Circolare Inps 9-08-1991, n. 211

Circolare Inps 9-08-1991, n. 211
DIREZIONE CENTRALE PER I CONTRIBUTI

Norme in materia di Cassa integrazione, mobilita’, trattamenti
di disoccupazione, attuazione di direttive della Comunita’
Europea, avviamento al lavoro ed altre disposizioni in
materia di mercato del lavoro.

La Gazzetta Ufficiale n. 175 del 27.7.1991 supplemento
ordinario n. 43 – ha pubblicato la legge del 23.7.1991, n.
223 che entra in vigore dall’11.8.1991, avente per oggetto:
norme in materia di Cassa Integrazione, mobilita’, tratta-
menti di disoccupazione, attuazione di direttive della
Comunita’ Europea, avviamento al lavoro ed altre disposi-
zioni in materia di mercato del lavoro.
Il complesso di norme introduce profonde innovazioni
nelle materie citate sia sul piano delle erogazioni dei
trattamenti sia sul versante delle contribuzioni, argomento
quest’ultimo oggetto delle presenti disposizioni.
Infatti al contributo dello 0,90% gia’ previsto dalla
legge 29 dicembre 1990, n. 407 per le finalita’ di cui
all’art. 2 della legge n. 1115/68, si aggiungono nuove con-
tribuzioni per finanziare l’estensione agli impiegati del
trattamento ordinario di Cassa Integrazione (art. 14, comma
2) e l’erogazione delle indennita’ di mobilita’ (art. 7,
comma 11 ed art. 16, comma 2 lett. a).

1) CONTRIBUTO PER IL FINANZIAMENTO DEL TRATTAMENTO ORDINARIO
DI CASSA INTEGRAZIONE
L’art. 14, comma 2, della legge in esame estende agli
impiegati ed ai quadri il trattamento di cui trattasi gia’
vigente per gli operai dell’industria, per gli operai
agricoli, per gli operai delle aziende industriali e arti-
giane dell’edilizia ed affini, nonche’ delle aziende eser-
centi l’attivita’ di escavazione di materiali lapidei.
Pertanto, a decorrere dall’1.8.1991, e’ dovuto anche
per gli impiegati (compresi i viaggiatori e piazzisti) ed i
quadri di tali settori il contributo CIG gia’ versato per
gli operai ed attualmente ammontante per le imprese indu-
striali al 2,20% della retribuzione imponibile, ovvero
all’1,90 % per le aziende che occupano fino a 50 dipendenti;
al 5,20 % per le imprese industriali ed artigiane dell’edi-
lizia; al 3,70 % per le imprese industriali ed artigiane
esercenti l’attivita’ di escavazione di materiali lapidei;
all’1,50 % per le aziende agricole, fatta eccezione per le
cooperative agricole che trasformano, manipolano e commer-
cializzano prodotti agricoli e zootecnici per i dipendenti
con contratto a tempo indeterminato per i quali, ai sensi
dell’art. 3 della legge 11 giugno 1984, n. 240, si applicano
le disposizioni del settore industriale.

2) CONTRIBUTO PER IL FINANZIAMENTO DEL TRATTAMENTO STRAORDINARIO
DI CASSA INTEGRAZIONE
La legge in esame modifica il campo di intervento del
trattamento straordinario della Cassa Integrazione, gia’
illustrato nella circolare n. 19 del 25 gennaio 1991: da un
lato infatti estende (art. 12) tale intervento sia alle
imprese commerciali con piu’ di duecento dipendenti (il
limite occupazionale era di 1000 ai sensi dell’art. 23 della
legge n. 155/81), sia all’imprese artigiane dell’indotto che
abbiano, nel biennio precedente la domanda, un influsso
gestionale prevalente da parte di una impresa rientrante
nella disciplina dell’intervento straordinario di integra-
zione salariale; dall’altro lato ridimensiona il campo di
intervento, perche’ introduce all’art. 1, primo comma, un
limite occupazionale – temporale di piu’ di 15 dipendenti
nel semestre precedente la domanda di ammissione al tratta-
mento straordinario di intervento salariale.
Nella determinazione del numero dei dipendenti occupati
vanno ricompresi i lavoratori di qualunque qualifica,
(lavoranti a domicilio, dirigenti, ecc.) ed anche, per
espressa previsione legislativa di cui all’art. 1, primo
comma, gli apprendisti e gli assunti con contratti di
formazione (salvo quanto in prosieguo precisato per le
imprese commerciali) che sono invece esclusi – per fatti-
specie diverse da quella contemplata dalla norma in esame -
dal computo dei limiti numerici previsti da legge o con-
tratti collettivi di lavoro, per l’applicazione di partico-
lari normative od istituti. Il lavoratore assente ancorche’
non retribuito (es. per servizio militare, gravidanza e
puerperio) e’ escluso dal computo dei dipendenti solo nel
caso in cui in sua sostituzione sia stato assunto altro
lavoratore; ovviamente in tal caso sara’ computato il
sostituto.
Quanto sopra esposto comporta una riconsiderazione dei
soggetti tenuti all’obbligo di corrispondere il contributo
dello 0,90% previsto dall’art. 9 della legge n. 407/90, in
quanto parte delle imprese (gia’ elencate nella circolare n.
19 del 25 gennaio 1991) cessano di essere contemplate dalla
disciplina dell’intervento straordinario della Cassa Inte-
grazione, mentre altre categorie entrano a farne parte.
Si evidenzia in primo luogo che il requisito occupa-
zionale, parametrato su un arco temporale di sei mesi, puo’
comportare una fluttuazione dell’obbligo contributivo, nel
caso di oscillazione del numero delle unita’ occupate in
piu’ o meno di quindici: in tal caso la decorrenza dell’ob-
bligo sussiste dal primo periodo di paga successivo al
semestre nel quale sono stati occupati, in media, piu’ di
quindici dipendenti, compresi, come gia’ chiarito, appren-
disti ed assunti con contratti di formazione.
La norma di cui all’art. 1, primo comma, considera il
requisito occupazionale (piu’ di quindici dipendenti) nel
semestre precedente la data della richiesta di intervento
straordinario di integrazione salariale; specifica inoltre
che, nel caso che detta richiesta sia presentata prima che
siano trascorsi sei mesi dal trasferimento di azienda, tale
requisito deve sussistere, per il datore di lavoro suben-
trante, nel periodo decorrente dalla data del predetto
trasferimento.
