per sostenere la validità dell’approccio del Governo. Luigi Angeletti ha chiesto precise rettifiche e rassicurazioni al Governo, ma anche lui ha espresso un giudizio positivo, pur rinviando a un momento successivo ogni valutazione definitiva. Epifani non ha avuto i toni critici che la sua confederazione ha espresso anche in un recente passato nei confronti del Governo, ma certamente è stato fermo verso l’Esecutivo. La prima cosa che ha criticato è il fatto che il sindacato sia stato chiamato a parlare di fisco solo dopo che il disegno di legge aveva raccolto il primo sì dal Parlamento. «Proviamo imbarazzo e sconcerto – ha detto – per questo comportamento. È la prima volta in trent’anni che il Governo non affronta con il sindacato una riforma così importante. Abbiamo un rispetto assoluto per il Parlamento, ma non è mai accaduto che chi esprime interessi legittimi non abbia avuto modo di esprimere la propria posizione». La sua preoccupazione è che il Governo voglia adottare questo modello di confronto da adesso in avanti. «Spero – ha detto Epifani – che questo non accada ancora per il Dpef e per la legge finanziaria, sarebbe una scelta di rifiuto del dialogo sociale». Ma alla Cgil oltre al metodo interessa anche il merito del provvedimento e per questo il vicesegretario generale della Cgil ha espresso le sue critiche sul sistema fiscale ipotizzato dal Governo che, ha rilevato, rischia di perdere il carattere di progressività e quindi l’attenzione per i redditi più bassi. Due aliquote sole non bastano infatti, nel giudizio della Cgil, ad assicurare la progressività. «Non c’è sistema di deduzioni che tenga – ha detto Epifani – confermiamo la nostra critica». A suo avviso per questa strada si finisce per gravare di più sui redditi bassi e medio bassi, favorendo solo quelli elevati. Un altro aspetto pericoloso è nella sua ottica la scomparsa dell’Irap, imposta pagata dalle imprese. «Non vorrei – ha detto – che si finisca per pescare nei redditi da lavoro dipendente quanto non viene più dalle imprese». Critiche forti, che peraltro non hanno impedito di rinviare a nuovi incontri tecnici e, forse, a un tavolo politico generale dove le diverse richieste dei sindacati, tutte, comprese quelle relative alla riforma del mercato del lavoro, possano trovare una loro composizione. Pezzotta e Angeletti hanno mostrato preoccupazione per la progressività dell’imposizione fiscale e per le conseguenze del federalismo fiscale, ma nel complesso hanno valutato positivamente la posizione del Governo. Angeletti ha rinviato a un momento successivo la sua valutazione, ma in realtà il Governo ha già risposto sui temi sollevati, tagliando l’erba sotto i piedi di un’opposizione frontale.

Giovedí 09 Maggio 2002