Circolare Inps 16-05-2000, n. 95

I.N.P.S. (Istituto nazionale della previdenza sociale)
Circ. 16-5-2000 n. 95
Istituto contrattuale della banca ore. Chiarimenti.
Emanata dall’Istituto nazionale della previdenza sociale, Direzione centrale delle entrate contributive.

Si fa seguito alla circolare 17 febbraio 2000, n. 39, per fornire chiarimenti in ordine:

- alla compatibilità dell’istituto della banca ore con il contratto a tempo determinato;

- ai criteri per la determinazione della fascia per il versamento della contribuzione aggiuntiva prevista dall’art. 2, comma 18, della legge 28 dicembre 1995, n. 549.

Flessibilità, contratto a termine e banca ore

Per "orario flessibile" si intendono quelle forme di organizzazione del tempo di lavoro caratterizzate dalla possibilità di variare la distribuzione dell’orario nell’arco della giornata, della settimana, del mese o dell’anno.

La legge 24 giugno 1997, n. 196 (art. 13) demanda alla contrattazione collettiva nazionale, la facoltà di modulare la soglia delle 40 ore settimanali come durata media riferita ad un arco temporale che può protrarsi sino a dodici mesi.

L’istituto della "banca ore" si affianca al "lavoro in flessibilità" e consente di smonetizzare il lavoro straordinario, permettendo al lavoratore di cumulare un monte ore di permessi dal quale attingere per fruire, secondo le previsioni contrattuali, di riposi supplementari da collocare temporalmente a sua scelta.

L’incompatibilità dell’istituto della banca ore con il contratto a tempo determinato non è, pertanto, assoluta.

Posto che scopo della "banca ore" individuale è quello di gestire la flessibilità individuale dell’orario di lavoro e di monetizzare le ore effettuate oltre l’orario normale solo in via residuale, l’inserimento dei lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato nell’istituto della "banca ore" non è precluso qualora l’impianto contrattualistico sia tale da consentirne l’inserimento.

Determinazione della fascia per il versamento della contribuzione aggiuntiva

Nelle ipotesi di "monetizzazione" delle ore accantonate, i datori di lavoro devono adottare il "criterio di cassa" ai fini dell’imposizione contributiva e della determinazione della fascia per il versamento del contributo aggiuntivo ex art. 2, comma 19, della legge n. 549 del 1995.

Nell’intento di facilitare l’operato delle imprese industriali, nella circolare 17 febbraio 2000, n. 39, è stato indicato un criterio convenzionale di imputazione alle fasce contributive (5%, 10%, 15%) settimanali del mese in cui si effettua la "monetizzazione".

I datori di lavoro potranno, in alternativa, tenere conto dell’effettiva collocazione temporale della prestazione, adottando, comunque, sistemi che consentano l’esatta e corretta identificazione delle ore prestate e delle ore utilizzate, con esclusione del ricorso a sole dichiarazioni di parte.

Il Direttore generale

Trizzino

Allegato

FIM-CISL FIOM-CGIL UILM-UIL
Segreterie nazionali

Roma, 14 aprile 2000

Protocollo: FF/ms/466/2000


Al Direttore generale I.N.P.S.
Dott. Fabio Trizzino


Oggetto: Banca ore.

In merito alla circolare 17 febbraio 2000, n. 39 dell’I.N.P.S., abbiamo apprezzato il contenuto e la tempestività che consente la messa a regime del nuovo istituto della banca delle ore.

Nella circolare è stata però introdotta a nostro avviso impropriamente l’esclusione dal diritto alla scelta della banca ore per i lavoratori con contratti diversi dal tempo indeterminato (di cui al punto 2). Tale norma sottrae un diritto contrattuale (utilizzo della banca ore) ad una parte consistente dei lavoratori della categoria, diritto che le parti hanno inteso liberamente riconoscere invece a tutti i lavoratori metalmeccanici.

Per come la banca ore è stata regolamentata nel nostro contratto, infatti, la sua esigibilità non ci appare in alcun modo in contraddizione con tipologie diverse di rapporto di lavoro.

Distinti saluti.

Segreterie nazionali

FIM-CISL
G. Farina

FIOM-CGIL
F. Re David

UILM-UIL
L. Colonna