La precisa indicazione del riferimento temporale
comporta che, nel determinare la media occupazionale, devono
essere ricompresi nel semestre anche i periodi di sosta di
attivita’ e di sospensioni stagionali; per le aziende di
nuova costituzione il requisito, analogamente ai casi di
trasferimento di azienda, si determinera’ in relazione ai
mesi di attivita’, se inferiori al semestre.
Per il primo mese di attivita’ si fara’ riferimento
alla forza occupazionale di detto mese.
Pertanto, a decorrere dal periodo di paga in corso alla
data dell’11.8.1991 (dall’1.4.1991 per le imprese di cui al
successivo punto c) il contributo dello 0,90% di cui
all’art. 9 della legge n. 407/90 e’ dovuto:
a) dalle aziende industriali, comprese quelle edili ed
affini, con forza occupazionale media nel semestre prece-
dente superiore a 15 dipendenti, individuate con i criteri
gia’ esposti nella circolare n. 19 del 25 gennaio 1991;
b) dalle cooperative agricole che trasformano, manipolano e
commercializzano prodotti agricoli e zootecnici per i
dipendenti con contratto a tempo indeterminato (ai fini del
requisito occupazionale dei 15 dipendenti si computano anche
i soci lavoratori);
c) a decorrere dal 1 .4.1991 (cfr. art. 12) dalle imprese
artigiane, comprese quelle edili, con forza occupazionale
media nel semestre precedente superiore alle 15 unita’, che
abbiano nel biennio precedente superato il 50 % del fattu-
rato nei confronti di un’impresa rientrante nella disciplina
dell’intervento straordinario della Cassa Integrazione,
secondo quanto emerge dall’elenco dei clienti e dei forni-
tori di cui all’art. 29 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633,
come sostituito dall’art. 11 del DPR 30 dicembre 1980, n.
897.
Ai fini dell’identificazione delle imprese artigiane inte-
ressate, occorre tenere presente (art. 12, 2 comma) che le
commesse devono avere per oggetto l’esecuzione di opere
o la prestazione di servizi o la produzione di beni o
semilavorati costituenti l’oggetto dell’attivita’ produttiva
o commerciale dell’impresa committente; inoltre il 50% di
cui sopra deve essere fatturato nei confronti di una sola
impresa.
Quanto alla determinazione del requisito occupazionale, si
precisa che devono essere compresi anche i dipendenti che,
ai sensi dell’art. 4 della legge 8 agosto 1985, n. 443 (cfr.
circolare C e V n. 731 del 29.9.87) sono invece esclusi dal
computo dei limiti dimensionali dell’impresa artigiana;
d) dalle aziende con forza occupazionale media nel semestre
precedente superiore ai 15 dipendenti, appaltatrici di
servizi di mensa o ristorazione presso imprese industriali,
ai sensi dell’art. 23 della legge n. 155/81.
Il requisito occupazionale deve sussistere per l’azienda
appaltatrice; e’ quindi ininfluente la coesistenza di piu’
appalti presso aziende appartenenti a settori di attivita’
interessati o meno all’intervento straordinario dell’inte-
grazione guadagni (es. industria e credito);
e) dalle imprese commerciali in senso stretto, vale a dire
le imprese contraddistinte dai codici statistico – contri-
butivi 7.01.XX e 7.02.XX che occupino piu’ di 200 dipenden-
ti.
Per tali categorie di imprese, il superamento del limite
occupazionale dei 200 dipendenti determina l’obbligo con-
tributivo per ciascun mese nel quale si realizza tale
condizione.
Al riguardo si precisa che a dette imprese – non destinata-
rie dell’art. 1, primo comma – non e’ applicabile la deroga,
in tale comma contenuta, sulla computabilita’ degli appren-
disti e degli assunti con contratto di formazione e lavoro,
nella quantificazione dei dipendenti occupati.
Pertanto tali categorie di lavoratori non saranno calcolati
ai fini del limite dimensionale dei 200 dipendenti (cfr.
anche circolare n. 19 del 25 gennaio 1991).

3) CONTRIBUZIONE PER IL FINANZIAMENTO DELL’INDENNITA’ DI
MOBILITA’
La legge 23 luglio 1991, n. 223 prevede la costituzione
della lista di mobilita’ (art. 6) nella quale sono iscritti
- esperite le procedure di cui agli artt. 4 e 5 – i lavora-
tori che, dopo l’ammissione al trattamento straordinario di
Cassa Integrazione, non possono essere reimpiegati, ovvero
che siano stati licenziati, nei casi previsti dall’art. 24,
per riduzione o trasformazione di attivita’ o cessazione
della stessa.
L’art. 7, comma 11, e l’art. 16, comma 2, lett. a,
introducono, a decorrere dal periodo di paga in corso all’-
11.8.1991, due contributi finalizzati al finanziamento
dell’indennita’ corrisposte ai lavoratori posti in mobili-
ta’; con la stessa decorrenza non e’ piu’ dovuto dalle
imprese industriali diverse da quelle edili il contributo
dello 0,30% di cui all’art. 9, 2 comma, lett. a della legge
n. 1115/68, abrogato dal quarto comma dell’art. 16 gia’
citato. Continua a sussistere l’obbligo del versamento della
somma di cui all’art. 9, 2 comma, lett. b, della legge n.
1115/68 per i licenziamenti intimati prima della data di
entrata in vigore della presente legge.
Il contributo di cui all’art. 16, comma 2, lett. a
(0,30 %) e’ stabilito in via permanente, mentre il contri-
buto di cui all’art. 7, comma 11, e’ un contributo transi-
torio ed e’ dovuto nella misura dello 0,35%, fino al periodo
di paga in corso al 31 dicembre 1991, e nella misura dello
0,43 %, fino al periodo di paga in corso al 31 dicembre
1992.
