Cis, il modello inglese di Giovanni Consorte

06/10/2005

      lunedì 3 ottobre 2005

    Pagina 7

      Compagni scalatori

        Cis, il modello inglese di Giovanni Consorte

        Si chiama Cfs, Cooperative Financial Services: è la conglomerata inglese a cui si è ispirato Giovanni Consorte per l’integrazione Unipol-Bnl.

        I punti in comune tra il gruppo mutualistico di Manchester e quello emiliano sono diversi: il Cfs è nato ed è controllato dalle potenti cooperative di consumo inglesi e scozzesi (Cooperative Group) e il risultato della fusione di una banca (la Cooperative bank) e di un’assicurazione: la Cis (Cooperative Insurance). Consorte cita spesso i cugini del Cis. Il caso va sotto il nome di «Lanica Affair» ed è passato alla storia come il primo e unico tentativo di scalata ostile da parte di un privato a un gruppo cooperativo.

        A orchestrare il take over del Cooperative Group (allora Cws) è stato il raider Andrew Regan attraverso una holding apposita: il Lanica Trust. Regan propose al board del Cws 1,2 miliardi di sterline, a patto che il gruppo solidale riunisse l’assemblea dei soci e cambiasse forma giuridica, diventando una spa. Ma Regan non rivelò il suo scopo: fare a pezzi il gruppo delle cooperative vendendo gli asset non strategici (i negozi) per mettere le mani sui tesori: e cioè la Cooperative Bank e la Cis.

        Il pressing sui soci durò oltre un anno ma fallì. Un video recapitato alla magistratura poche ore prima dell’assemblea incastrò Regan che riceveva documenti riservati da parte di un membro del consiglio, Allan Green. L’affare Lanica fu bloccato e Regan e i consulenti della Hambros Bank finirono sotto processo per truffa e corruzione.

        La vicenda portò il parlamento inglese ad approvare una legge, nel 2002, per blindare lo statuto delle cooperative contro i tentativi di demutualizzazione. Probabilmente, quando Consorte ha stretto le maglie della catena di controllo di Unipol (Holmo-Finsoe-Ariete), ha riflettuto su quello che accadde ai cugini del Cis nel ’97 .

          ROBERTA SCAGLIARINI