Circolare Inps 26-04-2002, n. 85

I.N.P.S. (Istituto nazionale della previdenza sociale)
Circ. 26-4-2002 n. 85
Accredito figurativo per periodi di congedo straordinario fruito da familiari di soggetti portatori di handicap grave.
Emanata dall’Istituto nazionale della previdenza sociale, Direzione centrale delle prestazioni.

1. Congedi per gravi e documentati motivi familiari (art. 42, comma 5, D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151)

Il decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 – testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e di sostegno della maternità e della paternità – emanato a norma dell’art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53, ed entrato in vigore il 27 aprile 2001, ha armonizzato e coordinato la relativa materia, confermando, tra l’altro, all’art. 42, comma 5, le provvidenze in favore di familiari di soggetti portatori di handicap, già introdotte dall’art. 80, comma 2, della legge n. 388 del 2000. Quest’ultimo aveva infatti previsto al comma 4-bis, aggiunto al comma 4 dell’art. 4 della legge n. 53 del 2000, il riconoscimento di un congedo straordinario per i genitori di soggetti con handicap in situazione di gravità. Tale ultimo comma 4-bis è stato abrogato dall’art. 86 del citato decreto legislativo n. 151 del 2001.

L’art. 42, comma 5, del citato testo unico stabilisce che la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre o, dopo la loro scomparsa, uno dei fratelli o sorelle conviventi di soggetto con handicap in situazione di gravità di cui all’art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, accertata ai sensi dell’art. 4, comma 1, della legge medesima da almeno cinque anni e che abbiano titolo a fruire dei benefici di cui all’art. 33, commi 1, 2 e 3, della medesima legge per l’assistenza del figlio, hanno diritto a fruire del congedo di cui al comma 2 dell’art. 4 della legge 8 marzo 2000, n. 53 entro sessanta giorni dalla richiesta. L’articolo 45, comma 2, riconosce il diritto al congedo anche in caso di adozione e di affidamento entro il primo anno di vita del bambino.

Durante il congedo – che può essere fruito per un periodo massimo, anche frazionato, di due anni nella vita assicurativa – il richiedente ha diritto ad un’indennità in misura corrispondente all’ultima retribuzione percepita ed alla copertura del periodo di assenza dal lavoro mediante contribuzione figurativa (vedi circolare 15 marzo 2001, n. 64 e circolare 10 luglio 2001, n. 138 ).

Va peraltro precisato che il limite di due anni nella vita assicurativa costituisce il limite complessivo fruibile per ogni persona portatrice di handicap fra tutti gli aventi diritto e che i periodi di congedo di che trattasi rientrano nel limite massimo spettante a ciascun lavoratore ai sensi dell’articolo 4, comma 2, della legge n. 53 del 2000 (allegato 3).

L’indennità e la contribuzione figurativa spettano fino ad un importo complessivo massimo, fissato per il 2001 in lire 70 milioni annui (€ 36.151,98), per il congedo di durata annuale; tale importo è rivalutato annualmente, a decorrere dall’anno 2002, sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. Le domande di accredito per le quali si rilevi che l’importo complessivo dell’indennità di maternità e della retribuzione figurativa riconoscibile superi 70 milioni annui (€ 36.151,98), dovranno essere tenute in apposita evidenza in attesa di indicazioni ministeriali.

Per l’anno 2002 l’importo stesso è pari ad euro 37.128,09 (lire 70.000.000 + 2.7% = lire 71.890.000 corrispondenti ad euro 37.128,09).

L’indennità viene corrisposta dal datore di lavoro secondo le modalità previste per la corresponsione dei trattamenti economici di maternità e viene detratta, nella denuncia contributiva, dall’ammontare dei contributi previdenziali dovuti all’Istituto.

Non avendo l’articolo 42 dettato alcuna particolare modalità per l’accredito dei periodi in argomento, la loro copertura figurativa dovrà avvenire secondo i criteri di carattere generale fissati in materia dall’articolo 8 della legge 23 aprile 1981, n. 155.

1.1. Determinazione del valore figurativo.

Il valore retributivo settimanale da accreditare figurativamente deve essere determinato con riferimento all’ammontare della retribuzione percepita in misura intera, in costanza di lavoro, nell’anno solare in cui si collocano i periodi da riconoscere (con riferimento alla retribuzione percepita nel periodo compreso fra l’inizio dell’anno e la data da cui decorre la prestazione, quando l’accredito riguarda l’anno del pensionamento), ovvero nel primo anno utile, precedente o successivo, escludendo le retribuzioni settimanali percepite in misura ridotta.

Si ricorda che ai fini della determinazione del valore figurativo devono essere considerati anche i periodi lavorativi:

- riscattati ai sensi dell’articolo 3 del D.Lgs. n. 184 del 1997;

- per i quali sia stata costituita una rendita vitalizia ai sensi dell’articolo 13 della legge n. 1338 del 1962;

- per i quali non sia stata versata contribuzione obbligatoria, purché questa risulti dovuta e non prescritta.

Dovranno essere altresì considerati i periodi accreditati per integrazione salariale, assistenza antitubercolare ed aspettativa ai sensi dell’articolo 31 della legge n. 300 del 1970.

Dalle operazioni di calcolo andranno invece esclusi i periodi

- coperti da contribuzione volontaria,

- relativi a riscatti non legati ad attività lavorativa,

- coperti da contribuzione figurativa diversa da quella sopra richiamata (malattia, maternità, servizio militare, disoccupazione, inabilità, ecc.).

