Cisl e Uil avvertono «Fisco e pensioni sono intoccabili»

03/09/2002







            (Del 3/9/2002 Sezione: Economia Pag. 3)
            Cisl e Uil avvertono
            «Fisco e pensioni sono intoccabili»

            ROMA
            «La Finanziaria ora sarà pesantissima». Ne è convinto tutto il vertice dell´Ulivo che non sembra stupito dell´ulteriore crescita del fabbisogno statale. Le cifre fornite ieri dal Tesoro mettono sul chi va là anche i sindacati. Soprattutto Cisl e Uil, che con il governo hanno siglato il patto per l´Italia. Savino Pezzotta: «I dati del fabbisogno non sono una buona notizia, ci preoccupano, ma io la riduzione delle aliquote fiscali la voglio. Ci pensi Tremonti a come fare. In ogni caso vanno esclusi tagli alla spesa sociale». Luigi Angeletti va oltre: «Il governo deve rispettare i patti o sarà sciopero, magari insieme a Cofferati». E poi ancora: «I soldi non si recuperano dalle pensioni, che non si toccano». Sui tavoli degli uomini dell´opposizione girano già anche le valutazioni delle banche d´affari. Su tutte quella della Morgan Stanley: «Il deterioramento del ciclo, evidenziato dalla produzione nell’ultimo trimestre sta impattando sui conti per quanto riguarda il fisco. Non deve quindi sorprendere una distanza così ampia tra obiettivi del governo e realtà sul rapporto deficit/pil, che noi stimiamo al 2,2%. Sulla base degli ultimi dati c´è anche il rischio di un ulteriore peggioramento. Sicuramente vicino al 2,5% se non superiore. E il target dello 0,8% per il prossimo anno è estremamente ambizioso». Per l’ex ministro del Lavoro Tiziano Treu «stiamo precipitando, tornando ad essere i peggiori d’Europa, e di fronte a ciò permane lo stato confusionale del governo». «Altro che il buco attribuitoci, rivelatosi inesistente – ha commentato il senatore della Margherita – il buco vero lo sta creando il governo Berlusconi». Il presidente dei deputati della Margherita, Pierluigi Castagnetti invita Tremonti a venire in Parlamento per rispondere su una «situazione di gravità inaudita. Altro che legge Cirami, la vera emergenza è l´economia. Fino ad ora il governo è sopravvissuto con le bugie sul buco lasciato dall´Ulivo e sulle false promesse, ora deve fare i conti con la voragine creata in prima persona». L´ex ministro dell’Industria e responsabile economico dei Ds, Pierluigi Bersani prevede in vista della Finanziaria «una correzione da 15 miliardi di euro al netto degli interventi su scuola, fisco e pubblico impiego». Bersani inoltre accusa il governo di avere sottovalutato il quadro macroeconomico: «Che le cose andavano male si vedeva già lo scorso anno, ma il governo ha attenuato e attaccato l´opposizione e ritardato le cure». Il responsabile economico della Margherita, Enrico Letta si domanda invece «cosa sta aspettando il governo a preparare una nota integrativa la Dpef». E vede già un altro rischio: «Se non si sbrigano, si pregiudicano i conti anche del prossimo anno». E per l´ex ministro delle Finanze Vincenzo Visco, «il peggio deve ancora venire perché a fine anno il fabbisogno potrebbe superare i 40 miliardi di euro. A novembre con l’autotassazione vedremo gli effetti sul gettito della Tremonti-bis e dei provvedimenti senza copertura varati dal governo. Il rischio è che per la prima volta dal ’95 il debito smetta di diminuire rispetto al Pil. Se questo si verifica per l’Italia sarebbe un colpo durissimo».

            r. e. s.