Cisalpina rimane senza dote

14/05/2004



 
 
 
 
ItaliaOggi Turismo
Numero 115, pag. 18 del 14/5/2004
Autore: di Massimo Galli
 
Cisalpina rimane senza dote
 
Il presidente del t.o. torinese: procederemo da soli nello sviluppo dell’incoming
Rotte le trattative per l’ingresso del nuovo socio
 
È sfumato l’accordo per l’ingresso in Cisalpina tours di un nuovo socio. Le trattative con Virtus capital partners, un fondo di private equity con sedi a Torino e Milano appartenente al gruppo Virtus holding, si sono rotte. Ora la società guidata da Pasquale Chianello, da tempo in cerca di capitali freschi per potenziare lo sviluppo della divisione incoming, proseguirà il proprio viaggio da sola.

´Virtus ci era stata presentata da Ubm in qualità di intermediario’, spiega Chianello, che di Cisalpina è presidente e azionista di maggioranza. ´Loro sarebbero entrati in Cisalpina con un investimento di 8-10 milioni di euro, con una quota pari al 30% del capitale. Noi avevamo espresso il desiderio di svilupparci all’estero, aprendo uffici nelle principali città europee’.

I progetti parlavano di sedi a Parigi, Londra, Francoforte, Amsterdam e Madrid. Un’idea in cui Chianello credeva (e crede tuttora) fermamente, e che sembrava concretizzarsi. ´Eravamo a buon punto nella trattativa’, spiega il presidente di Cisalpina tours. ´Poi tutto è saltato perché non c’era condivisione sulle modalità di utilizzo dei soldi. Noi volevamo puntare tutto sullo sviluppo all’estero, mentre Virtus intendeva agire anche sul mercato interno, cercando l’opportunità di acquisizioni’.

Questione di strategia, dunque, perché, secondo Chianello, ´per noi l’incoming, se portato avanti bene, rappresenta il settore più sicuro e garantito’. A questo punto, la decisione è stata drastica: meglio soli piuttosto che imboccare controvoglia un percorso scelto da altri.

Ma questo non comporta un forte ridimensionamento dei progetti iniziali? ´Più che di ridimensionamento, parlerei di fare cose alla nostra portata’, ribatte il presidente della società torinese. ´Abbiamo a disposizione un paio di milioni di euro, faremo un investimento più tranquillo. Noi le nostre sedi le apriremo ugualmente, magari con meno personale, e ci sarà un piccolo allungamento sui tempi’.

Niente salti nel buio, dunque. Del resto, taglia corto Chianello, ´non amo l’indebitamento bancario’. In ogni caso, il numero uno di Cisalpina lascia la porta aperta a eventuali nuovi investitori, ´per condividere l’obiettivo importante di sviluppare più velocemente un ramo d’azienda’.

Intanto, nel primo quadrimestre, Cisalpina ha registrato un fatturato di 133 milioni di euro, in crescita rispetto ai 109 milioni di un anno fa. ´Siamo oltre le aspettative’, sottolinea il presidente, ´la prospettiva è di una crescita di almeno il 20% nel 2004, arrivando a 420 milioni’. Chianello non fornisce altri numeri, parlando di una redditività ´sicuramente migliore’ a fine anno. Da un paio di mesi Cisalpina ha introdotto una fee media del 6% sui biglietti venduti nel businesss travel per compensare i mancati introiti delle commissioni da biglietteria, pari a 10 milioni annui. ´Il primo trimestre ha chiuso un ciclo, il secondo ne apre un altro’, spiega Chianello. ´L’importante è recuperare quei soldi. In corso d’opera, se sarà il caso, aggiusteremo il tiro sulla percentuale della fee’. Infine, per quanto riguarda Alitalia, Chianello parla di ´qualche problema per noi, dovuto all’incertezza di avere notizie in tempo utile’, ma si dice ottimista sull’opera di salvataggio del neo-presidente Cimoli. (riproduzione riservata)