Cisl contro Cofferati sul lavoro a tempo

09/02/2001

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Venerdì 9 Febbraio 2001
italia – politica
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Cisl contro Cofferati sul lavoro a tempo: pronti a firmare da soli

ROMA La disponibilità degli imprenditori, ribadita ieri dal presidente di Confindustria Antonio D’Amato, a firmare anche accordi separati pur di uscire dallo stallo in cui è finita la concertazione sui contratti a termine divide a metà il sindacato. Con la Cisl che si è detta pronta a firmare anche da sola e ha accusato la Cgil di «essersi rimangiata la parola» e di aver affossato la trattativa. E con la Cgil che ribadisce il suo secco no: accordi separati tra la Confindustria e una parte del sindacato sui contratti a termine «non avrebbero senso» perché comunque Governo e Parlamento dovrebbero recepire un avviso condiviso, ha detto il segretario confederale Giuseppe Casadio. Che ha anche accusato Confindustria di puntare in realtà a una «liberalizzazione totale di questo strumento».

La sfida della Cisl al sindacato guidato da Sergio Cofferati è partita ieri con una lettera indirizzata dal segretario confederale Raffaele Bonanni alla stessa Cgil, alla Uil e a tutte le associazioni imprenditoriali: la posizione di chiusura assunta sui contratti a termine dalla Cigl «rende assai difficile il raggiungimento di una intesa, con il rischio di vanificare un anno di lavoro e chiamarci fuori, come parti sociali, da una materia di nostra strettissima competenza». In mancanza di un accordo, ricorda infatti Bonanni, il recepimento della direttiva Ue in materia «resterebbe affidata esclusivamente al Governo e, per la definizione della nuove regole, al Parlamento».

Poi l’affondo: «Se la Confindustria fosse disponibile a fare un accordo che prevede il rinvio alla contrattazione collettiva per le causali e la gestione delle percentuali di lavoratori a termine utilizzabili, sarei pronto a firmare», ha detto Bonanni.

Contratti a termine, ma non solo. Tra Confindustria e Cgil ci sono, e pesano, anche le parole di D’Amato sull’allarme dell’inflazione. Il vice della Cgil, Guglielmo Epifani, si dice «stupito dall’accostamento tra l’inflazione del 2000 e i contratti pubblici» fatto ieri dal leader degli imprenditori: «Come si fa a imputare l’impennata inflazionistica anche al rinnovo dei contratti dei pubblici dipendenti — si chiede Epifani — dal momento che in molti settori le retribuzioni sono al di sotto dell’inflazione reale?». «Piuttosto — conclude — andrebbe valutato il peso che l’aumento delle tariffe ha avuto sull’inflazione. Ma di questo D’Amato non parla».

Quanto al futuro della concertazione, le parole del capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi hanno richiamato ieri commenti positivi da parte del mondo imprenditoriale. Ma tutti, come D’Amato, insistono però su un punto: lo strumento della concertazione è utile se serve a raggiungere concreti risultati sulla via della modernizzazione. Lo ha ricordato ieri Francesco Rosario Averna, responsabile per il Sud di Confindustria. Con lui anche Pietro Marzotto e Andrea Pininfarina. «Quella di Ciampi mi sembra una posizione assolutamente ragionevole — ha detto in particolare il presidente di Federmeccanica —. E noi non abbiamo alcuna intenzione di non utilizzare lo strumento della concertazione. Bisogna però che questo strumento, al di là del metodo, faccia di per sé dei progressi concreti».

—firma—R.I.