Cisl e Uil frenano: ora non serve

07/02/2002





Angeletti: �Non � un atto salvifico� – Pezzotta insoddisfatto, oggi la sua replica

Lina Palmerini

(DAL NOSTRO INVIATO)

RIMINI – Scuoteva la testa Savino Pezzotta. Mentre la platea del congresso Cgil regalava al suo leader uno degli applausi pi� lunghi, il segretario della Cisl continuava a scuotere la testa. Quell’appello di Cofferati allo sciopero generale proprio non gli � andato gi�: si � allontanato subito, senza proferire parola, rinviando ogni commento al suo intervento di oggi, a questo punto il pi� atteso. E non � bastato, a Cofferati, condire il richiamo alla protesta coinvolgendo anche Cisl e Uil nelle future scelte (�siamo chiamati a definire insieme un nuovo programma di mobilitazione mettendo in campo tutta la capacit� di lotta del sindacato confederale�), perch� il boccone � stato comunque indigesto. A dimostrarlo anche la reazione a caldo del leader della Uil, Luigi Angeletti, che ha spento le luci alla festa di questi mesi sulla ritrovata unit� sindacale. Forse nessuno dei tre segretari s’illudeva, ma l’articolo 18 e il recente accordo sul pubblico impiego avevano fatto quasi dimenticare gli accordi separati sul contratto a termine e sul rinnovo dei meccanici, o sul patto di Milano peraltro citato da Cofferati. �Me l’aspettavo, me l’aspettavo�, ha detto subito Angeletti a chi lo incalzava sull’invito a sorpresa di Cofferati. �Troppa gente pensa che lo sciopero generale sia un atto salvifico. Non lo �. Gli scioperi – ha scandito il numero uno della Uil – si fanno se sono utili a far cambiare opinione alle controparti. Sull’articolo 18 � prematuro�. Niente prove di forza, quindi, sopratutto ora, all’indomani dell’accordo con il Governo sui contratti pubblici che hanno spalancato le porte a �una nuova fase di dialogo� con il Governo. �� stata la dimostrazione che la nostra strategia paga – ha detto Angeletti – e che gli accordi si possono fare, ora guardiamo avanti, alle altre intese che � possibile realizzare�. Dunque, un approccio e una strategia proprio diverse che rimettono in piedi, anche se forse solo per poco, l’asse Cisl-Uil. �Cofferati – ha detto Angeletti – non ha spiegato a cosa servirebbe lo sciopero generale. Io dico che � efficace se fa cambiare opinione, se � un rito o un tentativo per far cadere il Governo non serve�. E ha frenato anche sull’appello all’unit� lanciato da Cofferati: �� condivisibile, ma mancano ancora le motivazioni, il programma su cosa fare insieme perch� l’unit� sia una cosa credibile, altrimenti diventa occasionale�. A questo punto le strade si potrebbero dividere. Nell’intervento di oggi Pezzotta chiarir� le differenze, di metodo e di sostanza con la Cgil. �Come sindacalista, voglio fare gli accordi e voglio trattare�, ha sempre ripetuto il leader Cisl in questi giorni chiedendo al Governo una convocazione per negoziare sul Mezzogiorno, sugli ammortizzatori e anche sulla previdenza. Sponda politica della sua strategia � diventato il vicepremier Gianfranco Fini mentre nell’opposizione la Margherita � pronta a sostenere un percorso di trattativa allargando i temi e superando l’impasse sull’articolo 18. �La delega lavoro non ferma tutto, non per noi. Noi – dice Pierpaolo Baretta, segretario confederale Cisl – chiediamo di riprendere a negoziare, dopo il segnale positivo sul pubblico impiego. I temi ci sono, basta che il Governo ci chiami�. Il metodo, dunque, divide ora la Cgil dalle altre confederazioni mentre i contenuti e le distanze sono note. Qualcuna l’ha ricordata anche Cofferati ieri, nel passaggio sulla legge per la rappresentanza. �Non � solo questo a dividerci. Sulla legge – spiega Baretta – siamo sempre stati contrari ma diciamo che � diverso il nostro modo di fare sindacato: la Cisl si ispira al modello partecipativo, la Cgil a quello di un sindacato antagonista. Un modo che si riflette sui contenuti. Noi siamo per la partecipazione dei lavoratori, per un diverso assetto contrattuale, per il coinvolgimento anche nella gestione degli enti bilaterali, la Cgil no�. Le differenze si consumano su questi terreni ma il conflitto, se a volte separa, a volte unisce. Cisl e Uil non cambiano la richiesta di stralcio alle modifiche all’articolo 18 ma scelgono comunque di andare avanti nel dialogo con il Governo, magari lasciando in fondo le norme sui licenziamenti come ha proposto Gianfranco Fini nel ridisegnare la linea dell’Esecutivo nelle relazioni sociali. �Al posto di Cofferati – ha detto il segretario confederale Cisl, Giorgio Santini – mi sarei fermato a proporre una ripresa unitaria delle mobilitazione dopo gli scioperi articolati. Aver parlato di sciopero generale al congresso mi pare un uso improprio della platea�. Un uso che ha costretto Cisl e Uil a marcare le distanze.

Gioved� 07 Febbraio 2002