Circolare Ministero delle finanze 8-06-2000, n. 120/e

Ministero delle finanze
Circ. 8-6-2000 n. 120/E
Articolo 5 del D.L. 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla L. 28 novembre 1996, n. 608 – Contratti di riallineamento retributivo.
Emanata dal Ministero delle finanze, Dipartimento delle entrate, Direzione centrale per l’accertamento e per la programmazione.

L’articolo 5 del decreto legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, successivamente modificato dall’articolo 23 della legge 24 giugno 1997, n. 196, nonché dall’articolo 75 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, ha introdotto disposizioni in materia di contratti di riallineamento retributivo predisposti in ambito provinciale, al fine sia di salvaguardare i livelli occupazionali, sia di consentire la regolarizzazione contributiva e fiscale. Destinatarie del provvedimento sono le imprese operanti nei territori di cui all’articolo 93, paragrafo 3, lettera a), del trattato istitutivo della Comunità europea.

Il suddetto articolo 5 prevede il pagamento, senza interessi e senza sanzioni, delle ritenute o delle maggiori ritenute non operate dalle imprese di cui sopra, entro il secondo trimestre solare successivo alla stipula del contratto aziendale di recepimento degli accordi sottoscritti a livello provinciale, in modo da consentire la regolarizzazione agevolata dei rapporti tributari pendenti.

Successivamente, con decreto ministeriale 27 settembre 1999, n. 338, è stato adottato il regolamento concernente l’individuazione del contenuto, dei termini e delle modalità per la presentazione delle dichiarazioni integrative relative alle ritenute non versate e per il pagamento delle somme dovute.

Infine, con decreto direttoriale 24 dicembre 1999, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 306 del 31 dicembre 1999, sono stati definiti i codici tributo da utilizzare per il versamento delle ritenute ed è stato approvato il modello di dichiarazione integrativa, definendo anche le scadenze per i pagamenti connessi, secondo il seguente prospetto:

- contratti stipulati nel primo trimestre 1999: versamenti entro il 30 settembre 1999 (III trim. 1999)

- contratti stipulati nel secondo trimestre 1999: versamenti entro il 31 dicembre 1999 (IV trim. 1999)

- contratti stipulati nel terzo trimestre 1999: versamenti entro il 31 marzo 2000 (I trim. 2000)

- contratti stipulati nel quarto trimestre 1999: versamenti entro il 30 giugno 2000 (II trim. 2000)

Poiché l’articolo 75, comma 3, della legge n. 448 del 1998 ha previsto un arco temporale di 12 mesi, decorrenti dal 1° gennaio 1999, per la stipula dei contratti aziendali di recepimento degli accordi di riallineamento retributivo, il requisito essenziale affinché le imprese possano definire in via agevolata i rapporti tributari già sorti è costituito dalla stipula entro il 1999 dei predetti contratti aziendali di recepimento.

Considerato che il suddetto decreto direttoriale è stato pubblicato l’ultimo giorno utile per effettuare il pagamento sia delle somme relative ai contratti stipulati nel secondo trimestre 1999, sia di quelle riferite ai contratti stipulati nel primo trimestre 1999, le sole imprese che, pur avendo recepito entro i termini i contratti di riallineamento retributivo, non hanno potuto dar corso alla regolarizzazione dei rapporti tributari, potranno usufruire della scadenza del 30 giugno 2000, senza corresponsione di alcuna penalità.

L’impresa, qualora adotti il pagamento rateale (nel massimo di quaranta rate trimestrali di pari importo, al quale saranno aggiunti gli interessi previsti dall’articolo 20 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241) provvederà al versamento contestuale delle rate già scadute in base ai termini decorsi, senza corrispondere gli interessi.

Entro lo stesso termine del 30 giugno sarà, ovviamente, presentata la prevista dichiarazione integrativa.

