Cisalfa passa a Investitori Associati

25/07/2006
    marted� 25 luglio 2006

      Pagina 37 – Economia

        L�OPERAZIONE

          Il fondo perfeziona l�acquisto della prima catena italiana di negozi di articoli sportivi

            Cisalfa cambia proprietario e passa a Investitori Associati

              MILANO – Prima l�iniziativa che li ha portati a rilevare – seppur in cordata con altri – il polo formato da Rinascente e Upim. E ora la nuova avventura nel settore abbigliamento e grande distribuzione. Dopo il via libera dell�Antitrust, ieri Investitori associati ha annunciato in via definitiva l�acquisizione di Cisalfa Sport, la principale catena italiana per la vendita al dettaglio di articoli sportivi. Investitori Associati – il fondo italiano di private equity guidato da Dario Cossutta, Stefano Miccinelli e Antonio Tazartes – � cos� diventato l�azionista di maggioranza di Cisalfa, avendo rilevato il 67,5% delle quote; il rresto del capitale � nelle mani per il 3,5% dei manager e per il 29% della famiglia Mancini, fondatori della societ� pi� di venti anni fa.

              Cisalfa ha conosciuto uno sviluppo considerevole nelle ultime stagioni, anche grazie alle difficolt� di qualche concorrente. Negli ultimi tre anni la crescita � stata intorno al 33%, con nuovi 1.000 posti di lavoro su un totale di 2.500. Questo grazie alla politica di acquisizioni che li ha portati nel tempo a rilevare catene pi� o meno grandi come Germani, Este, Milanesio, Rigoni e Longoni, arrivando agli attuali 160 punti vendita in tutta Italia. Una crescita costante che le consente da sei anni di far parte delle 500 aziende europee che possono vantare il miglior ritmo di crescita. Il bilancio 2005 ha visto Cisalfa chiudere con un giro d�affari di 427 milioni, un margine operativo lordo di 36 milioni e un utile netto di 6,7 milioni.

              Per Investitori Associati � la seconda volta nel settore retail. All�inizio del 2005, in cordata con Pirelli Real Estate, Deutsche Bank e la famiglia Borletti si era assicurata per 870 milioni di euro il controllo di Upim e Rinascente, cedute da Ifil in cerca di liquidit� da investire nel rilancio della Fiat.