Il comma 11 del citato articolo 7 esonera contem-
poraneamente i datori di lavoro, tenuti al versamento del
suddetto contributo transitorio, per i periodi corrispon-
denti e per i corrispondenti punti di aliquota percentuale,
dal versamento del contributo a loro carico (0,70 %) per la
GESCAL; conseguentemente i datori di lavoro tenuti al
versamento del contributo GESCAL verseranno fino al periodo
di paga in corso al 31 dicembre 1991, per la quota a proprio
carico, un contributo pari allo 0,35 %, e per il periodo di
paga in corso fino al 31 dicembre 1992, un contributo pari
allo 0,27 %. Rimane ovviamente invariata nella misura dello
0,35 % la contribuzione a carico del lavoratore.
- Campo di applicazione
I contributi di cui all’art. 7, comma 11 e all’art. 16,
comma 2, lett.a sono calcolati sulle retribuzioni
assoggettate al contributo integrativo per l’assicurazione
obbligatoria contro la disoccupazione involontaria e sono
dovuti dalle imprese, diverse da quelle edili, destinatarie
dell’intervento straordinario di Cassa Integrazione.
Le aziende obbligate sono pertanto quelle elencate al
paragrafo 2 (contribuzione per il finanziamento del tratta-
mento straordinario di Cassa Integrazione), con l’eccezione
delle imprese edili sia industriali che artigiane.
I contributi in discorso vanno calcolati sul monte
retributivo complessivo assoggettato all’assicurazione
contro la disoccupazione involontaria, nel quale vanno
quindi comprese anche le retribuzioni corrisposte ai diri-
genti, lavoranti a domicilio, ecc, indipendentemente dalla
circostanza che, in ragione della qualifica o delle pecu-
liarita’ che contraddistinguono il rapporto, i lavoratori
possano o meno beneficiare dei relativi trattamenti.
In particolare, si rileva che sono esclusi dalle
contribuzioni in discorso: gli apprendisti; i lavoratori con
contratto di formazione e lavoro limitatamente a quelli per
i quali, secondo le norme in vigore, la contribuzione a
carico del datore di lavoro e’ assolta nella misura del
contributo settimanale previsto per gli apprendisti; altre
categorie particolari per le quali sia previsto parimenti il
beneficio del contributo ridotto per gli apprendisti.

4) CODIFICA DELLE AZIENDE E ADEMPIMENTI DA PARTE DEI DATORI
DI LAVORO
La modifica introdotta dalla nuova normativa in materia
di intervento straordinario di integrazione salariale ed il
conseguente assoggettamento al nuovo regime contributivo
comportano la necessita’ di individuare, ai fini del con-
trollo delle denunce aziendali, anche nell’ambito di appar-
tenenza dello stesso settore, le aziende soggette o meno
alla nuova disciplina.
In particolare assume rilevanza il controllo del
requisito occupazionale di oltre 15 dipendenti, da valutare
con riferimento ai lavoratori occupati mediamente nel
semestre precedente il mese cui si riferisce la denuncia
contributiva ovvero, per le imprese commerciali, il requi-
sito occupazionale di 200 dipendenti, da valutare in ciascun
mese cui si riferisce la denuncia.
Al fine di semplificare gli adempimenti in ordine alla
determinazione del requisito occupazionale, l’accertamento
dello stesso sara’ effettuato dalla procedura di controllo
delle denunce aziendali sulla base del "numero di dipendenti
occupati" denunciati dalle aziende nel quadro "A" del mod.
DM10/2. Al riguardo e’ necessario che le aziende, ai fini
della compilazione del campo "numero dipendenti occupati"
del quadro "A", si attengano scrupolosamente ai criteri
illustrati nel precedente punto 2. Peraltro, per le imprese
commerciali, il dato da indicare nel citato campo del quadro
"A" deve comunque comprendere anche gli apprendisti ed i
lavoratori assunti con contratto di formazione.
Le aziende strutturate in piu’ cantieri, stabilimenti o
filiali dislocati nella stessa provincia o in province
diverse ovvero le aziende che operano comunque con piu’
posizioni contributive, qualora il requisito occupazionale
si realizzi con il computo dei lavoratori denunciati su
altra posizione, dovranno comunicare la circostanza stessa
alla Sede dell’INPS di competenza, ai fini dell’attribuzione
sulla posizione con numero di dipendenti inferiore al
limite, del codice di autorizzazione "3Y" di nuova istitu-
zione.
Le aziende artigiane dell’indotto, per le quali ricor-
rono i requisiti di cui alla lettera c) del precedente punto
2, dovranno presentare apposita dichiarazione attestante la
sussistenza delle condizioni richieste.
Per quanto riguarda la codifica da apportare a cura
delle Sedi si forniscono le seguenti precisazioni sull’uti-
lizzo dei codici di autorizzazione riguardanti la contribu-
zione CIG.
4.1. I codici di autorizzazione 1D, 1E e 1F assumono dal 1
agosto 1991 anche il significato di esclusione dalla
contribuzione prevista in materia di intervento straordina-
rio di integrazione salariale e di mobilita’. Detti codici
continueranno ad essere utilizzati nelle sole ipotesi
previste nel "Manuale di istruzioni in materia di iscrizione
e classificazione delle aziende", allegato alla circolare
n.218 del 28 ottobre 1988.
4.2. Alle aziende industriali potenzialmente soggette alla
CIG straordinaria e alla mobilita’, ma escluse dall’appli-
cazione della normativa stessa per effetto del mancato rag-
giungimento del requisito occupazionale di cui all’art. 1
della L. 223/91, non deve essere attribuito alcun codice di
esclusione in quanto, sulla base del dato occupazionale
indicato dall’azienda, saranno disattivati i contributi per
la CIG straordinaria e per la mobilita’.
4.3. Alle aziende industriali dell’edilizia soggette alla
CIG straordinaria, ma escluse per legge dall’applicazione
dei contributi per le indennita’ di mobilita’, non deve
essere attribuito alcun codice di esclusione, in quanto la
stringa contributiva di dette aziende non prevede i contri-
buti per la mobilita’, ne’, analogamente a quanto precisato
al punto 4.2., deve essere attribuito alcun codice di
esclusione per il mancato raggiungimento del requisito
occcupazionale di cui all’art. 1 della L. 223/91.
