Circolare Inps 2-04-1996, n. 72

I.N.P.S. (Istituto nazionale della previdenza sociale)
Circ. 2-4-1996 n. 72
Nuove aliquote di riduzione dell’ammontare delle integrazioni salariali e dell’assegno per congedo matrimoniale. Tetti mensili delle integrazioni salariali.
Emanata dall’Istituto nazionale previdenza sociale.

Sommario:

Applicazione dell’aliquota di riduzione all’assegno per congedo matrimoniale e rideterminazione degli importi erogati per integrazioni salariali e assegno per congedo matrimoniale nel quarto trimestre 1995. Applicazione anche alle imprese lapidee dei limiti maggiorati per intemperie stagionali. Chiarimenti ai fini dell’applicazione nel settore edile dei tetti mensili.

1) Rideterminazione dell’ammontare delle integrazioni salariali e dell’assegno per congedo matrimoniale.

Con circolare n. 25 del 27 gennaio 1996 sono state impartite istruzioni in merito alla misura della riduzione dei trattamenti di integrazione salariale ai sensi dell’art. 26 della legge n. 41 del 1986 da erogare a decorrere dal 1 gennaio 1996 in conseguenza dell’aumento, pari allo 0,20%, dell’aliquota F.P.L.D. a carico degli apprendisti.

Nel precisare che l’aliquota di riduzione complessiva pari al 6.04%, si applica anche all’assegno per congedo matrimoniale, si comunica che la decorrenza dalla nuova aliquota è stata fissata al 1° ottobre 1995 in base al decreto ministeriale 15 gennaio 1996 (cfr. circolare n. 27 del 29 gennaio 1996).

Occorre pertanto provvedere al recupero degli importi che risultano corrisposti in eccedenza al titolo delle prestazioni su indicate per il trimestre ottobre-dicembre 1995, corrispondenti alla maggiore misura (0,20%) dell’aliquota di riduzione, passata da 5,84% a 6,04%.

In proposito si richiamano le istruzioni contenute nella circolare n. 245 del 20 novembre 1989, con l’avvertenza che la regolarizzazione deve essere operata con la denuncia mensile relativa al corrente mese di aprile 1996.

Per quanto ovvio, si precisa che l’importo pari allo 0,20% delle integrazioni salariali conguagliate per il periodo ottobre-dicembre 1995, deve essere diminuito della differenza in meno dovuta a titolo di contributo addizionale ai sensi degli artt. 12, n. 2, della legge n. 164 del 1975, co.2, legge n. 427 del 1975 nonché dell’art. 8, n. 1 della legge n. 160/88 per le integrazioni salariali straordinarie.

L’importo da versare deve essere indicato in uno dei righi in bianco dei quadri "B-C" del mod. DM 10/2 preceduto dalla dicitura "Recupero rid.art. 26, L. n. 41 del 1986" e da uno dei seguenti codici:

- Cod. "M139" se trattasi di integrazioni salariali ordinarie

- Cod. "M140" se trattasi di integrazioni salariali straordinarie e assimilate

- Cod. "M141" se trattasi di assegno per congedo matrimoniale.

Nessun dato deve essere riportato nelle caselle "numero dipendenti" "numero giornate" e "retribuzioni".

Per i pagamenti effettuati direttamente agli aventi diritto prima che la procedura fosse aggiornata in base alla nuova aliquota di riduzione, le Sedi provvederanno al recupero della somma pari al 0,20 per cento degli importi erogati per i mesi da ottobre e dicembre 1995 qualora, trattandosi di lavoratori per i quali sia tuttora in corso il pagamento del trattamento straordinario, è possibile compensare la somma stessa con gli importi in pagamento.

A tal fine le Sedi utilizzeranno il codice recupero corrispondente al tipo di prestazione in pagamento.

2) Importi massimi mensili per il settore lapideo.

A scioglimento della riserva formulata con circolare n. 25 del 27 gennaio 1996, circa l’applicabilità della maggiorazione dei massimali pari al 20 per cento per le integrazioni salariali autorizzate a causa di intemperie stagionali, si comunica che le relative disposizioni si applicano anche al settore lapideo.

Ciò in considerazione che, in base all’art. 1 della legge 6 dicembre 1971, n. 1028, i benefici di cui alla legge 3 febbraio 1963, n. 277, sono estesi al settore lapideo con le stesse modalità stabilite per il settore edile.

3) Questioni applicative

In riferimento ad alcuni quesiti sottoposti in materia di calcolo del limite massimo mensile nel settore edile, si ribadisce quanto già disposto con circolare n. 50 del 21 gennaio 1982, secondo cui l’importo massimo mensile deve essere diviso per il numero delle ore lavorative ricadenti nel mese considerato ed il risultato, così ottenuto, deve essere moltiplicato per le ore di lavoro perse nello stesse mese, per le quali è ammesso l’intervento di integrazione salariale.

Ne deriva che nei periodi in cui, in base agli accordi integrativi provinciali, l’orario di lavoro settimanale sia di 35 ore, il massimale mensile in questione deve essere rapportato al livello orario, tenendo conto delle ore lavorative ricadenti nel mese considerato sulla base delle 35 ore settimanali.

Per quanto riguarda la soglia salariale prevista per l’applicazione del tetto mensile più elevato, si precisa che la retribuzione mensile da prendere in considerazione è quella spettante sulla base delle ore lavorative effettivamente comprese nel mese, tenendo conto delle quote aggiuntive calcolate come da contratto collettivo di lavoro.

Il Direttore generale

Trizzino