Cisl a congresso pensa alla successione

05/07/2005
    martedì 5 luglio 2005

    Pagina 33 – Economia

      il caso

        Da oggi l´assise sindacale, il segretario chiederà il rilancio della concertazione e un patto per lo sviluppo

          Cisl a congresso pensa alla successione

            ROMA – La Cisl rinuncia – per ora – all´unità sindacale con la Cgil e la Uil e si affida ad una nuova stagione di concertazione, ad un patto di legislatura che, inevitabilmente, potrà essere sottoscritto solo dopo le prossime elezioni politiche. Sono i cardini della nuova strategia («per una nuova ricostruzione del Paese») che il segretario generale Savino Pezzotta delineerà oggi al Palazzo dei congressi di Roma nella sua relazione al XV° congresso della Cisl, il secondo ma anche l´ultimo per il leader di Via Po. A dicembre del 2008 compirà i 65 anni e, per statuto, dovrà cedere la guida. Ma è possibile che lo faccia prima, magari alla conferenza organizzativa di mid-term in programma nel 2007. A chi? È questa una domanda a cui Pezzotta, infastidito, non risponde. Come ieri, durante la conferenza stampa di presentazione del congresso: «L´unica cosa certa è che mi candido a segretario generale e con me si candida tutta la segreteria attuale. Il futuro è nella mani del signore, provvederà, provvederà».

            Il tentativo di Pezzotta è quello di sottrarsi alla tradizione cislina che vede il segretario uscente indicare il suo successore. Per il quale la rosa di nomi è, al momento ristrettissima: da una parte Raffaele Bonanni, abruzzese, aderente alla comunità dei catecuminali, considerato un uomo ancora molto legato all´ex leader della Cisl Sergio D´Antoni; dall´altra il veneziano Pier Paolo Baretta, socialista di formazione, proveniente dall´area della sinistra cislina. Il primo ha con sé il consenso di alcune categorie importanti (dal pubblico impiego agli edili, al commercio) e di alcune Regioni di forte insediamento cislino (dal Lazio alla Sicilia, alla Puglia). Con Baretta sta quella che una volta era la minoranza dei "carnitiani": i metalmeccanici, i tessili, una parte del Veneto, gli alimentaristi. Nessuno dei due però sembra aver la maggioranza, anche se il vantaggio di Bonanni appare consistente. Ma il vero king maker – al di là della sua ritrosia a parlarne – sarà proprio Pezzotta. I cui rapporti con Bonanni vengono descritti freddi, densi di reciproca diffidenza. Nessuno scommette su una possibile designazione di Bonanni da parte di Pezzotta che, al contrario, ha rafforzato negli ultimi due anni, quelli successivi al contestato Patto per l´Italia, il suo rapporto proprio con Baretta.

          (r.ma.)