4.4. Il codice di autorizzazione "3X", che assume dal 1
agosto 1991 il nuovo significato di "Azienda soggetta alla
disciplina in materia di intervento straordinario di inte-
grazione salariale e di mobilita’", deve essere attribuito
alle aziende inquadrate in rami diversi dall’industria e
rientranti nelle fattispecie elencate alle lettere b), c),
d) ed e) del precedente punto 2. Relativamente alle imprese
artigiane edili dell’indotto il codice "3X" ha il solo
significato di "obbligo del contributo per CIG straordina-
ria". In presenza del codice di autorizzazione "3X" il con-
trollo del requisito occupazionale viene effettuato sulla
base dei dati indicati nel quadro "A" del mod. DM10/2.
4.5. Il codice di autorizzazione "3X", peraltro, deve essere
attribuito anche alle Compagnie e Gruppi portuali, in
aggiunta al codice 1D ovvero 1E. Tali aziende, infatti,
mentre sono escluse dalla contribuzione per CIG ordinaria
sono, invece, da assoggettate alla contribuzione per CIG
straordinaria (cfr. circolare n. 19 del 25 gennaio 1991),
sempreche’ ricorrano i requisiti occupazionali di cui al
citato art. 1.
4.6. E’ stato istituito il codice di autorizzazione "3Y"
avente il significato di "Azienda soggetta alla disciplina
in materia di intervento straordinario di integrazione
salariale e di mobilita’, senza limiti occupazionali". Il
nuovo codice deve essere attribuito con decorrenza 1 agosto
1991 in tutti i casi in cui deve essere escluso, da parte
della procedura automatizzata, il controllo sul requisito
occupazionale (l’ipotesi ricorre, come gia’ precisato, per
le aziende che operano con piu’ posizioni contributive).
L’estensione agli impiegati ed ai quadri delle dispo-
sizioni in materia di integrazioni salariali ordinarie
previste per gli operai dell’industria, dell’edilizia e
lapidei, non comporta, in linea di massima, la necessita’ di
rivedere la codifica delle aziende.
Per quanto riguarda, invece, l’estensione del contri-
buto per CIG ordinaria agli impiegati ed ai quadri con
contratto a tempo indeterminato dell’agricoltura, occorre
distinguere, nell’ambito delle aziende classificate con CSC
5.01.XX, le cooperative agricole che trasformano, manipolano
e commercializzano i prodotti agricoli e zootecnici, dalle
altre aziende agricole.
Alle prime sara’ attribuito oltre al codice di auto-
rizzazione "3X" ove ricorra il requisito occupazionale,
anche il codice di nuova istituzione "5R" avente il signi-
ficato di "Cooperativa agricola soggetta alla normativa CIG
del settore industriale"; inoltre se l’azienda occupa fino a
50 dipendenti, alla stessa sara’ attribuito anche il codice
"1S" ai fini dell’applicazione del contributo ridotto
dell’1,90% anziche’ 2,20% (cfr. circ. n. 57684 G.S. ed altri
del 27.6.1975).
Per le altre aziende agricole non e’ necessaria alcuna
codifica particolare, in quanto la procedura automatizzata
applichera’ agli impiegati e quadri l’aliquota CIG
dell’1,50% prevista per gli operai agricoli.

5) MODALITA’ DI VERSAMENTO
I contributi di cui ai precedenti punti 1, 2 e 3
dovranno essere versati a partire dalla denuncia di mod.
DM10/2 relativa al mese di agosto 1991 (da presentare entro
il 20 settembre 1991) unitamente agli altri contributi e
secondo le previste modalita’.
Nel caso in cui l’azienda, soggetta al nuovo regime
contributivo per CIG straordinaria, debba esporre, nelle
ipotesi previste, i contributi previdenziali separatamente
da quelli assistenziali, la contribuzione Gescal dovuta in
misura ridotta pari allo 0,70% dal 1 .8.91 e allo 0,62% dal
1 .1.92 (di cui 0,35% a carico del lavoratore) sara’ indi-
cata con il codice di nuova istituzione "P530" anziche’ con
il codice "P500". Ovviamente anche il codice "P530" deve
essere preceduto dal numero dei dipendenti, dal numero delle
giornate retribuite e dall’importo delle retribuzioni.
Lo stesso codice "P530" sara’ utilizzato anche dalle
aziende aventi alle dipendenze giornalisti iscritti all’IN-
PGI, per il versamento della GESCAL dovuta all’INPS in
misura ridotta per effetto del versamento del contributo di
mobilita’ all’INPGI.
La procedura automatizzata di acquisizione e gestione
delle denunce aziendali sara’ adeguata, in conformita’ alle
disposizioni introdotte dalla legge n. 223/1991 in materia
di contribuzione per la Cassa integrazione guadagni ordina-
ria e strordinaria e per la mobilita’, a partire dalle
denunce aventi periodo di competenza agosto 1991.

6) OPERAZIONI DI CONGUAGLIO
Le aziende che non avranno potuto adeguarsi per il mese
di agosto 1991 al nuovo regime contributivo in materia di
CIG ordinaria, straordinaria e mobilita’ potranno effettuare
la regolarizzazione relativa a tale mese con la denuncia del
mese di settembre 1991 (da presentare entro il 20 ottobre
1991), maggiorando l’importo da versare degli interessi al
tasso legale del 10% annuo a decorrere dal 21 settembre alla
data del versamento.
Le imprese artigiane di cui alla lettera c) del prece-
dente punto 2, alle quali la normativa in materia di CIG
straordinaria e’ stata estesa con effetto dal 1 aprile
1991, calcoleranno separatamente gli interessi al tasso
legale del 10% annuo sulle somme dovute, in ragione del
periodo cui le stesse si riferiscono e cioe’:
- sulle differenze dovute dal 1 .4.91 al 30.6.91, dall’11
agosto 1991 alla data del versamento;
- sulle differenze dovute per il mese di luglio, dal 21
agosto alla data del versamento;
- infine, sulle differenze dovute per il mese di agosto,
dal 21 settembre alla data del versamento.
Le imprese artigiane potranno effettuare la regolariz-
zazione per i mesi pregressi anche con la prima denuncia
utile di mod. DM10 precedente quella relativa al mese di
settembre 1991, adeguando il calcolo degli interessi alla
data del versamento.
Per la generalita’ delle aziende che effettueranno la
regolarizzazione di cui sopra, si chiarisce che le stesse
dovranno chiedere l’annullamento di eventuali note di
addebito emesse allo stesso titolo relativamente alla
denuncia contributiva di pertinenza del mese di agosto 1991.
