Circolare Inps 24-01-1998, n. 15

I.N.P.S. (Istituto nazionale della previdenza sociale)
Circ. 24-1-1998 n. 15
Art. 13, comma 1, della L. 24 giugno 1997, n. 196. Disposizioni in materia di orario di lavoro.
Emanata dall’Istituto nazionale della previdenza sociale.

La legge 24 giugno 1997, n. 196 – Supplemento ordinario alla G.U. n. 154 del 4 luglio 1997 – Serie Generale – entrata in vigore il 19 luglio 1997, concernente norme in materia di promozione dell’occupazione, introduce all’art. 13, comma 1, una disposizione volta a modificare il limite dell’orario massimo di lavoro.

Come noto, l’art. 1 del R.D.L. 15 marzo 1923, n. 692, convertito nella legge 17 aprile 1925, n. 473, individuava il limite orario massimo di lavoro in 48 ore settimanali.

La norma recata dall’art. 13, comma 1, suddetta dispone: "L’orario normale di lavoro, fissato in 40 ore settimanali. I contratti collettivi nazionali possono stabilire una durata minore e riferire l’orario normale alla durata media delle prestazioni lavorative in un periodo non superiore all’anno. In attesa della nuova normativa in materia di tempi di lavoro e comunque non oltre sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 dell’art. 5-bis del R.D.L. 15 marzo 1923, n. 692, convertito dalla legge 17 aprile 1925, n. 473, e successive modificazioni ed integrazioni, continuano a trovare applicazione solo in caso di superamento delle 48 ore settimanali di lavoro."

La portata della disposizione è stata illustrata dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale con la circolare n. 125/97 del 28 ottobre 1997 che si allega e che si invitano le sedi a tenere presente nell’espletamento dell’attività istituzionale.

Sotto il profilo degli obblighi relativi al pagamento del contributo per lavoro straordinario, si osserva che con la legge 28 dicembre 1995, n. 549, art. 2, commi 18 e seguenti, il legislatore era intervenuto sulla materia, introducendo una definizione di lavoro straordinario ai soli fini dell’assolvimento dell’obbligo della relativa contribuzione aggiuntiva da parte delle imprese, fissando la soglia dell’orario ordinario, il cui superamento determinava l’insorgere del suddetto obbligo, in 40 ore settimanali o nella media delle 40 ore settimanali in caso di regime di orario plurisettimanale previsto dalla contrattazione collettiva.

La misura del contributo per le ore di lavoro da considerare straordinario, in base alla citata legge n. 549 del 1995, è stata fissata come segue:

- contributo pari al 5% della retribuzione relativa alle ore di lavoro eccedenti le 40 settimanali a carico delle imprese con più di 15 dipendenti;

- per le sole imprese industriali occupanti più di 15 dipendenti, il contributo aggiuntivo risulta pari al 10% per le ore eccedenti le 44 e, a prescindere dal requisito occupazionale, del 15% per le ore eccedenti le 48.

Con la disposizione in oggetto, secondo le indicazioni della circolare ministeriale succitata, non si producono conseguenze sul versante contributivo, rispetto alla disciplina formulata dai citati articoli della legge n. 549 del 1995, ma si ha la sola conseguenza di ordine sistematico di far coincidere, trascorso il periodo transitorio, la predetta nozione di lavoro straordinario, dettata ai soli fini della contribuzione aggiuntiva con quella della durata massima dell’orario di lavoro ordinario che interessa l’esercizio dei poteri imprenditoriali.

Il Direttore generale

Trizzino

Allegato

MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE

Circ. 28 ottobre 1997, n. 125/97

Orario di lavoro – Applicazione art. 13, comma 1, della legge 24 giugno 1997, n. 196 (2)

(2) Il testo della circolare 28 ottobre 1997, n. 125/97, emanata dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, è riportato autonomamente.