Circolare Inps 27-06-1998, n. 140

I.N.P.S. (Istituto nazionale della previdenza sociale)
Circ. 27-6-1998 n. 140
Decreto legislativo 16 aprile 1997, n. 146. Liquidazione dei trattamenti pensionistici nei confronti degli operai agricoli a tempo determinato.
Emanata dall’Istituto nazionale previdenza sociale.

1 – L’articolo 4 del decreto legislativo 16 aprile 1997, n. 146, stabilisce che "a decorrere dal 1° gennaio 1998 il salario medio convenzionale, determinato con decreto del ministro del lavoro e della previdenza sociale e rilevato nel 1995, resta fermo, ai fini della contribuzione e delle prestazioni temporanee, fino a quando il suo importo per le singole qualifiche degli operai agricoli non sia superiore a quello spettante nelle singole province in applicazione dei contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. a decorrere da tale momento trova applicazione l’articolo 1, comma 1, del decreto legge 9 ottobre 1989, n. 338, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389, e successive modificazioni e integrazioni".

Come illustrato con circolare n. 224 del 14 novembre 1997 l’applicazione delle disposizioni sopra richiamate comporta che, con effetto dal 1° gennaio 1998, per gli operai agricoli a tempo determinato, ove le retribuzioni contrattuali fissate per le singole qualifiche siano più elevate rispetto alla retribuzione convenzionale della provincia, determinata con decreto del ministero del lavoro e della previdenza sociale emanati nel 1996, la contribuzione deve essere determinata a norma dell’articolo 12 della legge 30 aprile 1969, n. 153, come modificato dall’articolo 6 del decreto legislativo 2 settembre 1997, n. 314.

Per i lavoratori appartenenti alle restanti qualifiche per le quali non si verifica la condizione di una retribuzione fissata nei contratti collettivi superiore a quella convenzionale continuano a trovare applicazione le disposizioni dell’articolo 28 del D.P.R. 27 aprile 1968, n. 488. La contribuzione deve essere calcolata in base ai salari convenzionali determinati con i predetti decreti emanati nell’anno 1996.

2 – Per effetto dei criteri di cui al precedente punto 1, per le pensioni e i supplementi da liquidare con decorrenza dal 1° febbraio 1998 nei confronti degli operai agricoli a tempo determinato appartenenti alle qualifiche con retribuzioni contrattuali più elevate rispetto alla retribuzione convenzionale provinciale dell’anno 1996, deve aversi riguardo, ai fini della determinazione della retribuzione pensionabile, per i periodi di contribuzione compresi fino al 31 dicembre 1997 ai salari medi provinciali stabiliti per ciascun anno a seconda della qualifica rivestita, e per i periodi di contribuzione dal 1° gennaio 1998 in poi alle retribuzioni effettive.

Per le pensioni e i supplementi da liquidare con decorrenza dal 1° febbraio 1998 nei confronti degli operai agricoli a tempo determinato appartenenti alle qualifiche con retribuzione convenzionale provinciale dell’anno 1996 più elevata rispetto alle retribuzioni contrattuali, deve aversi riguardo, ai fini della determinazione della retribuzione pensionabile, per i periodi di contribuzione compresi fino al 31 dicembre 1997 ai salari medi provinciali stabiliti per ciascun anno a seconda della qualifica rivestita, e per i periodi di contribuzione dal 1° gennaio 1998 in poi alla retribuzione convenzionale "congelata" dell’anno 1996.

Nulla è innovato ai fini della determinazione dei requisiti contributivi per il diritto alla pensione e dell’anzianità contributiva utile per il calcolo della prestazione pensionistica.

Agli anzidetti fini continuano pertanto a trovare applicazione le disposizioni dell’articolo 7, commi 9-12 bis, della legge 11 novembre 1983, n. 638, e dell’articolo 9-ter legge 28 novembre 1996, n. 608, di conversione, con modificazioni del decreto legge 1° ottobre 1996, n. 510 (circolari n. 60093 ago/49 del 7 marzo 1984, n. 60098 ago../203 del 3 ottobre 1984, n. 185 del 17 giugno 1994 e n. 3 del 9 gennaio 1997).

3 – L’articolo 5, comma 1, della legge 28 novembre 1996, n. 608, così come modificato dall’articolo 23 della legge 24 giugno 1997, n. 196, dispone che al fine di salvaguardare i livelli occupazionali e di consentire la regolarizzazione retributiva e contributiva per le imprese operanti nei territori individuati all’articolo 1 della legge 1° marzo 1986, n. 64, è sospesa la condizione di corresponsione dell’ammontare retributivo di cui all’articolo 6, comma 9, lettere a), b) e c) del decreto-legge 9 ottobre 1989, n. 338, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389. tale sospensione opera esclusivamente nei confronti di quelle imprese che abbiano recepito o recepiscano gli accordi provinciali di riallineamento retributivo. L’articolo 5, comma 5, della legge 28 novembre 1996, n. 608, così come modificato dall’articolo 23 della legge 24 giugno 1997, n. 196, dispone, tra l’altro, che al fine del calcolo dei contributi previdenziali ed assistenziali, la retribuzione minima da prendere a riferimento è quella fissata dagli accordi di riallineamento e non può essere inferiore al 50% del minimale di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legge 9 ottobre 1989, n. 338, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389 per la differenza tra la retribuzione di riferimento per il versamento dei predetti contributi e l’intero importo del minimale di cui al citato decreto legge n. 338 del 1989, possono essere accreditati a norma dell’articolo 23, comma 1, lettera d), della legge n. 196 del 1997 contributi figurativi, ai fini del diritto e della misura della pensione. con decreto del ministero del lavoro e della previdenza sociale sono stabiliti criteri e modalità per il riconoscimento dei predetti contributi figurativi. Il ministero del lavoro e della previdenza sociale con nota n. 6/PS/60972/8/A del 13 maggio 1998, ha espresso l’avviso che la valenza del salario convenzionale, già riconosciuto per le prestazioni temporanee, non possa non assumere rilevanza in un quadro di applicazione generalizzata e quindi anche per la liquidazione dei trattamenti pensionistici. Pertanto le pensioni continueranno ad essere calcolate sulla retribuzione convenzionale provinciale dell’anno 1996 fino a quando per effetto del progressivo riallineamento il salario effettivo abbia materialmente superato quello convenzionale suddetto.

4 – Come precisato con circolare n. 249 del 13 dicembre 1997 le disposizioni dell’articolo 4 del decreto legislativo 16 aprile 1997, n. 146, secondo cui dal 1° gennaio 1998, ai fini del calcolo dei contributi previdenziali, resta fermo il salario medio convenzionale rilevato nel 1995 e determinato con decreto ministeriale emanato nel 1996, non trovano applicazione nei confronti dei piccoli coloni e mezzadri e dei coloni e mezzadri reinseriti. Pertanto per detti lavoratori, ai fini del calcolo dei trattamenti pensionistici da liquidare con decorrenza dal 1° febbraio 1998, per periodi di contribuzione successivi al 1997 dovranno essere utilizzate, nella determinazione dell’importo della pensione, le retribuzioni medie convenzionali valevoli per gli anni 1998 e successivi.

Il Direttore generale

Trizzino