Ai fini delle operazioni di conguaglio, le aziende, che
non sono state in grado di adeguarsi per il mese di agosto
1991 alla nuova normativa, dovranno attenersi alle modalita’
di seguito illustrate, per ciascun settore di appartenenza.
6.1. Imprese industriali, con piu’ di 15 dipendenti nel
semestre, diverse da quelle edili e lapidee
6.1.1. Conguaglio del contributo per CIG ordinaria
Le imprese in epigrafe calcoleranno l’importo delle
differenze dovute a titolo di contributo CIG ordinaria
dell’1,90%, ovvero del 2,20% per le imprese con oltre 50
dipendenti, riferite a tutti i lavoratori aventi qualifica
di impiegato e quadro (compresi i lavoratori assunti con
contratto di formazione e lavoro e altre categorie partico-
lari di lavoratori con qualifica impiegatizia con esclusione
in ogni caso dei lavoratori per i quali la contribuzione a
carico del datore di lavoro e’ dovuta nella misura prevista
per l’apprendista) e lo esporranno in uno dei righi in
bianco dei quadri "B-C" del mod. DM10/2 preceduto dalla
dicitura "CIG ORD. L. 223/91" e dal nuovo codice "M150".
Nessun dato dovra’ essere indicato nelle caselle "numero
dipendenti", "numero giornate" e "retribuzioni".
6.1.2. Conguaglio del contributo per CIG straordinaria
Tale contributo per le imprese industriali era gia’
dovuto in base alla precedente normativa e, pertanto, non
costituisce oggetto di conguaglio.
6.1.3. Conguaglio dei contributi per le indennita’ di mobi-
lita’ e per la Gescal
Tale operazione di conguaglio non dovrebbe interessare
le aziende in epigrafe in quanto, in linea di massima,
l’aliquota complessiva da versare per il mese di agosto 1991
non subisce variazioni.
Infatti:
- il contributo per le indennita’ di mobilita’ dello 0,30%
trova compensazione con l’abolizione del contributo addi-
zionale DS dello 0,30% di cui all’art.9 della legge
1115/1968, fatta, ovviamente, eccezione per i lavoratori con
contratto a termine e per i dirigenti;
- il contributo transitorio per le indennita’ di mobilita’
dello 0,35% trova compensazione con l’analoga riduzione del
contributo Gescal, fatta eccezione per i dirigenti, per i
quali il contributo Gescal, come e’ noto, e’ versato
all’INPDAI.
Ai fini della regolarizzazione delle differenze con-
tributive non rientranti nella compensazione di cui sopra,
le aziende calcoleranno, separatamente, gli importi dei
contributi di mobilita’ dello 0,35% e dello 0,30%, riferiti
ai lavoratori interessati e li esporranno in uno dei righi
in bianco dei quadri "B-C" del mod. DM10/2 preceduti,
rispettivamente, dalle diciture "CONTR. MOB. ART. 7
L.223/91" e "CONTR. MOB. ART. 16 L.223/91" e dai nuovi
codici "M151" e "M152". Nessun dato dovra’ essere indicato
nelle caselle "numero dipendenti", "numero giornate" e
"retribuzioni".
6.2. Imprese industriali esercenti l’attivita’ di escava-
zione di materiali lapidei, con piu’ di 15 dipendenti nel
semestre
6.2.1. Conguaglio del contributo per CIG ordinaria
Le imprese in epigrafe calcoleranno l’importo delle
differenze dovute a titolo di contributo CIG ordinaria
del’3,70% riferite a tutti i lavoratori aventi qualifica di
impiegato e quadro (compresi i lavoratori assunti con
contratto di formazione e lavoro e altre categorie partico-
lari di lavoratori con qualifica impiegatizia con esclusione
in ogni caso dei lavoratori per i quali la contribuzione a
carico del datore di lavoro e’ dovuta nella misura prevista
per l’apprendista) e lo esporranno in uno dei righi in
bianco dei quadri "B-C" del mod. DM10/2 preceduto dalla
dicitura "CIG ORD. L. 223/91" e dal nuovo codice "M150".
Nessun dato dovra’ essere indicato nelle caselle "numero
dipendenti", "numero giornate" e "retribuzioni".
6.2.2. Conguaglio del contributo per CIG straordinaria
Tale contributo per le imprese industriali del settore
lapideo era gia’ dovuto in base alla precedente normativa e,
pertanto, non costituisce oggetto di conguaglio.
6.2.3. Conguaglio dei contributi per le indennita’ di mobi-
lita’ e per la Gescal
Tale operazione di conguaglio non dovrebbe interessare
le aziende in esame per le considerazioni svolte al prece-
dente punto 6.1.3., se non per le situazioni particolari ivi
evidenziate, ricorrendo le quali si osserveranno le stesse
modalita’ procedurali.
6.3. Imprese industriali edili con piu’ di 15 dipendenti nel
semestre
6.3.1. Conguaglio del contributo per CIG ordinaria
Le imprese in epigrafe calcoleranno l’importo delle
differenze dovute a titolo di contributo CIG ordinaria del
5,20% riferite a tutti i lavoratori aventi qualifica di
impiegato e quadro (compresi i lavoratori assunti con
contratto di formazione e lavoro e altre categorie partico-
lari di lavoratori con qualifica impiegatizia con esclusione
in ogni caso dei lavoratori per i quali la contribuzione a
carico del datore di lavoro e’ dovuta nella misura prevista
per l’apprendista) e lo esporranno in uno dei righi in
bianco dei quadri "B-C" del mod. DM10/2 preceduto dalla
dicitura "CIG ORD. L. 223/91" e dal nuovo codice "M150".
Nessun dato dovra’ essere indicato nelle caselle "numero
dipendenti", "numero giornate" e "retribuzioni".
6.3.2. Conguaglio del contributo per CIG straordinaria
Tale contributo per le imprese edili era gia’ dovuto in
base alla precedente normativa e, pertanto, non costituisce
oggetto di conguaglio.
6.3.3. Conguaglio dei contributi per le indennita’ di mobi-
lita’ e per la Gescal
Tale operazione di conguaglio non interessa le aziende
edili in quanto espressamente escluse dalla legge dai
contributi per la mobilita’.
