Cisl e Uil: è l’apertura che aspettavamo

03/06/2002





Per Pezzotta e Angeletti è il risultato della protesta – «Parte un negoziato difficile, vogliamo dire la nostra»
Cisl e Uil: è l’apertura che aspettavamo

Li.P.
ROMA – «È uno stralcio». Per i segretari generali di Cisl e Uil, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, l’obiettivo dello sciopero del 16 aprile è raggiunto: il Governo, cioè, ha fatto marcia indietro stralciando «di fatto» le modifiche all’articolo 18 dal disegno di legge delega attualmente all’esame del Senato. Su questa valutazione si consuma la rottura con la Cgil di Sergio Cofferati. Uno strappo che arriva ieri, dopo l’incontro a Palazzo Chigi, ma che era nell’aria da tempo. Al leader della Cgil che prometteva, già nei giorni scorsi, un secondo stop generale, Cisl e Uil avevano sottolineato invece l’importanza di tornare a trattare e passare da una fase di mobilitazione a una invece di confronto e negoziato. È stato questo il senso delle dichiarazioni dei due leader sindacali, quando lo strappo con la Cgil era ancora caldo. «Abbiamo davanti a noi una trattativa molto difficile e complicata e un giudizio definitivo lo daremo alla fine. Noi intanto andiamo a vedere quello che ci propongono. D’altronde – ha spiegato il numero uno della Cisl, Savino Pezzotta – vado per discutere e dire la mia, se non andassi al tavolo non potrei discutere di incentivi, ammortizzatori e di arbitrato». Pezzotta apre al Governo insistendo che la proposta sui licenziamenti presentata «è uno stralcio, ed è importante che sia stata tolta dal tavolo una questione» come quella dell’articolo 18. Ma ugualmente importante è che «di fatto, anche se non la vogliamo chiamare così, è stata ripristinata la concertazione sul Dpef e politica dei redditi». La rottura con Cofferati è totale e la polemica a 360 gradi. «È la Cgil a autoescludersi dal confronto, non c’è nessun complotto in corso. Se qualcuno parla di complotto affari suoi. I contatti – ha replicato Pezzotta alle affermazioni di Cofferati sugli incontri informali tra Cisl, Uil e il Governo – nell’attività sindacale ci sono sempre». In tre diverse conferenze stampa emerge per la prima volta con chiarezza tutta la distanza tra le sigle sindacali. Una distanza che il leader Luigi Angeletti riassume in poche battute. «Cofferati fa un errore politico grave. È un suicidio per il sindacato, quando gli scioperi riescono, andare a dire che non portano risultati e spiegare alle persone che abbiamo perso». Per Angeletti, invece, l’incontro di ieri con il Governo è il risultato evidente del traguardo raggiunto da Cgil, Cisl e Uil. «Abbiamo detto che abbiamo fatto lo sciopero per togliere le modifiche all’articolo 18, inutili e dannose. Il risultato è questo: non abbiamo più al Senato le modifiche all’articolo 18. Quando nella trattativa si parlerà di articolo 18 riproporremo le nostre posizioni. Ma non possiamo e non vogliamo avere atteggiamenti pregiudiziali». E non serve neppure un nuovo sciopero generale: «Non è credibile – ha detto il leader Uil – che la moltiplicazione degli scioperi farà avere risultati migliori». Cisl e Uil, insomma, ritengono prioritario il valore della trattativa soprattutto quando al tavolo ci sono temi centrali per il sindacato. Gli ammortizzatori sociali, la formazione, gli incentivi per l’occupazione: su tutti questi fronti, oltre che su fisco, Sud e sommerso, Cisl e Uil scelgono il confronto «perché compito del sindacato è trattare», spiegano. Salta quindi l’incontro a tre proposto prima da Cofferati e poi rilanciato da Angeletti e si avvia invece una nuova fase di "gelo" nel sindacato. Ma ieri ci sono state anche prime reazioni interne a Cisl e Uil. Due segretari confederali della Uil, Paolo Pirani e Franco Lotito, hanno definito la decisione di Angeletti «un atto grave» e chiesto la «immediata convocazione del Comitato centrale della Uil». Anche in Cisl emerge qualche voce dissonante: «Sono preoccupato – ha detto il segretario confederale, Giovanni Guerisoli – il Governo ha subito le imposizioni di Confindustria. Ha dimostrato di essere succube degli industriali». Il dibattito interno al sindacato di via Po è rinviato nell’incontro della segreteria di lunedì e poi nel pomeriggio durante la riunione dell’esecutivo dell’organizzazione.

Sabato 01 Giugno 2002