Cisl e Uil con Confindustria “Sui contratti trattiamo ancora”

09/03/2001

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Cisl e Uil con Confindustria
"Sui contratti trattiamo ancora"

Lettera congiunta a Salvi. Cofferati: confronto concluso. Oggi il ministro decide

RICCARDO DE GENNARO


Roma – Ora il ministro del Lavoro, Cesare Salvi, ha in mano due lettere sui contratti a termine. Una gli è stata consegnata ieri, brevi manu, dal segretario della Cgil, Sergio Cofferati; l’altra gli è stata inviata il 5 marzo da un inedito schieramento, costituito da Cisl, Uil, Confindustria e altre 16 confederazioni imprenditoriali e cooperative, configurandosi così come una sorta di «preambolo», mai praticato in passato, di un accordo separato: in altri tempi, infatti, Cisl e Uil, pur esprimendo una posizione analoga a quella della Confindustria, si sarebbero limitati a scrivere una lettera per conto proprio, senza accomunare le loro firme a quella degli industriali.
Sulla base di questi due documenti e con il rischio che lo scioglimento delle Camere vanifichi l’eventuale predisposizione di un decreto da sottoporre all’esame delle commissioni parlamentari competenti, Salvi assumerà entro breve una decisione sul caso dei contratti a termine: «Sarà ispirata a due principi fondamentali – ha detto ieri – il primo è quello della salvaguardia del dialogo sociale, che è una grande risorsa per il Paese, il secondo è quello della tutela degli interessi del sistema Italia e, in particolare, di coloro che hanno un lavoro precario o che un lavoro non l’hanno». L’ipotesi che si fa strada in queste ore è quella di un rinvio di ogni decisione da parte del governo, forte del fatto che l’attuale normativa sui contratti a termine risulta perfettamente in linea con la direttiva europea. Sarebbe una soluzione salomonica: da un lato permetterebbe alle parti sociali che lo desiderano di continuare a dialogare, dall’altro – mantenendo inalterate le cose nel rispetto della direttiva stessa – non scontenterebbe la Cgil, che avrà anche modo di ribaltare la sua condizione di «isolamento».
Nella giornata di ieri Salvi ha ascoltato i tre sindacati confederali. La Cgil gli ha consegnato la lettera nella quale lo invita a esercitare la delega di cui è titolare per conto del governo, sottolineando che «eventuali intese da altri sottoscritte che non contenessero un positivo riscontro alle nostre proposte (in primo luogo la titolarità della contrattazione collettiva nella definizione dei tetti e delle condizioni per il ricorso ai contratti a termine, ndr,) configurerebbero soluzioni contrastanti con alcuni principi base della direttiva». Cisl e Uil hanno invece ribadito la volontà di proseguire il confronto con le 17 associazioni degli imprenditori. Questa mattina Salvi sentirà la Confindustria e le altre 16 confederazioni dei datori di lavoro (rappresentanti di commercianti, artigiani, cooperative, sistema bancario…), che hanno firmato la lettera con Cisl e Uil: l’appuntamento era previsto per la giornata di ieri, ma è saltato per il consiglio dei ministri.
Successivamente Salvi incontrerà i sindacati Cisal e Ugl, nonchè la Confapi (piccole imprese) e la Confinterim, la principale associazione delle agenzie di lavoro in affitto, particolarmente preoccupata per la soluzione prospettata dalla Confindustria e, in parte, da Cisl e Uil: «Se ci trovassimo di fronte – ha detto il segretario Francesco Salvaggio – a una normativa che rinuncia al rinvio alla contrattazione per le causali e le percentuali dei contratti a termine rischieremmo di chiudere bottega». In vista dell’incontro con Salvi, il consigliere delegato della Confindustria, Guidalberto Guidi, ha ribadito ieri l’auspicio di un un’intesa con tutti i sindacati, sottolineando tuttavia che «Cisl e Uil rappresentano una parte non insignificante del mondo sindacale».