6.4. Imprese industriali comprese quelle del settore edile e
lapideo con meno di 15 dipendenti nel semestre
Tali aziende, a decorrere dal 1 agosto 1991, sono
tenute al pagamento del contributo CIG ordinaria per i
dipendenti con qualifica di impiegato e quadro. Le stesse,
peraltro, dalla stessa data non sono piu’ tenute al versa-
mento del contributo dello 0,90% per la CIG straordinaria,
ne’ al contributo dello 0,30% previsto per le aziende indu-
striali dall’art. 9 della legge 15/1968; inoltre non sono
destinatarie dei contributi per il finanziamento delle
indennita’ di mobilita’.
Per le aziende in questione i programmi di controllo
provvederanno alla rilevazione delle eventuali differenze
contributive, ferma restando la possibilita’ per le stesse
aziende di avvalersi della procedura di regolarizzazione
di cui alla circolare n. 267 del 13 dicembre 1990.
Il ricorso a quest’ultima procedura e’, invece, obbli-
gatorio per le aziende che, in conseguenza della ridetermi-
nazione della capienza contributiva, debbano restituire
importi conguagliati a titolo di sgravi degli oneri sociali
per il Mezzogiorno.
6.5. Imprese commerciali con oltre 200 dipendenti
6.5.1. Conguaglio del contributo per CIG ordinaria
Tale operazione di conguaglio non interessa le imprese
commerciali in questione, in quanto le stesse sono escluse
dal contributo per la CIG ordinaria.
6.5.2 Conguaglio del contributo per CIG straordinaria
Le imprese commerciali interessate sono quelle con
forza occupazionale nel mese da 201 a 1000 dipendenti; le
stesse calcoleranno l’importo delle differenze dovute a
titolo di contributo CIG straordinaria di cui al precedente
punto 2, riferite a tutti i lavoratori secondo le indica-
zioni fornite con la circolare n. 19 del 25 gennaio 1991 e
lo esporranno in uno dei righi in bianco dei quadri "B-C"
del mod. DM10/2 preceduto dalla dicitura "CIG STRAORD.
L.407/90" e dal codice "M149". Nessun dato dovra’ essere
indicato nelle caselle "numero dipendenti", "numero giorna-
te" e "retribuzioni".
6.5.3 Conguaglio dei contributi per le indennita’ di mobi-
lita’
Le imprese commerciali con piu’ di 200 dipendenti
calcoleranno, separatamente, gli importi dei contributi per
le indennita’ di mobilita’ dello 0,35% e dello 0,30%,
riferiti a tutti i lavoratori secondo le indicazioni fornite
al precedente punto 3 e li esporranno in uno dei righi in
bianco dei quadri "B-C" del mod. DM10/2 preceduti, rispet-
tivamente, dalle diciture "CONTR. MOB. ART. 7 L.223/91" e
"CONTR. MOB. ART. 16 L.223/91" e dai nuovi codici "M151" e
"M152". Nessun dato dovra’ essere indicato nelle caselle
"numero dipendenti", "numero giornate" e "retribuzioni".
6.5.4 Conguaglio del contributo Gescal
Le imprese commerciali di cui trattasi calcoleranno
l’importo delle differenze da recuperare a titolo di con-
tributo Gescal per effetto del versamento del contributo
transitorio per le indennita’ di mobilita’ dello 0,35% e lo
esporranno in uno dei righi in bianco del quadro "D" del
mod. DM10/2 preceduto dalla dicitura "REC. GESCAL L.223/91"
e dal nuovo codice "P501".
6.6. Imprese, con oltre 15 dipendenti nel semestre, appal-
tatrici di servizi di mensa o ristorazione presso aziende
industriali
6.6.1. Conguaglio del contributo per CIG ordinaria
Tale operazione di conguaglio non interessa le imprese
in questione in quanto le stesse sono escluse dal contributo
per la CIG ordinaria.
6.6.2. Conguaglio del contributo per CIG straordinaria
Tale contributo per le imprese in questione era gia’
dovuto in base alla precedente normativa e, pertanto, non
costituisce oggetto di conguaglio.
6.6.3 Conguaglio dei contributi per le indennita’ di mobi-
lita’
Le imprese appaltatrici di servizi di mensa o ristora-
zione calcoleranno, separatamente, gli importi dei contri-
buti per le indennita’ di mobilita’ dello 0,35% e dello
0,30%, riferiti a tutti i lavoratori secondo le indicazioni
fornite al precedente punto 3 e li esporranno in uno dei
righi in bianco dei quadri "B-C" del mod. DM10/2 preceduti,
rispettivamente, dalle diciture "CONTR. MOB. ART. 7
L.223/91" e "CONTR. MOB. ART. 16 L.223/91" e dai nuovi
codici "M151" e "M152". Nessun dato dovra’ essere indicato
nelle caselle "numero dipendenti", "numero giornate" e
"retribuzioni".
6.6.4. Conguaglio del contributo Gescal
Le imprese stesse calcoleranno l’importo delle diffe-
renze da recuperare a titolo di contributo Gescal per
effetto del versamento del contributo transitorio per le
indennita di mobilita’ dello 0,35% e lo esporranno in uno
dei righi in bianco del quadro "D" del mod. DM10/2 preceduto
dalla dicitura "REC GESCAL L.223/91"e dal nuovo codice
"P501".
6.7. Imprese artigiane dell’indotto, con oltre 15 dipendenti
nel semestre, diverse da quelle edili e lapidee
6.7.1. Conguaglio del contributo per CIG ordinaria
Tale operazione di conguaglio non interessa le imprese
artigiane in questione, in quanto le stesse sono escluse dal
contributo per la CIG ordinaria.
6.7.2. Conguaglio del contributo per CIG straordinaria
Le imprese artigiane in epigrafe calcoleranno l’importo
delle differenze dovute a titolo di contributo CIG straor-
dinaria di cui al precedente punto 2, riferite a tutti i
lavoratori secondo le indicazioni fornite nei precedenti
paragrafi e lo esporranno in uno dei righi in bianco dei
quadri "B-C" del mod. DM10/2 preceduto dalla dicitura "CIG
STRAORD. L.407/90" e dal codice "M149". Nessun dato dovra’
essere indicato nelle caselle "numero dipendenti", "numero
giornate" e "retribuzioni".
