Cisl e Uil: doppio contratto per l´auto

25/01/2011


No all´affondo di Federmeccanica. "E le newco Fiat entrino in Confindustria"

Fismic: "Partita chiusa, ormai il Lingotto ha già in tasca nuove regole"
PAOLO GRISERI

ROMA – Federmeccanica non convince Fim e Uilm sul contratto unico nelle aziende dell´auto. «I due livelli di contrattazione devono restare intatti e inalterati», dicono all´unisono il responsabile della Fim, Giuseppe Farina, e quello della Uilm, Rocco Palombella. Così la riunione sul nuovo contratto dell´auto non scioglie il nodo e si aggiorna al 21 febbraio. Anche se Farina garantisce: «Lavoriamo per far sì che le newco di Pomigliano e Mirafiori rientrino al più presto in Confindustria. Contiamo di chiudere in tempi ragionevoli».
Ma la riunione di ieri segna una divisione netta tra i sindacati del "sì" che hanno vinto il referendum a Mirafiori: da un lato le organizzazioni confederali, Fim e Uilm, dall´altro il Fismic, il sindacato aziendale della Fiat, più vicino alle posizioni di Federmeccanica. All´incontro l´organizzazione degli imprenditori ripete la proposta avanzata nei giorni scorsi: «Un contratto aziendale che, in alcuni casi, può sostituire quello nazionale». Roberto Santarelli, direttore generale di Federmeccanica, introduce la riunione ricordando che «l´accordo Fiat del 29 dicembre cambia lo scenario». Si tratta del testo sottoscritto dai sindacati del "sì" per Pomigliano. Un accordo che prevede esplicitamente il suo utilizzo per sostituire il contratto nazionale. Del resto questo è il motivo per cui la Fiat si mostra meno interessata di qualche mese fa alla trattativa di Federmeccanica: «Il Lingotto – osserva Roberto Di Maulo del Fismic – un contratto lo ha già». Santarelli aggiunge: «In questo scenario l´ipotesi di norme specifiche per l´auto, in semplice deroga all´attuale contratto dei metalmeccanici, esce depotenziata». Un giro di parole diplomatico per non rompere con Fim e Uilm. Così la riunione prosegue affrontando i temi dell´orario di lavoro e della flessibilità e confrontando le norme del contratto nazionale proprio con quelle di Pomigliano e Mirafiori.
Ora lo scenario si complica. Paradossalmente potrebbe essere proprio la prevedibile intesa separata sul nuovo contratto dell´auto a favorire il ritorno della Fiom in quelle fabbriche come Pomigliano e Mirafiori dalle quali rischia di essere esclusa. Se il contratto in discussione con Federmeccanica favorisse il rientro delle due newco in Confindustria, automaticamente si applicherebbe anche nei due stabilimenti quell´accordo del ‘93 che garantisce alla Cgil di essere presente con i suoi delegati. In caso contrario, se cioè non si riuscisse a giungere entro il 31 dicembre 2011 a un contratto che coinvolga anche la Fiom, dal 1 gennaio 2012 i metalmeccanici della Cgil non sarebbero più firmatari di un contratto nazionale e potrebbero perdere le trattenute automatiche della quota di iscrizione sulle buste paga. Un´arma che per ora Federmeccanica non intende utilizzare: «Nonostante lo sciopero di venerdì – ha detto ieri Santarelli – continuiamo a sperare in un recupero del dialogo con la Fiom».