Cisl a congresso con oltre 4 milioni di iscritti

18/03/2005
    venerdì 18 marzo 2005

      Pezzotta: «Cresciamo, nonostante i fischi e le beghe». Le assise della confederazione si terranno a Roma dal 5 all’8 luglio
      Cisl a congresso con oltre 4 milioni di iscritti

        ROMA «Nonostante i fischi e le beghe, cresciamo». Savino Pezzotta ha voluto presentare così i risultati del tesseramento della Cisl che ha chiuso il 2004 con l’1,84% di iscritti in più, raggiungendo quota 4milioni 260.937. Sono i lavoratori attivi a crescere maggiormente con un incremento del 2,49% a fronte dei pensionati aumentati dell’1,35%. «In valore assoluto si tratta del dato più alto mai raggiunto», ha spiegato il responsabile dell’organizzazione Giorgio Betti facendo notare che per i lavoratori attivi si è tornati al livello del 1986, prima che le tessere cominciassero a mancare sulla scia delle grandi riorganizzazioni industriali. Per il decimo anno ancora in crescita quindi, con qualche novità: le affermazioni del sindacato che rappresenta gli interinali (Alai) che segna +13,86% e quello dei lavoratori non dipendenti del commercio e dei servizi del Clacs (agenti di commercio, venditori ambulanti, edicolanti) che chiudono a +12,2%. E poi il settore delle costruzioni (Filca) con +6%. Flettono invece il settore dell’elettricità -7,2%, quello dell’energia, moda e chimica, -1,2%, il credito – 0,4%. I lavoratori stranieri rappresentano il 7,2% dei lavoratori attivi (150.630), i pensionati sono 2milioni 170mila.

          «Nonostante i fischi e nonostante non sia comodo essere un sindacato autonomo la Cisl è in crescita», ha commentato il leader ricordando le recenti contestazioni subite a Roma nel corso della manifestazione Fiat. Parole dirette ai contestatori, certo, ma anche a chi – come nel governo – va sostenendo da tempo il presunto declino del sindacato italiano, e la crisi della sua rappresentatività. «Ricordo che l’iscrizione al sindacato si paga – ha sottolineato Pezzotta – e il fatto che in questo momento di crisi le adesioni aumentino significa che tra i ceti popolari si guarda al sindacato come uno strumento in grado di difendere e rappresentare le proprie esigenze». Fornendo tabelle di comparazione, settore per settore, la Cisl ha tenuto anche ad evidenziare che cresce più della Cgil che ha chiuso il 2004 a +1,30%.

            È l’orgoglio che ci vuole per affrontare il percorso congressuale che si concluderà in luglio. Una partita non facile per Pezzotta che indiscrezioni vogliono a gestire una dialettica interna molto più che vivace. Il nodo, almeno formalmente, è quello che le tesi congressuali definiscono il «pluralismo convergente» con Cgil e Uil, «convergenze» che parti della confederazione vedono in contraddizione con la natura «partecipativa» del sindacato cislino. Tradotto, si teme uno schiacciamento sulle posizioni della Cgil: «Cerchiamo convergente, ma è fuori dal mondo pensare ad una Cisl subordinata alla Cgil», ha chiarito Pezzotta che tuttavia non ha negato le diversità di vedute. «C’è dialettica vivace, come in tutte le organizzazioni». Le tesi – peraltro approvate all’unanimità – «sono comunque aperte». La bussola resta però quella dell’autonomia, dalla politica e nel rapporto con le altre due confederazioni. In proposito il segretario della Cisl dice: «Siamo come i porcospini in inverno, se fa freddo stanno vicini per scaldarsi, ma non troppo altrimenti si pungono», «siamo distinti, ma non distanti».

              fe.m.