6.7.3 Conguaglio dei contributi per le indennita’ di mobi-
lita’
Le imprese artigiane di cui trattasi calcoleranno,
separatamente, gli importi dei contributi per le indennita’
di mobilita’ dello 0,35% e dello 0,30%, riferiti a tutti i
lavoratori secondo le indicazioni fornite al precedente
punto 3 e li esporranno in uno dei righi in bianco dei
quadri "B-C" del mod. DM10/2 preceduti, rispettivamente,
dalle diciture "CONTR. MOB. ART. 7 L.223/91" e "CONTR. MOB.
ART. 16 L.223/91" e dai nuovi codici "M151" e "M152".
Nessun dato dovra’ essere indicato nelle caselle "numero
dipendenti", "numero giornate" e "retribuzioni".
6.7.4 Conguaglio del contributo Gescal
Le imprese artigiane di cui trattasi calcoleranno
l’importo delle differenze da recuperare a titolo di con-
tributo Gescal per effetto del versamento del contributo
transitorio per le indennita’ di mobilita’ dello 0,35% e lo
esporranno in uno dei righi in bianco del quadro "D" del
mod. DM10/2 preceduto dalla dicitura "REC. GESCAL L.223/91"
e dal nuovo codice "P501".
6.8. Imprese artigiane dell’indotto esercenti l’attivita’ di
escavazione di materiali lapidei, con oltre 15 dipendenti
nel semestre
6.8.1. Conguaglio del contributo per CIG ordinaria
Le imprese in epigrafe calcoleranno le differenze
dovute a titolo di contributo CIG ordinaria del 3,70%
riferite a tutti i lavoratori aventi qualifica di impiegato
e quadro, con esclusione dei lavoratori per i quali la
contribuzione a carico del datore di lavoro e’ dovuta nella
misura prevista per l’apprendista, ed esporranno il relativo
importo in uno dei righi in bianco dei quadri "B-C" del mod.
DM10/2 preceduto dalla dicitura "CIG ORD. L. 223/91" e dal
nuovo codice "M150". Nessun dato dovra’ essere indicato
nelle caselle "numero dipendenti", "numero giornate" e
"retribuzioni".
6.8.2. Conguaglio del contributo per CIG straordinaria
Le imprese artigiane in epigrafe calcoleranno l’importo
delle differenze dovute a titolo di contributo CIG straor-
dinaria di cui al precedente punto 2, riferite a tutti i
lavoratori secondo le indicazioni fornite nei precedenti
paragrafi e lo esporranno in uno dei righi in bianco dei
quadri "B-C" del mod. DM10/2 preceduto dalla dicitura "CIG
STRAORD. L.407/90" e dal codice "M149". Nessun dato dovra’
essere indicato nelle caselle "numero dipendenti", "numero
giornate" e "retribuzioni".
6.8.3. Conguaglio dei contributi per le indennita’ di mobi-
lita’
Le imprese artigiane di cui trattasi calcoleranno,
separatamente, gli importi dei contributi per le indennita’
di mobilita’ dello 0,35% e dello 0,30%, riferiti a tutti i
lavoratori secondo le indicazioni fornite al precedente
punto 3 e li esporranno in uno dei righi in bianco dei
quadri "B-C" del mod. DM10/2 preceduti, rispettivamente,
dalle diciture "CONTR. MOB. ART. 7 L.223/91" e "CONTR. MOB.
ART. 16 L.223/91" e dai nuovi codici "M151" e "M152".
Nessun dato dovra’ essere indicato nelle caselle "numero
dipendenti", "numero giornate" e "retribuzioni".
6.8.4. Conguaglio del contributo Gescal
Le imprese artigiane di cui trattasi calcoleranno
l’importo delle differenze da recuperare a titolo di con-
tributo Gescal per effetto del versamento del contributo
transitorio per le indennita’ di mobilita’ dello 0,35% e lo
esporranno in uno dei righi in bianco del quadro "D" del
mod. DM10/2 preceduto dalla dicitura "REC. GESCAL L.223/91"
e dal nuovo codice "P501".
6.9. Imprese artigiane edili dell’indotto, con oltre 15
dipendenti nel semestre
6.9.1. Conguaglio del contributo per CIG ordinaria
Le imprese in epigrafe calcoleranno le differenze
dovute a titolo di contributo CIG ordinaria del 5,20%
riferite a tutti i lavoratori aventi qualifica di impiegato
e quadro, con esclusione dei lavoratori per i quali la
contribuzione a carico del datore di lavoro e’ dovuta nella
misura prevista per l’apprendista, ed esporranno il relativo
importo in uno dei righi in bianco dei quadri "B-C" del mod.
DM10/2 preceduto dalla dicitura "CIG ORD. L. 223/91" e dal
nuovo codice "M150". Nessun dato dovra’ essere indicato
nelle caselle "numero dipendenti", "numero giornate" e
"retribuzioni".
6.9.2. Conguaglio del contributo per CIG straordinaria
Le imprese artigiane in epigrafe calcoleranno le
differenze dovute a titolo di contributo CIG straordinaria
di cui al precedente punto 2, riferite a tutti i lavoratori
secondo le indicazioni fornite ai precedenti paragrafi ed
esporranno il relativo importo in uno dei righi in bianco
"CIG STRAORD. L.407/90" e dal codice "M149". Nessun dato
dovra’ essere indicato nelle caselle "numero dipendenti",
"numero giornate" e "retribuzioni".
6.9.3. Conguaglio dei contributi per le indennita’ di mobi-
lita’ e per la Gescal
Tale operazione di conguaglio non interessa le aziende
edili, in quanto espressamente escluse dalla legge dai
contributi per la mobilita’.
6.10. Imprese artigiane lapidee ed edili diverse da quelle
dell’indotto e imprese artigiane lapidee ed edili dell’in-
dotto con meno di 15 dipendenti nel semestre.
Le aziende in epigrafe, con le modalita’ indicate,
rispettivamente, ai punti 6.8.1 e 6.9.1, provvederanno al
conguaglio del solo contributo per CIG ordinaria.
