Circolare Inps 7-07-1998, n. 148

I.N.P.S. (Istituto nazionale della previdenza sociale)
Circ. 7-7-1998 n. 148
Trattamenti di disoccupazione e di mobilità. Nuovi criteri.
Emanata dall’Istituto nazionale previdenza sociale.

Sommario

Nuovi criteri in materia di indennità ordinaria di disoccupazione con requisiti ridotti, di prestazioni di disoccupazione in favore dei soci di cooperativa e di accertamento dei requisiti per l’indennità di mobilità nei cambi di gestione per successione di appalti.

1 – Indennità ordinaria di disoccupazione con requisiti ridotti.

Con circolare n. 198 del 13 luglio 1995 sono state fornite, al punto 1, istruzioni per il riconoscimento del diritto all’indennità ordinaria di disoccupazione con requisiti ridotti in caso di possesso da parte del lavoratore interessato del requisito dell’anno di contribuzione nel biennio.

Nell’ultimo periodo del suddetto punto 1 è stato precisato che "nel caso di lavoratori la cui domanda di disoccupazione con requisiti normali sia stata regolarmente presentata e accolta, non possono considerarsi esistenti i presupposti per poter riconoscere anche il diritto all’indennità ordinaria di disoccupazione con requisiti ridotti.

Tale problematica ha formato oggetto di attento approfondimento in seno al comitato amministratore della gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti – recentemente ricostituito – in occasione dell’esame di provvedimenti di sospensione di decisioni dei comitati provinciali.

A seguito di tale approfondimento, e sentita anche sulla particolare problematica l’avvocatura centrale, si è pervenuti alla definizione dei criteri seguenti.

Nel caso in cui un lavoratore, in possesso dei requisiti per ottenere l’indennità ordinaria di disoccupazione con requisiti normali, abbia presentato la relativa domanda e la stessa sia stata accolta ma non abbia dato luogo alla riscossione di alcuna giornata di indennità, ovvero tale indennità sia stata riscossa per un numero di giornate inferiore al limite massimo previsto dalle vigenti disposizioni di legge, si possono ritenere esistenti le condizioni per riconoscere all’interessato il titolo a fruire anche dell’indennità con requisiti ridotti nel limite massimo di 156 giornate complessivamente indennizzabili nell’anno, limite vigente per tale specifica prestazione.

Resta fermo il principio che , in tali casi, non potranno comunque essere indennizzate le giornate per le quali esistono specifiche disposizioni di legge che ne escludono l’indennizzabilità, come avviene, per esempio, per i periodi di carenza di cui agli articoli 73, comma 2, e 77, comma 2, del R.D.L. 4 ottobre 1935, n. 1827; di mancato preavviso con corresponsione della relativa indennità, articolo 73, comma 3,dello stesso decreto; di servizio militare; nonché per le giornate coperte da altre prestazioni previdenziali come indennità di malattia, di maternità, di trattamento di cassa integrazione, ecc.

2 – Soci di cooperative.

Con circolare n. 175 del 31 luglio 1997 contenente le disposizioni per dare attuazione all’articolo 24 della legge 24 giugno 1997, n. 196 – che disciplina la concessione delle prestazioni di disoccupazione ai soci di cooperative – è stato stabilito, tra l’altro, che "presupposto necessario per il riconoscimento del diritto alle prestazioni di disoccupazione è la cessazione del rapporto associativo, circostanza che fa ottenere ai lavoratori in questione lo status di disoccupato .

Il comma 1 dell’articolo 1-quater della legge 5 giugno 1998, n. 176, di conversione del D.L. 8 aprile 1998, n. 78, pubblicata sulla G.U. del 6 giugno 1998, n. 130, ha modificato la legge n. 196 del 1997, sostituendo il comma 3 dell’articolo 24 con il seguente: "l’iscrizione nelle liste di collocamento, ai fini dell’erogazione delle prestazioni di cui al comma 2, non determina la perdita dello stato di socio della cooperativa .

In attuazione di tale norma, pertanto, si stabilisce – a modifica del criterio indicato nella circolare n. 175 del 1997 – che a tali lavoratori, nonostante che abbiano mantenuto la qualifica di soci, può essere riconosciuto il diritto a fruire delle seguenti prestazioni di disoccupazione non agricola: indennità ordinaria di disoccupazione, con requisiti normali e con requisiti ridotti, e trattamento speciale di disoccupazione edile di cui alla legge 6 agosto 1975, n. 427, sempreché i lavoratori stessi si siano iscritti nelle liste di collocamento e possano far valere gli altri requisiti richiesti dalle vigenti disposizioni di legge.

3 – Indennità di mobilità nei cambi di gestione per successione di appalti.

La commissione di studio ministero del lavoro-Inps con il manuale "l’istituto della mobilità (edizione novembre 1996) ha fornito chiarimenti in ordine a varie problematiche concernenti il diritto all’indennità di mobilità.

Al punto 11/5 del suddetto manuale la commissione ha stabilito che – ai fini della ricerca del requisito dell’anzianità aziendale, di cui all’articolo 16, comma 1, della legge 23 luglio 1991, n. 223 – in caso di trasferimento di azienda, si deve sommare anche il periodo di lavoro prestato alle dipendenze del precedente datore di lavoro.

La commissione inoltre aveva esaminato il problema se il requisito dell’anzianità aziendale potesse essere valutato allo stesso modo nel caso in cui i lavoratori, continuando a prestare la stessa attività per il medesimo appaltante, transitano da un’impresa all’altra nei cambi di gestione per successione di appalti ed aveva ritenuto che poiché "in tali casi si realizza un’anzianità, garantita da disposizioni di legge o contrattuali, assimilabile a quella aziendale, la commissione è dell’avviso che l’anzianità possa essere valutata con riferimento all’ente appaltante, cumulando cioè i periodi prestati alle dipendenze delle diverse imprese appaltatrici".

La stessa commissione, peraltro, stante la portata innovativa di tale interpretazione, aveva ritenuto opportuno che la questione formasse oggetto di apposita direttiva in tal senso da parte del ministero del lavoro e della previdenza sociale.

Con riferimento a tale parere, il predetto ministero ha recentemente disposto che le domande di indennità di mobilità debbono essere definite positivamente nel caso in cui i lavoratori facciano valere il requisito dell’anzianità aziendale cumulando i periodi di lavoro svolto anche presso più imprese nell’ambito del medesimo appalto e sempreché sussistano gli altri requisiti di legge.

Come può rilevarsi da quanto sopra precisato, in tutte le fattispecie oggetto della presente circolare, si è ritenuto di adottare nuovi criteri, diversi da quelli finora seguiti.

Tali criteri dovranno trovare applicazione per tutte le domande non ancora definite e per tutti i ricorsi non ancora decisi dal comitato provinciale alla data della presente circolare.

Il Direttore generale

Trizzino