Cisl e Uil: “Cofferati esagera”

20/03/2001

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Cisl e Uil: "Cofferati esagera"
Amato sul sommerso: no alle soluzioni semplicistiche
I due sindacati replicano al leader Cgil: la pace sociale non è a rischio, ma D’Amato si scordi la libertà di licenziare

RICCARDO DE GENNARO


Roma – Il sommerso non dipende da una sola causa e quindi «non può essere risolto con soluzioni semplicistiche». È questa la prima risposta del presidente del Consiglio, Giuliano Amato, alla Confindustria, che a Parma ha indicato in «una migliore qualità della regolazione e un calo del fisco» la «leva essenziale per qualunque politica di lotta al sommerso».
La polemica ConfindustriaCgil, intanto, divide i sindacati e le parti politiche. Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, non condivide le preoccupazioni del leader della Cgil circa un’imminente rottura della pace sociale e di ritorno al conflitto: «Non ci sarà alcuna guerra, non sono state rotte le relazioni industriali. L’allarme di Cofferati nasce più da un’ipotesi su come andranno le elezioni e su quale politica il governo di centrodestra adotterà, piuttosto che dal reale stato delle cose e dagli attuali rapporti con la Confindustria». Per Angeletti, infatti, quella della Confindustria a Parma è stata soltanto «un’operazione di marketing politico», finalizzata a condizionare i governi futuri: «Gli industriali non hanno detto che non rinnoveranno più i contratti. Con noi usano un altro linguaggio, a noi dicono: discutiamo». Cofferati esagera dunque nell’immaginare scenari funesti dopo la presentazione del documento della Confindustria? Raffaele Bonanni, segretario confederale della Cisl, parla di «ricorso alle iperboli» da parte di Cofferati e della Confindustria. «Il modo migliore per verificare le posizioni di ciascuno – dice – è di mettersi intorno a un tavolo e verificare quali sono i punti accettabili, quelli inaccettabili e quelli su cui si può raggiungere una mediazione». Ma il «tavolo» di concertazione, dice la Cisl, non ammette «veti» da parte di chicchessia.
E il suo segretario, Savino Pezzotta, avverte anche gli imprenditori: si levino dalla testa la liberta di licenziare, come. «Su altri aspetti del programma di D’Amato si può discutere, ma non su questo». E sul doppio livello contrattuale, aggiunge: «Il sistema va cambiato ma mantenendo i due livelli: uno nazionale, l’altro decentrato».
Nel frattempo, Guidalberto Guidi (Confindustria) ribatte a Cofferati sul punto che sembra aver «offeso» di più gli industriali nll’intervista del leader della Cgil, ieri su "Repubblica": l’accusa alle imprese di non investire in ricerca e innovazione e destinare in larga parte i profitti alla rendita. «Le imprese – ha detto Guidi in un’intervista al Tg1 – stanno faticosamente cercando di restare competitive sul mercato. Se non avessimo investito non saremmo rimaste sul mercato. Profitti ce ne sono stati come è giusto che ci siano, ma purtroppo, come documentato dai nostri dati, molto meno degli altri Paesi europei».