6.11 Cooperative agricole che trasformano, manipolano e
commercializzano prodotti agricoli e zootecnici, con oltre
15 dipendenti nel semestre.
6.11.1. Conguaglio del contributo per CIG ordinaria
Le cooperative in questione calcoleranno le differenze
dovute a titolo di contributo CIG ordinaria dell’1,90%,
ovvero del 2,20% per le imprese con oltre 50 dipendenti,
riferite a tutti i lavoratori, con rapporto di lavoro a
tempo indeterminato, aventi qualifica di impiegato e quadro,
ed esporranno il relativo importo in uno dei righi in bianco
dei quadri "B-C" del mod. DM10/2 preceduto dalla dicitura
"CIG ORD. L. 223/91" e dal nuovo codice "M150". Nessun dato
dovra’ essere indicato nelle caselle "numero dipendenti",
"numero giornate" e "retribuzioni".
6.11.2. Conguaglio del contributo per CIG straordinaria
Tale contributo per le cooperative agricole di cui
trattasi era gia’ dovuto in base alla precedente normativa
e, pertanto, non costituisce oggetto di conguaglio.
6.11.3 Conguaglio dei contributi per le indennita’ di mobi-
lita’
Le cooperative agricole in questione calcoleranno,
separatamente, gli importi dei contributi per le indennita’
di mobilita’ dello 0,35% e dello 0,30%, riferiti a tutti i
lavoratori secondo le indicazioni fornite al precedente
punto 3 e li esporranno in uno dei righi in bianco dei
quadri "B-C" del mod. DM10/2 preceduti, rispettivamente,
dalle diciture "CONTR. MOB. ART. 7 L.223/91" e "CONTR. MOB.
ART. 16 L.223/91" e dai nuovi codici "M151" e "M152".
Nessun dato dovra’ essere indicato nelle caselle "numero
dipendenti", "numero giornate" e "retribuzioni".
6.11.4. Conguaglio del contributo Gescal
Tale conguaglio non interessa il settore agricolo,
escluso dalla contribuzione Gescal.
6.12. Aziende agricole in genere
Le aziende in questione calcoleranno le differenze
dovute a titolo di contributo CIG ordinaria dell’1,50%,
riferite ai lavoratori con rapporto di lavoro a tempo
indeterminato ed aventi qualifica di impiegato e quadro, ed
esporranno il relativo importo in uno dei righi in bianco
dei quadri "B-C" del mod. DM10/2 preceduto dalla dicitura
"CIG ORD. L. 223/91" e dal nuovo codice "M150". Nessun dato
dovra’ essere indicato nelle caselle "numero dipendenti",
"numero giornate" e "retribuzioni".
7. Regolarizzazioni da parte delle aziende aventi diritto
agli sgravi degli oneri sociali per il Mezzogiorno
Le regolarizzazioni di cui al precedente punto 6, -
effettuate dalle aziende destinatarie dell’art. 14 della
legge n. 183/1976 e successive modifiche e integrazioni -
comportano un aumento degli importi che possono costituire
oggetto di sgravio ai sensi del citato art. 14 che, come e’
noto, prevede l’esonero totale dal versamento dei contributi
previdenziali a carico dei datori di lavoro.
Pertanto, ai fini del versamento delle differenze
contributive, le aziende interessate si atterranno alle
modalita’ descritte al punto 6, senza operare alcuna ridu-
zione a titolo di sgravio; per quanto riguarda, invece, il
recupero delle maggiori somme spettanti a tale titolo, le
aziende calcoleranno – limitatamente al personale per il
quale spetta lo sgravio ex art. 14 – il relativo importo e
lo esporranno in uno dei righi in bianco del quadro "D" del
mod. DM10/2, preceduto dalla dicitura "CONG. SGRAVIO
L.183/76" e dal codice "L164".
Restano ferme le particolari modalita’ di regolarizza-
zione previste per le aziende industriali di cui al prece-
dente punto 6.4.
8. Aziende agricole beneficiarie della riduzione contribu-
tiva di cui all’art. 1 della legge n.48/1988 ovvero delle
agevolazioni previste dall’art. 9 della legge n.67/1988
Le aziende in epigrafe, interessate alle regolarizza-
zioni di cui ai precedenti punti 6.11 e 6.12, si atterranno,
per il versamento delle differenze contributive, alle
modalita’ ivi illustrate, senza operare alcuna riduzione;
per quanto riguarda, invece, il recupero delle maggiori
somme spettanti ex. art. 1 L. 48/88, ovvero ex art. 9
L.67/88 le aziende si atterranno alle seguenti modalita’:
- calcoleranno la riduzione del 60% (L. 48/88) delle diffe-
renze contributive a carico del datore di lavoro ed espor-
ranno il relativo importo in uno dei righi in bianco del
quadro "D" del mod. DM10/2 preceduto dalla dicitura "CONG.
FISC. 60%" e dal codice "V866";
- calcoleranno lo sgravio dell’85% (aziende operanti nelle
zone montane) ovvero del 60% (aziende operanti nelle zone
agricole svantaggiate) o dell’80% (aziende operanti nelle
zone agricole svantaggiate del Mezzogiorno) della differenza
contributiva da versare ed esporranno il relativo importo in
uno dei righi in bianco del quadro "D" del mod. DM10/2
preceduto dall dicitura "CONG. SGRAVI AGR." e dal codice
"V867".
Le aziende interessate alle operazioni di regola-
rizzazione di cui ai precedenti punti sono tenute ad appli-
care, come sopra precisato, gli interessi al tasso legale
annuo del 10% sulla differenza a proprio debito risultante
dal conguaglio operato.
L’importo degli interessi deve essere esposto in uno
dei righi in bianco dei quadri "B-C" del mod. DM10/2,
preceduto dall dicitura "VERS. ONERI ACC." e dal codice
"Q900". Nessun dato dovra’ essere indicato nelle caselle
"numero dipendenti", "numero giornate" e "retribuzioni".
Le regolarizzazioni effettuate oltre la data del 20
ottobre 1991 ricadranno sotto la disciplina vigente in
materia di ritardati pagamenti e dovranno essere effettuate
con la procedura di cui alla circolare n. 267 del 13 dicem-
bre 1990.
PER IL DIRETTORE GENERALE
F.to MANZARA