Circolare Inps 6-04-2004, n. 61

I.N.P.S. (Istituto nazionale della previdenza sociale)
Circ. 6-4-2004 n. 61
Assegno nucleo familiare ai lavoratori extracomunitari regolarizzati.
Emanata dall’Istituto nazionale della previdenza sociale, Direzione centrale prestazioni a sostegno del reddito, Direzione centrale delle entrate contributive.

L’articolo 33 della legge 30 luglio 2002, n. 189 e l’articolo 1 del D.L. 9 settembre 2002, n. 195 convertito nella legge 9 ottobre 2002, n. 222 hanno dettato disposizioni finalizzate all’emersione del lavoro irregolare di personale di origine extracomunitaria.

Più precisamente, hanno previsto che i datori di lavoro che hanno occupato lavoratori extracomunitari in posizione irregolare, nel trimestre antecedente la data di entrata in vigore delle leggi in oggetto (9 settembre del 2002), potessero denunziare, entro l’11 novembre del 2002, la sussistenza del rapporto di lavoro alla Prefettura e versare contestualmente un contributo forfettario.

Per i lavoratori extracomunitari addetti al lavoro domestico (colf) o all’assistenza delle persone affette da patologie o da handicap (badanti), il D.M. 26 agosto 2002, attuativo dell’art. 33 comma 6 della legge n. 189 del 2002, ha fissato in euro 290 tale contributo destinandolo, ex art. 2 lett. a del D.M. del 26 agosto del 2002, alle gestioni previdenziali ed assicurative, in base alle aliquote contributive previste dall’art. 5 del D.P.R. 31 dicembre 1971, n. 1403 e successive modificazioni, ivi compresa quella relativa all’assegno per il nucleo familiare.

Pertanto, tale contributo è valido ai fini del riconoscimento del diritto all’assegno per il nucleo familiare per il periodo compreso tra il 10 giugno del 2002 ed il 9 settembre del 2002.

Per quanto attiene, invece, agli altri lavoratori occupati in altri settori, il D.M. 28 ottobre 2002, emanato in attuazione dell’art. 1, comma 7 della legge n. 222 del 2002, ha stabilito, per il periodo compreso tra il 10 giugno 2002 ed il 9 settembre 2002, un contributo forfettario pari a 700 euro che vale, ex art. 2 lett. a del D.M. 28 ottobre del 2002, soltanto per la copertura pensionistica, non rilevando, pertanto, ai fini del diritto all’assegno per il nucleo familiare, che quindi non può essere riconosciuto.

Analoghi criteri valgono per i periodi di lavoro precedenti il 10 giugno 2002, per i quali si rinvia alla circolare 30 giugno 2003, n. 115. Si precisa che i versamenti dei contributi per tali periodi valgono ai fini del diritto all’assegno per il nucleo familiare per le colf ed i badanti, mentre rilevano solo ai fini pensionistici per i lavoratori degli altri settori, essendo calcolati soltanto sulla base dell’aliquota IVS (art. 3 D.M. 26 agosto 2002; art. 3 D.M. 28 ottobre 2002).

Per i periodi di lavoro successivi al 9 settembre 2002 si applica, ovviamente, la disciplina generale in materia di assegno per il nucleo familiare.

Riepilogando, l’assegno per il nucleo familiare può essere concesso al lavoratore extracomunitario regolarizzato ai sensi della normativa di cui alla presente circolare solo per periodi successivi al 9 settembre del 2002, ad eccezione delle colf e dei badanti extracomunitari per i quali può essere corrisposto anche per periodi precedenti.

In ogni caso può accadere che il contratto di soggiorno, con il contestuale permesso di soggiorno e la conseguente residenza, vengano perfezionati in un momento successivo a quello dell’avvenuta regolarizzazione. Com’è noto, la residenza in Italia è requisito fondamentale per la corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare ai lavoratori extracomunitari solo per i familiari di cittadino di Stato estero che non riservi un trattamento di reciprocità nei confronti dei cittadini italiani ovvero con il quale non sia stata stipulata una Convenzione internazionale in materia di trattamenti di famiglia.

Nel caso in cui, a causa dei tempi tecnici necessari per la concessione della residenza, manchi tale requisito, si ritiene che lo stesso possa essere soddisfatto in presenza di una documentazione certa, volta ad attestare che i familiari si trovavano stabilmente in Italia anche prima del rilascio della certificazione anagrafica: ad esempio, le buste paga, il certificato di frequenza di asili o scuole, eccetera.

Il Direttore Generale

Crecco