Secondo quanto stabilito con deliberazione del Consiglio d’amministrazione n. 200 del 5 dicembre 1986 andranno inoltre escluse le retribuzioni ultra mensili (13ª mensilità ed altre eventuali mensilità aggiuntive, gratifiche, importi dovuti per ferie e festività non godute) e le somme relative ad anni precedenti (arretrati, conguagli, …), dovute per legge e per contratto.

Laddove il valore figurativo determinato secondo i criteri di cui all’articolo 8 della legge n. 155 del 1981 ecceda il limite settimanale di lire 1.346.000 (70.000.000 : 52) per l’anno 2001, ovvero l’importo massimo determinato per gli anni successivi sulla base delle variazioni Istat dell’indice dei prezzi al consumo, a ciascuna settimana del periodo riconosciuto dovrà essere accreditata una contribuzione figurativa di ammontare compreso entro il limite stabilito per ciascun anno, nel rispetto delle previsioni di cui alla norma in esame.

1.2. Operazioni di accredito.

L’accredito figurativo dei periodi di congedo avviene a richiesta degli interessati.

Le informazioni derivanti dalla denuncia individuale, ovvero dalla certificazione unica, consentiranno di disporre degli elementi necessari ad effettuare correttamente l’accredito e la relativa copertura contributiva, in presenza di richiesta degli interessati.

Per identificare i periodi di congedo accreditati figurativamente ai sensi dell’articolo 42 del D.Lgs. n. 151 del 2001 verrà quanto prima istituito un apposito codice tipo contribuzione; le Sedi sono pertanto invitate ad astenersi dall’accredito in argomento fino a quando tale codice non verrà comunicato.

1.3. Utilizzazione della contribuzione figurativa ai fini pensionistici.

I contributi figurativi accreditati per periodi di congedo straordinario sono utili ai fini del diritto e della misura delle pensioni, compresa la pensione di anzianità.

Per coloro che hanno iniziato il rapporto assicurativo solo a partire dal 1° gennaio 1993 (circolare 24 giugno 1993, n. 144), i periodi in argomento, unitamente a quelli riconosciuti per altri eventi accreditabili figurativamente, sono utili ai fini del diritto alla pensione di anzianità entro il limite massimo di 5 anni. Tale limitazione riguarda, come noto, tutti i tipi di contribuzione figurativa ed è applicabile anche alle pensioni di anzianità a carico dei fondi sostitutivi dell’AGO (articolo 15, commi 1 e 2, D.Lgs. n. 503 del 1992).

Anche per i lavoratori in questione nessuna limitazione è invece prevista per l’utilizzo della contribuzione figurativa ai fini della misura della pensione di anzianità ed ai fini del diritto e della misura di qualsiasi altro tipo di pensione.

Per quanto riguarda l’utilizzazione ai fini della misura della pensione va tenuta presente la deliberazione del Consiglio d’amministrazione dell’Istituto del 7 dicembre 1984 (circolare 6 marzo 1985, n. 56), a proposito di periodi figurativi utili per la determinazione della retribuzione pensionabile, nei casi in cui il relativo valore di copertura sia determinato con riferimento alle retribuzioni relative ad anni diversi da quello o da quelli in cui si è verificato l’evento accreditato; secondo la citata delibera, nelle ipotesi sopra prospettate, il valore figurativo accreditato deve essere rivalutato con il coefficiente relativo all’anno di effettiva percezione della retribuzione presa a base per l’accredito stesso.

1.4. Compilazione del modello di certificazione unica.

Secondo la previsione dell’articolo 42, comma 5, del D.Lgs. n. 151 del 2001, i periodi di congedo per eventi e cause particolari non possono eccedere la durata complessiva di due anni nell’intera vita assicurativa, non danno diritto a retribuzione ma solo alla conservazione del posto di lavoro, non sono computati nell’anzianità di servizio né sono utili ai fini previdenziali, salva la facoltà degli interessati di effettuarne la copertura assicurativa mediante riscatto o versamento di contribuzione volontaria.

Nel limite di durata sopra indicato sono compresi anche i periodi di congedo fruiti a norma dell’articolo 42, comma 5, del predetto decreto legislativo, per i quali è invece prevista la corresponsione di una specifica indennità economica ed una copertura assicurativa in forma figurativa.

Per poter identificare inequivocabilmente tali ultimi periodi, ai fini del loro riconoscimento entro i limiti temporali fissati dalla vigente normativa, è stata inserita una specifica casella denominata «Congedi art. 42 D.Lgs. 151/2001» nella sezione 3 della Parte C «Dati previdenziali ed assistenziali Inps» dei modelli CUD 2002 e 770/2002 semplificato.

I datori di lavoro dovranno compilare la predetta casella indicando il numero delle settimane dell’anno non lavorate, interamente (casella sett.1) o parzialmente (casella sett.2), per congedo fruito ai sensi dell’art. 4-bis della legge in argomento. I datori di lavoro, dovranno altresì determinare il periodo massimo fruibile dagli interessati ai sensi dell’art. 42, comma 5, del D.Lgs. n. 151 del 2001, tenendo in considerazione gli eventuali periodi di congedo già richiesti ai sensi dell’articolo 42, comma 2, del medesimo decreto legislativo, a prescindere dalla circostanza che siano stati o meno richiesti, per tali ultimi periodi, il riscatto o la prosecuzione volontaria.

Il Direttore generale

Trizzino