Gli effetti della regolarizzazione, derivanti dall’effettuazione dei versamenti e dalla contemporanea presentazione della dichiarazione integrativa, sono previsti dal comma 3-ter e seguenti dell’articolo 5 del decreto legge n. 510 del 1996; in particolare, il comma 3-ter dispone l’esclusione della punibilità per i reati previsti dal decreto legge 10 luglio 1982, n. 429, convertito dalla legge 7 agosto 1982, n. 516. Tale esclusione, ammessa nel limite delle somme integrate, va ora riferita ai reati previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, recante la nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi ed imposta sul valore aggiunto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 marzo 2000 ed in vigore dal 15 aprile 2000.

Inoltre, a norma del successivo comma 3-quater, all’impresa è preclusa la rivalsa delle ritenute versate a seguito della regolarizzazione, nei confronti dei percettori dei compensi cui le ritenute stesse si riferiscono. Riguardo ai percettori, invece, lo stesso comma dispone che l’Amministrazione finanziaria non può procedere ad accertamento nei loro confronti; tale previsione s’intende riferita all’accertamento inerente le sole retribuzioni non dichiarate, ma risultanti dalla regolarizzazione effettuata dall’impresa presso la quale prestavano il proprio lavoro.

Stabilisce infine il medesimo comma che le dichiarazioni integrative presentate non costituiscono titolo per la deducibilità, ai fini delle imposte sui redditi, dei connessi versamenti effettuati; mentre, i maggiori costi emersi, rappresentati dalle retribuzioni imponibili indicate nella dichiarazione integrativa, ma a suo tempo non dichiarate, non assumono rilevanza a tutti gli effetti tributari. Da tale ultima previsione consegue che i competenti uffici non potranno utilizzare i maggiori costi in argomento ai fini dell’accertamento (assumendoli, cioè, quali dati per la ricostruzione del volume d’affari o dei ricavi attraverso i parametri di cui alla legge 28 dicembre 1995, n. 549, ovvero per l’applicazione degli studi di settore). La presentazione della dichiarazione integrativa non potrà nemmeno costituire argomento di prova per supportare l’accertamento.

Il comma 3-quinquies ammette alla regolarizzazione, ed ai conseguenti effetti fin qui descritti, anche le imprese nei cui confronti sono state già rilevate violazioni; queste ultime dovranno intendersi relative agli adempimenti del sostituto d’imposta e riferite alle fattispecie indicate nella dichiarazione integrativa.

Le violazioni saranno perciò definite a seguito della presentazione della stessa dichiarazione integrativa e l’esecuzione dei corrispondenti versamenti. Come espressamente specificato, non si farà luogo al rimborso di somme, a qualsiasi titolo in precedenza versate, allo scopo di definire le violazioni contestate.

Poiché la regolarizzazione in argomento deve avvenire determinando i versamenti secondo quanto stabilito dal comma 3-bis del più volte citato articolo 5 del decreto legge n. 510 del 1996 (ritenute calcolate sulla medesima base imponibile contributiva stabilita dal comma 4 dell’articolo 5), si ritiene che le violazioni già rilevate restino definite, a seguito dell’intervenuta regolarizzazione, anche se collegate ad imponibili maggiori di quelli oggetto della dichiarazione integrativa.

A tal proposito, il secondo periodo del predetto comma 3-quinquies prevede la definizione, sempre a seguito della regolarizzazione, delle controversie pendenti nonché di quelle instaurate fino al termine fissato per la presentazione della dichiarazione integrativa (secondo quindi le scadenze distinte nel decreto direttoriale 31 dicembre 1999); come precisato a proposito delle violazioni già rilevate, anche le "controversie" vanno individuate con riferimento alle fattispecie oggetto della regolarizzazione.

Poiché ora la data del 30 giugno 2000 è valida per gli adempimenti delle imprese che hanno stipulato i contratti aziendali di recepimento nel primo e nel secondo trimestre 1999, si ritiene che tale termine valga anche per identificare, solo per queste imprese, le controversie instaurate e definibili ai sensi del comma 3-quinquies.

Le Direzioni regionali delle entrate sono pregate di dare la massima diffusione al contenuto della presente circolare

Il Direttore generale