Cisl e Uil bocciano lo sciopero generale

08/02/2002





I leader delle due confederazioni respingono l’idea di Cofferati – Pezzotta non cita mai l’articolo 18 e rilancia: trattare con il Governo
Cisl e Uil bocciano lo sciopero generale
L’unit� sindacale? Per il segretario cislino �ancora troppe differenze� – Angeletti: referendum sui licenziamenti
Massimo Mascini
(DAL NOSTRO INVIATO)

RIMINI – Sembrano allontanarsi le strade di Cgil, Cisl e Uil. Nulla di formale, di esplicito, ma gli interventi al congresso di Rimini dei segretari generali di Cisl e Uil e l’immediata replica del numero due della Cgil ci dicono che l’unit� delle settimane passate, costruita sugli scioperi, potrebbe divenire presto un ricordo. Arrivate con l’accordo per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego al momento pi� delicato dello scontro con il Governo, le tre confederazioni hanno reagito in maniera differente, la Cgil chiedendo l’inasprimento della lotta, Cisl e Uil sostenendo l’opportunit� di capitalizzare le battaglie svolte e quindi sospendendo o attenuando lo scontro in attesa di risultati concreti. Sullo sciopero generale Luigi Angeletti e Savino Pezzotta sono stati chiarissimi. Il segretario generale della Uil, pi� vicino alla Cgil, non ha respinto l’ipotesi dello sciopero generale, ma ne ha sottolineato la possibile inutilit� in questo momento. A suo avviso il sindacato dovrebbe prendere a esempio la seconda guerra punica: i Romani stavano fiaccando Annibale con le sortite e le scaramucce di Quinto Fabio Massimo, il temporeggiatore, persero rovinosamente quando Terenzio Varrone cerc� in campo aperto i cartaginesi, accettando il terreno di scontro scelto dal suo avversario. Cos�, a suo avviso, il sindacato non deve rinunciare a battersi, deve forse arrivare allo sciopero generale, anche al referendum e alle manifestazioni, ma sapendo che queste battaglie non si vincono nelle piazze. Ancora pi� esplicito il segretario generale della Cisl. Savino Pezzotta ha dichiarato senza veli che a suo avviso lo sciopero generale � al momento �inopportuno, perch� il Governo ha una forte maggioranza e durer� probabilmente tutta la legislatura, per cui l’obiettivo non deve essere una spallata, ma una cotinuit� di lotta, per durare pi� a lungo. Noi – ha detto – dobbiamo ostacolare le decisioni che toccano gli interessi di nostri rappresentati, non tocca a noi cambiare il Governo, ma far cambiare decisioni al Governo�. E ha portato come esempio �una persona di lunga esperienza sindacale che nei giorni scorsi ci ha invitato a pensare sempre al giorno dopo�. Si riferiva a Bruno Trentin, segretario generale della Cgil prima di Sergio Cofferati. La differenza con la Cgil � forte. Il segretario generale della Cisl non pensa infatti che il sindacato arrivato a questo punto di duro confronto con il Governo debba accettare le scelte del Governo. �Le deleghe – ha detto senza mai citare l’articolo 18 – disattendono le nostre esigenze, la mobilitazione � giusta�. Ma crede che adesso sia opportuno cercare �di capitalizzare la mobilitazione, riaprire il discorso con il Governo sulle deleghe, nella considerazione che non � vero che senza confronto nulla si muova, perch� in questo caso ha ribadito – c’� qualcun’altro che decide per noi�. Non mancano certo gli argomenti da discutere, oltre a quelli delle deleghe. �Dobbiamo discutere di flessibilit� – ha detto – perch� non si trasformi in precariet�, di collocamento per far incontrare domanda e offerta di lavoro, di formazione, di uno statuto dei lavori, di democrazia economica, dell’emersione del lavoro nero, dei nuovi ammortizzatori sociali�. Le strade delle tre confederazioni si dividono, ma Pezzotta non ha avuto esitazioni. Ha tenuto un discorso tutto sindacale, non lasciare alcuno spazio a decisioni unilaterali, respingendo anzi qualsiasi riferimento politico. �Sono contro il bipolarismo – ha detto – soprattutto in campo sociale, perch� i lavoratori votano chi vogliono, a noi chiedono solo di fare sindacato: importante � restare autonomi, compito difficile, perch� si resta in solitudine, senza appoggi, senza scorciatoie, ma � anche un compito obbligato, perch� solo in questo modo, mantenendo forte l’autonomia il sindacato alla fine si pu� riuscire a modificare la politica. Senza autonomia, tutto invece � inutile, perch� si verificano pericolose sovrapposizione di ruoli�. Pezzotta e Angeletti non rinunciano all’unit�, per� chiedono di inserire questo obiettivo in un progetto specifico. Il segretario generale della Uil ritiene che le confederazioni debbano mettere a punto una proposta di politica economica che si fondi sul lavoro. Il segretario della Cisl, attento al pluralismo, chiede che si rinunci a norme, a regole per i rapporti tra sindacati e si punti invece sulla capacit� di accogliere le differenze che esistono. �Per stare assieme – afferma Pezzotta – non servono norme, ma mediazione politica�. Di qui l’opposizione a una legge per la rappresentanza, chiesta invece esplicitamente da Cofferati nella relazione di apertura del congresso. Ma Pezzotta ha anche chiesto un nuovo modello contrattuale, perch� quello in vigore, ha detto, ha svolto un grande ruolo, ma adesso va modificato perch� troppo accentrato, al punto da impedire al sindacato di essere ancora autorit� salariale. Ma anche su questo le strade di Cisl, Uil e Cgil si dividono, perch� quest’ultima confederazione � sempre stata contraria a manomettere il sistema messo a punto nel 1993.

Venerd� 08 Febbraio 2002